Dalla C 111-II alla Vision AVTR: il futuro secondo Mercedes, dalle tele di Andy Warhol alle visioni di Avatar

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Mercedes-Benz Experimentalfahrzeug C 111-II, Präsentation auf dem 40. Genfer Automobilsalon vom 12. bis 22. März 1970. Mercedes-Benz C 111-II experimental vehicle, presentation at the 40th Geneva Motor Show between 12 and 22 March 1970.

Affascinante icona tra le supersportive e beniamina dei mass-media, laboratorio mobile per lo sviluppo del motore Wankel e di altre nuove tecnologie e, non da ultimo, leggendaria auto da record: questo e molto altro ancora è la Mercedes-Benz C 111. Il suo secondo stadio di sviluppo denominato C 111-II, dotato del motore rotativo in versione a quattro rotori M 950 F da 257 kW (350 CV) (volume della camera pari a 602 centimetri cubi moltiplicati per quattro) festeggia quest’anno un compleanno a cifra tonda. Oggi, a cinquant’anni di distanza dal debutto della C 111-II, il futuro ha altre forme e nuove suggestioni: entra in simbiosi con la natura e prende le forme della VISION AVTR, una suggestiva showcar ispirata ad Avatar, il kolossal Hollywoodiano di James Cameron.

Debutto: la vettura supersportiva è stata presentata 50 anni fa, nel marzo del 1970 al 40° Salone dell’automobile di Ginevra. Alta appena 1.120 millimetri, la nuova Ali di gabbiano con passo di 2.620 millimetri è dotata di una carrozzeria in materiale sintetico rinforzato con fibre di vetro, che è avvitata al gruppo pianale in lamiera di acciaio. La velocità massima raggiunge i 300 km/h. È tutt’oggi una vettura che desta entusiasmo in chiunque la osservi: una Mercedes-Benz C 111-II verniciata nel caratteristico colore ‘Weißherbst’ (dal nome di una nota qualità di vino rosato tedesco) può essere ammirata nel museo Mercedes-Benz, nell’area espositiva ‘Il fascino della tecnica’. La VISION AVTR, acronimo di ADVANCED VEHICLE TRANSFORMATION avrebbe dovuto fare il suo debutto europeo proprio in occasione del Salone di Ginevra, dopo la première internazionale al CES 2020, il miglior palcoscenico per svelare la visione di designer, ingegneri e trend setter Mercedes-Benz della mobilità del futuro, frutto di una partnership globale senza precedenti tra uno dei marchi più innovativi nel settore dell’intrattenimento e Mercedes-Benz, l’ottavo marchio più conosciuto al mondo. Ispirata al mondo di Pandora, la VISION AVTR mostra una interazione completamente nuova tra uomo, macchina e natura. 

Ulteriore sviluppo: la C 111-II nasce sulla base della C 111, presentata nell’autunno del 1969. Dal punto di vista tecnico, questa vettura si segnala soprattutto per il motore Wankel a quattro rotori, un autentico propulsore da competizione. Lo sviluppo del design è iniziato nell’estate del 1969 sotto la direzione di Bruno Sacco e Josef Gallitzendörfer. Rispetto al modello precedente è stata migliorata, tra l’altro, la visuale del conducente grazie a modifiche a parafanghi, tetto e cofano posteriore. È stata ottimizzata anche l’aerodinamica: le misurazioni effettuate nella galleria del vento mostrano che la resistenza aerodinamica si è ridotta dell’otto per cento rispetto alla versione C 111. Gli interni della C 111-II si distinguono per la loro estetica moderna. Questa vettura da sogno esprime la sua adattabilità all’impiego quotidiano, ad esempio, grazie alla grande disponibilità di spazio, che le consente di alloggiare una valigia grande e due valigie piccole del set di valigie Mercedes-Benz. La VISION AVTR non ha precedenti e introduce un concetto olistico che combina le discipline di interior design, design degli esterni e UX su una scala mai sperimentata prima, con un’interazione completamente nuova tra uomo, macchina e natura. 

