
Debutta a Ginevra la 500 Abarth che sarà commercializzata dalla rete esclusiva Abarth il prossimo luglio con l’intento di rafforzare ulteriormente il posizionamento sportivo del brand. Sviluppata dal Centro Stile Fiat Group Automobiles con lo spirito delle leggendarie 500 Abarth degli anni Sessanta, la nuova vettura si conferma, all’esterno, una “piccola” automobile agile e compatta mentre, all’interno, propone quanto di meglio oggi disponibile nel campo della meccanica, della sicurezza e della tecnologia.



Inoltre, per chi ha un carattere grintoso e ama le sfide proprio come Carlo Abarth, oltre alla versione stradale elaborata con il kit di trasformazione, la “piccola” Abarth si presenterà con un allestimento sportivo - 500 Abarth SS Assetto Corsa - dedicato ai clienti che si vorranno cimentare nelle competizioni in circuito.
Tutti i punti di forza della nuova vettura
Fedele al detto coniato per le vetture Abarth negli anni 60 (“piccole ma cattive”), la 500 Abarth preannuncia quella che sarà un’automobile “piccola” e dalle grandi prestazioni. In particolare, la vettura esposta al salone di Ginevra è equipaggiata con un motore Fire 1.4 16v benzina Turbo che eroga una potenza massima di 135 CV (99 Kw) a 5.500 rpm e una coppia massima di 206 Nm a 3.000 rpm in modalità “Sport” (invece, in modalità “Normal”, la coppia si attesta a 180 Nm a 2.500 rpm). Brillante e progressivo, il nuovo propulsore si conferma “amico dell’ambiente”: infatti, proprio come sul modello Fiat di normale produzione, la nuova vettura Abarth rispetta le future normative Euro 5.
Ulteriore peculiarità della 500 Abarth è l’adozione del nuovo sistema denominato “TTC” (Torque Transfer Control) che migliora il trasferimento della coppia motore alle ruote e, in particolare, garantisce un ottimo comportamento della vettura in curva rendendola così più sicura e divertente nella guida sportiva.
Stile aggressivo e funzionale
In perfetta sintonia con la tradizione Abarth, lo stile della 500 Abarth non rappresenta un’interpretazione fine a se stessa, ma contribuisce sensibilmente alle prestazioni della vettura. La migliore dimostrazione di questa impostazione stilistica è nella particolare attenzione riservata all’aerodinamica e alla funzionalità di alcuni elementi. Per esempio, rispetto al corpo base, la 500 Abarth ottimizza il comportamento aerodinamico sia con l’estensione del padiglione attraverso un importante spoiler alare, sia con uno “scivolo” che raccorda il fondo scocca con l’uscita ottimale dei flussi d’aria, interessando una buona porzione del paraurti posteriore.
Da sottolineare che questi due elementi – spoiler e scivolo - contribuiscono alla diminuzione della resistenza all’avanzamento e ad una maggiore aderenza al suolo ad alta velocità. Inoltre, le feritoie anteriori sul paraurto conferiscono tanto una maggiore sportività estetica quanto una funzione reale di raffreddamento dei due intercooler posizionati ai lati. Non solo. Ai lati dello “scivolo”, sono incastonati due tubi di scappamento che corrispondono alle uscite speculari di un unico silenziatore posizionato trasversalmente (sopra vi è impresso il logo dello scorpione, proprio come negli anni 60).
Anche sulle fiancate, le minigonne fasciano maggiormente il volume, creando un profilo più verticale e quindi ottimale per il miglioramento del Cx. Ma è l’anteriore a dichiarare più esplicitamente la dotazione da vera GT della 500 Abarth: il “trittico” di prese d’aria consiste in quella centrale, incrementata rispetto al modello base, e con la feritoia superiore (sopra la targa) anch’essa più larga; le due “narici”, simmetriche ai lati del paraurti, corrispondono esattamente alla posizione dei due intercooler speculari, che si intravedono attraverso queste, garantendo sia l’afflusso che l’uscita dell’aria.
Il musetto con il fregio è stato “traslato in avanti” per creare lo spazio utile al turbocompressore; ciò rende il profilo laterale della 500 Abarth più pronunciato e vistoso, in perfetta sintonia con la tradizione Abarth dove, sui modelli tipo 850 TC e 1000 TC, le applicazioni di veri e propri collettori esterni erano estremamente visibili e riconoscibili come caratteristica del Marchio. Il fregio stesso, rispetto a quello della Fiat 500, differisce per il fatto di essere in un solo pezzo: infatti, il logo Abarth - per la prima volta non racchiuso in un cerchio cromato - “galleggia” su una superficie alettata che funge da ulteriore presa d’aria. Sulle fiancate sono posizionati gli stemmi Abarth attraversati da una saetta tricolore, così come avveniva sulle 595 e 695 Abarth degli anni 60, che simboleggiano l’immagine racing del Marchio.
