C3 R5: si corre solo per vincere

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Il motorsport è sempre stato molto importante non solo per Citroen ma anche per Groupe PSA. L’ennesima conferma è la nuova C3 R5 destinata al WRC2, anticamera del mondiale, e alle varie competizioni clienti. L’auspico è di veder correre questo piccolo bolide anche in Italia…

Di questa vettura ne è orgoglioso soprattutto il nuovo direttore Citroën Racing Pierre Budar che punta moltissimo sul suo pilota Stéphane Lefebvre.

“Con l’impegno nel WRC2 al volante della C3 R5 chiediamo a Stéphane Lefebvre di vincere il campionato, per poter dimostrare il potenziale della vettura sia in termini di performance sia in termini di affidabilità su un’ampia gamma di terreni e in un contesto molto concorrenziale. La sfida commerciale è grande, e Stéphane, sotto i riflettori, sarà il nostro fiore all’occhiello perché ha preso parte allo sviluppo, quindi conosce bene la vettura e arriverà preparato alle gare, e ogni volta potrà anche beneficiare di una sessione di test preparatori. Ha anche l’esperienza dei test, perché l’anno scorso ne ha effettuati molti al volante della WRC. Oltre alla Corsica, gareggerà in Portogallo e in Sardegna, poi decideremo per il futuro”.

C3 R5: un progetto rivisto e aggiornato. Dopo aver introdotto la C3 WRC lo scorso anno, nel 2018 è prevista l’entrata in gara della versione R5, destinata alle competizioni clienti. Per assicurarsi alte prestazioni sia nel WRC-2, l’anticamera del Mondiale, sia nei diversi campionati regionali FIA (Europa, Medio Oriente) o ancora nella moltitudine di campionati nazionali, Citroën Racing ha intrapreso una radicale revisione del progetto, realizzando un’auto radicalmente diversa dalla precedente. Sotto la guida di Olivier Maroselli, ingegnere di grande esperienza per aver sviluppato diverse auto da rally, la ventina di persone coinvolte nel progetto è ripartita da zero, per essere sicura di effettuare le migliori scelte tecniche. Il livello della categoria non è mai stato così elevato come oggi, con molti costruttori di alto profilo coinvolti pesantemente. Il vincolo maggiore è la regolamentazione, molto più restrittiva rispetto al WRC in termini di omologazione, al punto di prevedere solo cinque joker di aggiornamento nei primi due anni, di cui 2 solo per motivi di sicurezza e affidabilità, e altri cinque nei successivi due anni. Per questo è importante realizzare una versione perfettamente riuscita, e quindi proporre una preparazione affidabile e performante. Dopo la tradizionale fase di design sui tavoli degli ingegneri, il team si è messo al lavoro da settembre 2017, data dei primi test su strada della vettura, confrontandosi con la grande varietà di condizioni che rendono questa disciplina bella ma difficile. Per poter provare la vasta gamma dei livelli di aderenza e mettere a punto le regolazioni, la versione asfalto della C3 R5, con i suoi grandi pneumatici da diciotto pollici, ha affrontato le difficili strade della Corsica, deiVosgi, del Tarn, ma anche del Var, con il rally omonimo disputato a inizio novembre scorso con Yoann Bonato alla guida. Una sessione di test su vasta scala che si era già rivelata vincente, per il pubblico e per il cronometro.

Il motore: una sicurezza. Il motore, sviluppato internamente, era una grande sfida per il team tecnico del Marchio. “Ci siamo dati degli obiettivi molto ambiziosi”, dice Olivier Maroselli, responsabile del progetto, “obiettivi che abbiamo raggiunto lavorando su tre aree principali. Prima di tutto, l’affidabilità e la gestione termica del motore, che risulta molto sofisticata. Poi, un’attenzione particolare alla testata, per guadagnare il più possibile in fluidità nei condotti di aspirazione e di scarico. E infine l’elettronica, con una gestione del motore molto più evoluta rispetto al passato. Volevamo ottenere un sistema per ridurre al minimo il turbo lag molto più funzionale, e quindi una migliore risposta all’azione dell’acceleratore, per essere costantemente vicini alla massima pressione di sovralimentazione consentita, ma senza provocare l’apertura della valvola pop-off, che è sempre molto penalizzante. Tutto questo rende il motore uno dei punti di forza della vettura. Tutti i piloti ne apprezzano la coppia, e sappiamo anche che abbiamo a disposizione una gran potenza rispetto ai nostri avversari”.

Cambio ad hoc per queste categorie. Come la sorella maggiore WRC, anche C3 R5 è dotata di un cambio nato nelle officine di Sadev. Questo però è l’unico elemento in comune: il modello utilizzato per l’occasione è stato specificamente progettato per le esigenze e i vincoli di questa categoria. “È una scelta di sicurezza”, dice Olivier Maroselli. Benché alcuni organi interni siano già conosciuti, e quindi ampiamente collaudati, noi abbiamo scelto di riprogettarne l’architettura. Il nostro packaging è diverso per larghezza, e per l’altezza delle prese del cambio. Visto che queste ultime influenzano direttamente gli angoli di trasmissione, e quindi le escursioni massime autorizzate, questo punto è stato oggetto di una attenzione particolare”.

Assetto con due diverse geometrie. C3 R5, come la sorella C3 WRC, utilizza due diverse geometrie dell’assale anteriore, in base all’utilizzo su asfalto o su terra. Il tutto nell’ottica di ottimizzare le due versioni del nuovo modello del Marchio, con assetti che ogni volta rispondono alle esigenze specifiche della superficie in questione. “Dato che il numero di soluzioni autorizzate tra il portamozzo, il supporto, il triangolo della sospensione e la barra stablizzatrice è molto limitato, è una questione complicata”, dice Olivier Maroselli. “Ma abbiamo scelto di inclinare il supporto verso il posteriore sulla versione asfalto, per ragioni cinematiche, e verso l’anteriore per quella terra, principalmente per motivi di escursione. È sicuramente uno dei punti forti dell’auto, perché non abbiamo fatto alcun compromesso rispetto ai disegni. Siamo poi riusciti a mantenere il peso minimo sull’insieme di tutti i pezzi, e questo grazie anche agli ammortizzatori Reiger: non solo sono prodotti ottimi, che garantiscono un ampio margine di regolazione per trovare il setup adatto, ma i loro supporti in alluminio contribuiscono alla riduzione della massa”.

Manutenzione facile e durata dei pezzi. Citroën Racing, sempre attenta alle attese dei propri clienti, ha ottimizzato al massimo le operazioni di manutenzione della C3 R5, concentrandosi in particolare sulla durata dei pezzi. “Questo ovviamente è stato uno dei nostri settori di lavoro, senza però scendere a compromessi con le prestazioni”, dice Olivier Maroselli. “Il cambio o il frontale, ad esempio, possono essere smontati facilmente. Abbiamo anche fatto grandi progressi sulla carrozzeria, investendo in una tecnologia multi-materiale per avere zone in gomma in tutte le parti inferiori dei paraurti e in alcune zone dei parafanghi. Hanno anche una migliore resistenza all’abrasione e alla deformazione. Abbiamo fatto molti test su strada, su fondi di ghiaia come ad esempio a Fontjoncouse, e abbiamo rilevato un degrado della scocca e del sottoscocca nettamente migliore. I pezzi soggetti a usura, come la slitta di protezione, sono di altissimo livello ed è di sicuro un vantaggio per i costi di gestione”.