Dream car: la C 111 si presenta fin dal primo istante come un vero highlight. Nasce così il piano del Consiglio di amministrazione dell’allora Daimler-Benz AG: il 20 maggio del 1969 l’Azienda delibera che la C 111 venga presentata come ‘dream car’ al Salone Internazionale dell’Automobile (IAA) di Francoforte, dall’11 al 21 settembre del 1969. Dopo questo sensazionale debutto, la C 111 è ospite di numerose altre fiere ed esposizioni: il Salone dell’automobile di Parigi, il London Motor Show (ottobre 1969), il Salone dell’automobile di Torino (ottobre/novembre 1969), il Jochen Rindt Show di Vienna (novembre 1969) ed Essen (dicembre 1969), il Salone dell’automobile di Bruxelles (gennaio 1970) ed il Chicago Auto Show (febbraio 1970). A marzo del 1970 debutta poi a Ginevra la versione ulteriormente migliorata, la C 111-II. Dream car è il termine che meglio definisce la VISION AVTR. Ispirata direttamente al mondo di AVATAR, questa sorprendente showcar è un cosmo pieno di nuove forme e colori, e tali ispirazioni sono intrinsecamente ispiratrici per i progettisti. Basti pensare a tutti gli ambienti straordinari, alle forme di vita e anche alla cultura degli indigeni Na’vi. Il mondo di Pandora è strettamente legato alla nostra filosofia progettuale di purezza sensuale e al bipolarismo dei nostri marchi di intelligenza ed emozione. I Na’vi come esseri viventi altamente intelligenti hanno sviluppato forme affascinanti, anche per il trasporto. AVATAR è anche un film in cui mobilità e dimensioni giocano un ruolo centrale e la connessione degli esseri umani con la natura è stata ovviamente una grande ispirazione per noi.

Assegni in bianco: molti facoltosi appassionati di auto sportive sono disposti a pagare somme elevate per una C 111. Già nel 1969, a Londra, un appassionato di automobili offre fino a mezzo milione di marchi tedeschi. Nei mesi successivi a Stoccarda arrivano perfino assegni in bianco. Il Marchio tuttavia sottolinea che la vettura sperimentale non è in vendita. Nella primissima fase della sua carriera, però, l’antesignana della C 111 (che Mercedes-Benz denomina internamente C 101) era destinata a un gruppo target completamente diverso: già nel 1963 si pensava ad un motore Wankel da utilizzare per una “piccola auto sportiva dal prezzo contenuto”, che si sarebbe collocata al disotto della SL ‘Pagoda’ (W 113). Alla fine del 1968, questo orientamento si concretizza in una “piccola vettura sportiva”, priva di marcate qualità sul versante del comfort, adatta anche ai rally e che doveva rivolgersi “ai giovani”. Ne fu conquistato anche l’artista americano Andy Warhol, che la scelse come icona ispiratrice di alcune delle sue opere. Anche la VISION AVTR è destinata ad essere solo un sogno per gli appassionati di automobili: realizzata in un unico esemplare entrerà a far parte dell’hall of fame delle pietre miliari nella storia delle concept car della Stella.

Esperienza di guida: 50 anni fa, a Ginevra, la C 111-II non era solo un highlight da ammirare dal punto di vista estetico, ma anche un’esperienza da vivere in tutta la sua concretezza. Perché al Salone dell’automobile, Mercedes-Benz porta due delle complessive cinque vetture sperimentali della seconda serie che erano state programmate. Contrassegnata dal numero interno 31, la vettura di prova è la prima C 111-II e, nell’ambito della presentazione alla stampa del 10 ed 11 marzo del 1970, può essere osservata in azione sul Circuit de Monthoux, vicino a Ginevra, mentre effettua giri dimostrativi. Quattro motori elettrici ad alte prestazioni posizionati sulle singole ruote, tanti quanti le turbine rotative del Wankel che equipaggiava la C 111-II: la VISION AVTR incarna un’implementazione particolarmente agile della visione di una berlina di lusso dinamica.