Infine, disponibili da 16 e 17 pollici, i cerchi sfoggiano stili diversi: da quello con molteplici razze affiancate a quello con bordature dei fori (chiaro il riferimento ad alcuni stilemi delle ruote forgiate degli anni 70).
Interni “racing” per il massimo piacere di guida
All’interno, il “cockpit” di 500 Abarth si caratterizza per una particolare strumentazione che, partendo da quello adottato dal modello Fiat, si arricchisce di un manometro analogico per la misurazione della pressione del turbo. In più, all’interno di quest’ultimo, è ricavato un indicatore che ottimizza il cambio ottimale di marcia attraverso l’accensione di un LED. E ancora: il quadrante principale, con grafica sportiva, è sovrastato da una palpebra che lo protegge ulteriormente dagli abbagli mentre il volante a tre razze sfoggia impugnature sagomate per i pollici e risulta “spianato” alla base per garantire una migliore abitabilità e possibilità di regolazione. Di chiara impostazione “racing” sono anche la pedaliera, in alluminio con riporti gommati, e il pomello del cambio (rivestito in pelle e con un’impugnatura più ergonomica per un uso sportivo). La stessa impronta si ritrova anche nei sedili - di tipo “unificato” con l’appoggiatesta integrato allo schienale - che sono rivestiti di materiali diversi: dai tessuti, abbinati in differenti colori e textures, alla pelle in due allestimenti (nero o rosso). Infine, il rivestimento del padiglione e le ebanisterie laterali sono nere, conferendo all’abitacolo un aspetto tecnico e sportivo.
SCHEDA TECNICA DI 500 ABARTH
Motore
• 4 cilindri in linea, 4 valvole per cilindro, 1368 cm3;
• Potenza: 99kW (135CV) a 5.500 rpm.
• Coppia massima raggiungibile in modalità SPORT di 206 Nm a 3.000 rpm.
• Comando dell’acceleratore “drive-by-wire”, senza collegamento meccanico;
• Sovralimentazione realizzata con un turbocompressore IHI a geometria variabile.
Trasmissione
• Cambio a 5 rapporti;
• Comando cambio esterno a doppio flessibile;
Sospensione e sterzo
• Anteriore con schema Mc Pherson e barra antirollio;
• Posteriore con schema a ruote interconnesse tramite ponte torcente con barra antirollio;
• Assetto sportivo ribassato;
• Guida ad asservimento elettrico Dualdrive con modalità SPORT.
Freni
• Pinza anteriore flottante tipo ZPH 4.1.2, pistoncino diametro 54 mm.
• Dischi freno anteriore ventilati, diametro 284 x 22 mm.
• Pinza posteriore flottante tipo CII 34, pistoncino diametro 34 mm.
• Dischi freno posteriore pieni, diametro 240 x 11 mm.
Ruote
• Standard: Cerchio in lega di alluminio 6.5” x 16” - Pneumatici: 195/45 R16”
• Optional: Cerchio in lega di alluminio 7” x 17” - Pneumatici: 205/40 R17
Fiat 500 Abarth: una storia di record e successo
Le radici della nuova 500 Abarth affondano nella storia dell’automobilismo sportivo degli anni Sessanta. Ecco, in sintesi, le imprese dell’antesignana della vettura oggi esposta a Ginevra.
Tutto a inizio nel luglio del 1957 quando viene presentata la “Nuova 500”, la vettura creata da Dante Giocosa ed equipaggiata con un bicilindrico (479 cc di cilindrata) che sviluppa 13 CV di potenza massima e le consente di raggiungere 85 km/h di velocità. Di questa “piccola” Fiat se ne innamora Carlo Abarth che ne vede anche una sfida importante da vincere: infatti, ben presto si convince che, con adeguate elaborazioni, sarebbe potuta diventare un’automobile decisamente performante. Così, lasciando inalterata la cilindrata originaria del motore, ne aumenta il rapporto di compressione (da 6,55:1 a 8,7:1) e adotta un carburatore Weber 26 IMB e uno specifico scarico Abarth: in questo modo ottiene 7 CV in più di potenza rispetto al modello base, portandoli a 20 CV che, con altri stadi di elaborazione, raggiunsero i 23 CV.
Il 15 ottobre 1957 alcune vetture così preparate, con carrozzeria rigorosamente di serie, vengono mandate all’autodromo di Monza per una prova di velocità per dimostrare come le “cure Abarth” potessero offrire risultati straordinari.