Digitale: la C 111 è futuristica non solo nelle sue forme. Si tratta infatti della prima automobile al mondo progettata al computer fin dalle sue basi. Gli ingegneri utilizzano a tal fine il metodo ESEM (Elastostatic Element Method), una variante del Finite Element Method (FEM) sviluppata da Mercedes-Benz. La tecnologia digitale permette perfino il calcolo dei carichi dinamici. Mercedes-Benz stima che in tal modo sia possibile accorciare di circa quattro mesi il periodo di sviluppo. Il film documentario prodotto internamente ‘L’auto nata al computer’ presenta l’innovazione. Nata nell’era della digitalizzazione, la VISION AVTR, il concetto materiale dell’intero veicolo mira a una fusione del mondo analogico e digitale e si concentra su un nucleo elementare: Sostenibilità. La VISION AVTR combina tecnologia futuristica con ecologia e alta attrattiva e mostra come potrebbe essere un interno naturale del futuro. Al posto di un volante convenzionale, l’elemento di controllo multifunzionale nella consolle centrale consente all’uomo e alla macchina di fondersi. Posizionando la mano sull’unità di controllo, l’interno prende vita e il veicolo riconosce il conducente dal proprio battito cardiaco e dalla respirazione. Semplicemente sollevando la mano, una selezione di menu viene proiettata sul palmo dove il passeggero può scegliere intuitivamente tra diverse funzionalità. Ad esempio, la grafica 3D in tempo reale può essere utilizzata per esplorare il mondo immaginario di Pandora da diverse prospettive. Il modulo di visualizzazione curvo crea la connessione visiva tra i passeggeri e il mondo esterno.

 

V8 anziché Wankel: nel dicembre del 1970, su una C 111-II viene montato, anziché il motore Wankel, un motore V8 a pistoni con moto alternativo da 3,5 litri Mercedes-Benz. In occasione delle manifestazioni dedicate alle auto d’epoca, questa vettura di Mercedes-Benz Classic consente di vivere ancora oggi tutto il dinamismo della C 111 e non smette di destare entusiasmo. Un altro esemplare unico della collezione dell’Azienda è una C 111-II del 1975: il suo gruppo pavimento è costituito da una struttura a sandwich, composta da due gusci di resina sintetica rinforzata con fibra di vetro dello spessore di pochi millimetri, che vengono saldati insieme con una schiuma in poliuretano, fino a formare un cuore in materiale composito. Con una potenza del motore combinata di oltre 350 kW, VISION AVTR stabilisce un nuovo punto di riferimento per EQ Power. Grazie alla distribuzione intelligente e completamente variabile della coppia, la potenza dei quattro motori completamente controllabili individualmente è gestita solo nel miglior modo possibile in termini di dinamica di guida, ma soprattutto in modo altamente efficiente. L’innovativa trazione integrale con torque vectoring consente mobilità completamente nuove e garantisce dinamiche di guida ai massimi livelli, fornendo allo stesso tempo la migliore sicurezza attiva possibile. Ciò significa che ogni ruota può essere guidata separatamente e a seconda della situazione di guida. Grazie alla possibilità di gestire asse anteriore e posteriore contemporaneamente o in modi opposti, VISION AVTR può muoversi lateralmente di circa 30 gradi, a differenza dei veicoli convenzionali. Il cosiddetto “movimento del granchio” conferisce al concept vehicle un aspetto simile a un rettile anche nel suo movimento. Per la prima volta, la VISION AVTR utilizza una rivoluzionaria tecnologia a batteria basata sulla chimica delle celle organiche a base di grafene, completamente priva di materiali preziosi e metalli. I materiali della batteria sono compostabili e quindi completamente riciclabili. In questo modo, la mobilità elettrica diventa indipendente dalle risorse fossili. Di conseguenza, Mercedes-Benz sottolinea l’elevata rilevanza di una futura economia circolare nel settore delle materie prime.

Burro e sci: la C 111-II si distingue dal modello precedente per alcuni confortevoli dettagli. Si tratta di miglioramenti dovuti soprattutto all’impegno di Rudolf Uhlenhaut, responsabile Sviluppo autovetture di Mercedes-Benz. Oltre al normale bagagliaio, la vettura offre la possibilità di trasportare sci ed una valigia supplementare sistemata sul portellone posteriore mediante cinghie di fissaggio. Uhlenhaut sottopone la C 111-II anche ad un singolare test pratico, denominato ‘prova del burro’: si tratta di verificare se, durante un impiego sportivo della vettura, un panetto di burro riposto nel bagagliaio si sciolga – nonostante l’isolamento contro il calore sviluppato dal motore a combustione. A bordo della VISION AVTR si sviluppa una nuova dimensione del comfort. Grandi aree come il guscio posteriore della seduta e il cielo sono decorate con un tessuto che cambia colore ispirato al mondo dei colori del mare. A seconda della luce, il tessuto cambia colore dal blu scuro a un sottile azzurro. Questi sedili sono raffinati dalla ® in pelle veganaDINAMICA. DINAMICA® è la prima e unica microfibra che garantisce la sostenibilità ambientale durante l’intero ciclo produttivo. È materiale riciclato fatto da vecchi vestiti, bandiere e bottiglie di plastica PET. Durante la produzione, si presta attenzione alle basse emissioni inquinanti e al basso consumo energetico. Grazie alla sua versatilità, alle massime prestazioni e all’alta qualità, DINAMICA è® adatta per l’uso in lussuosi interni per auto. Garantisce anche la resistenza allo slittamento per i passeggeri sui sedili. La morbidezza del materiale dà agli occupanti una sensazione di “bentornato a casa”. Sul cristallo bianco DINAMICA® viene stampata una grafica foglia astratta con un gradiente sottile. Rafforza visivamente la connessione con la natura ancora una volta. Il pavimento è decorato con un legno innovativo chiamato Karuun®. Il materiale dona al calore interno e irradia naturalezza. La combinazione di materiali tecnici e naturali crea un piacevole clima interno.

Tributo al colore: oggi, nell’immaginario collettivo, la C 111-II e la sua versione precedente sono inequivocabilmente associate alla tonalità cromatica arancio metallizzato denominata ‘Weißherbst’. In una prima fase, tuttavia, alla fine degli anni ’60, viene presa in considerazione anche una verniciatura in ‘rosso cinabro’ con strisce da rally a decorare la livrea. Nel 1969 la C 111 si presenta inizialmente con una vernice a effetto bianco ed in arancione brillante. Ma al momento del debutto della C 111-II, avvenuto 50 anni fa a Ginevra, si è già affermata come tipica di questa vettura la verniciatura ‘Weißherbst’. La VISION AVTR impressiona con una superficie d’argento dall’aspetto fluente, così come gli accenti luminosi bluastri, come nella maschera frontale tipica dell’EQ. Al contrario, c’è il caldo oro rosa dei bracci cerchio espressivi, che è anche caratteristico del linguaggio di design del prodotto e marchio tecnologico EQ. L’impressione di un oggetto animato è rafforzata all’esterno da accontorie luminose. Le fibre ottiche pulsanti penetrano nella parte anteriore, laterale e a poppa come percorsi nervosi, collegano l’esterno con l’interno e rendono visibili anche i flussi di energia e informazione nelle ruote. Inoltre, la loro estetica ricorda la bioluminescenza della natura notturna su Pandora, dove molti esseri viventi e piante possono brillare di notte. I gusci delle porte trasparenti sottolineano l’impressione di leggerezza ed efficienza della carrozzeria del veicolo dall’aspetto bionico. Allo stesso tempo, aprono la vista degli interni e sottolineano così l’approccio olistico progettuale: la fusione di esterni, interni e UX. Tutte le superfici trasparenti sono incorniciate con la massima precisione da una serigrafia ornamentale. La spettacolare apertura e chiusura delle porte si ispira alle ali di una banshee o ikran, le cavalcature volanti dei Na’vi di AVATAR.