L’iniezione di cavalli e l’edizione speciale Abarth della “Nuova 500” contribuì notevolmente alle fortune del modello di serie. E sempre nello stesso anno nascono altre due versioni della nuova Fiat: la “500 Coupè” Zagato e la “500 Coupè” Pininfarina. La prima, guidata da Ovidio Capelli, regala allo Scorpione la vittoria del Campionato Italiano Classe 500 nell’anno 1958. Nello stesso anno, Carlo Abarth voleva dimostrare come la “Nuova Fiat 500”, opportunamente trasformata e potenziata (compressione a 10,5:1, aspirazione e scarico ottimizzati, 26 CV di potenza e 118 km/h), potesse offrire brillanti prestazioni e, per questo motivo, la piccola vettura Fiat - ornata sul frontale da uno Scorpione - diventa protagonista per un’intera settimana di una “maratona” passata alla storia: in sette giorni e sette notti percorre la distanza di 18.186 chilometri alla media oraria di 108 km/h e riesce a battere ben 6 record internazionali percorrendo:
• in 4 giorni, 10.457 km alla media dei 108,9 km/h;
• in 5 giorni, 12.933 km alla media dei 108,2 km/h;
• 15.000 km in ore 139 16’ 33” alla media dei 107, 6 km/h;
• in 6 giorni, 15.530 km alla media dei 107,8 km/h;
• 10.000 Miglia in ore 149 09’ 29” alla media dei 107,8 km/h;
• in 7 giorni 18.186 km alla media dei 108,2 km/h.
Con questo ennesimo successo, Carlo Abarth conferma che è possibile realizzare vetture da competizione partendo da utilitarie di piccola cilindrata: nasce il detto “piccole ma cattive”.
Iniziano gli anni Sessanta, definito il periodo d’oro dello Scorpione, grazie al grande successo nelle competizioni e nel mercato. Questi anni hannoanche rappresentato il decennio caratterizzato dal più importante rinnovamento generazionale che il secolo scorso abbia mai visto. Infatti, iniziano gli annidella tecnologia: nell’industria spaziale si prepara lo sbarco sulla Luna, i televisori sono presenti nelle case di otto italiani su dieci, si viaggia in auto ascoltandol’autoradio, nascono periodici e pubblicazioni di ogni genere, cambiano i costumi e con essi anche gli italiani.
Non a caso le più importanti evoluzioni al modello “500” Abarth avvengono proprio in questo periodo di grande rivoluzione. Nel 1963 Carlo Abarth, tecnologico e innovativo di natura, decide che vuole rendere ancora più performante la Nuova “500” aumentando la cilindrata da 499,5 cc a 595 cc e ottenendo una potenza di 27 CV. L’esteso intervento sul motore e la modifica nell’alimentazione, con la sostituzione del carburatore Weber con un Solex C28 PBJ, portano la Fiat 500 Abarth a superare i 120 km/h.
La piccola sportiva dello Scorpione è immediatamente riconoscibile perché sul muso campeggia la calandra Abarth accompagnata dalle sigle distintive metalliche del modello e sulle fiancate lo scudetto Abarth con la scritta Campione del Mondo.
Alcuni mesi dopo il lancio sul mercato della “595”, la fabbrica di corso Marche presenta la “cassetta di trasformazione” contenente tutti i pezzi necessari per rendere una Fiat Nuova 500 uguale ad un modello Abarth 595 sia nella meccanica sia nell’estetica: pistoni, albero a cammes, guarnizione testata motore, scarico, coppa dell’olio, calandrina cromata con fregi laterali, scudetto smaltato e scritture cromate.
Questo dimostra come il genio meccanico di Carlo Abarth fosse attento alle aspirazioni dei giovani, riuscendo a soddisfare richieste di brillanti prestazioni anche sulle auto utilizzate nel quotidiano e non solo nelle competizioni.
Per l’Officina di corso Marche, il 1964 inizia con la presentazione della Fiat Abarth “595 SS”, una versione ulteriormente elaborata e potenziata della “595”. Questo piccolo bolide arriva a sviluppare 32 CV di potenza e una velocità massima di oltre 130 km/h, suscitando scalpore nell’ambiente sportivo. Si differenzia dal modello precedente per i ganci ferma-cofano in gomma neri posti sul coperchio del vano motore, la sigla “SS” su cofani anteriore e posteriore e la scritta “esse esse” sul cruscotto.
Insomma, finiture estetiche che identificano ancora di più il carattere sportivo della piccola automobile. E come ormai d’abitudine, per la casa dello Scorpione, insieme alla vettura viene presentato anche il kit di trasformazione che permette ai possessori di una Fiat 500 di poterla trasformare in una “595” SS e trovarsi così al volante di un’autentica auto sportiva marchiata Abarth.
L’ultimo modello della “595” è la versione “595 SS Competizione”: carreggiate più larghe, ruote a base allargata, passaruota dotati di “codolini” rossi più sporgenti, con una potenza di 34 CV e 130 km/h di velocità massima. Insomma, Carlo Abarth ha creato una nuova macchina per nuove vittorie. L’albo d’oro di questa utilitaria, marchiata dallo Scorpione, conta una lunghissima serie di trionfi, a partire dall’esordio all’autodromo di Monza nel 1964 con Franco Patria fino ad arrivare, alla fine dello stesso anno, a conquistare il Trofeo Italiano Turismo classe 600 con Leonardo Durst.