Auto da record: dopo la C 111-II e la sua omologa con gruppo pianale in materiale sintetico, Mercedes-Benz non prosegue lo sviluppo della supersportiva con motore Wankel. Tuttavia, la stella di queste vetture sperimentali continua a brillare. Perché sulla loro base nascono auto da record di enorme successo, precisamente: la C 111-II D (1976), la C 111-III (1977) e la C 111-IV (1979). La Vision AVTR il suo record lo eredita direttamente dal blockbuster da cui ha tratto ispirazione: uno dei film più visti e con il maggiore incasso nella storia del cinema.

Fresco di stampa: la storia di questa vettura sportiva, al contempo auto da sogno e campionessa da record, viene narrata dal libro ‘Mercedes-Benz C 111’, che sarà presto pubblicato dalla casa editrice Motorbuch Verlag di Stoccarda. Frutto di un’accurata ricerca, il libro documenta per la prima volta la storia completa dello sviluppo di questa affascinante vettura. Il volume è corredato da informazioni dettagliate ed è arricchito da fotografie provenienti dagli archivi di Daimler AG, molte delle quali sono inedite. Per vedere come si svilupperà la partnership tra Mercedes-Benz e il kolossal di James Cameron bisognerà invece attendere il prossimo capitolo della saga di AVATAR

 

Mercedes-Benz Experimentalfahrzeug C 111-II, Exterieur.
Mercedes-Benz C 111-II experimental vehicle, exterior.
Mercedes-Benz Experimentalfahrzeug C 111-II, Exterieur.
Mercedes-Benz C 111-II experimental vehicle, exterior.

Dreimal C 111: die erste Version von 1969 (links), das Erprobungsfahrzeug „Hobel“ (rechts) und die in Genf präsentierte zweite Version von 1970.
Three C 111s: the first version of 1969 (left), the test vehicle “Hobel” (“Plane”) (right) and the second version of 1970 presented in Geneva.
Mercedes-Benz Experimentalfahrzeug C 111-II, Präsentation auf dem 40. Genfer Automobilsalon vom 12. bis 22. März 1970.
Mercedes-Benz C 111-II experimental vehicle, presentation at the 40th Geneva Motor Show between 12 and 22 March 1970.
Mercedes-Benz Experimentalfahrzeug C 111-II, Präsentation auf dem 40. Genfer Automobilsalon vom 12. bis 22. März 1970.
Mercedes-Benz C 111-II experimental vehicle, presentation at the 40th Geneva Motor Show between 12 and 22 March 1970.
Mercedes-Benz Experimentalfahrzeug C 111-II, Präsentation auf dem 40. Genfer Automobilsalon vom 12. bis 22. März 1970.
Mercedes-Benz C 111-II experimental vehicle, presentation at the 40th Geneva Motor Show between 12 and 22 March 1970.
Mercedes-Benz Experimentalfahrzeug C 111-II. Der Kofferraum im Heck fasst einen großen und zwei kleine Koffer des Mercedes-Benz Koffersatzes.
Mercedes-Benz C 111-II experimental vehicle. The boot at the rear provides capacity for two small and one large suitcase from the Mercedes-Benz suitcase set.
Erregt Aufsehen: Der Mercedes-Benz Versuchswagen C 111 auf dem Automobilsalon Genf 1970.
Attracting attention: The Mercedes-Benz C 111 experimental car at the 1970 Geneva Motor Show
Mercedes-Benz Experimentalfa hrzeug C 111-II, Studioaufnahmen.
Mercedes-Benz C 111-II experimental vehicle, studio images.