È il più grande fondo mai creato per combattere la deforestazione ed è stato lanciato lo scorso 17 giugno dal Governo inglese e da quello norvegese. Il Congo Basin Forest Fund, con una dotazione di 135 milioni di euro, vuole fornire ai Governi africani e alle popolazioni che vivono nella foresta pluviale del bacino del Congo, la seconda più grande dopo l’Amazzonia, i mezzi per vivere senza tagliare gli alberi per i più svariati usi. Il programma prevede anche il monitoraggio della foresta attraverso i satelliti. La sfida più grande, infatti, è quella di fare sì che i soldi vengano effettivamente spesi per evitare la deforestazione. La Norvegia, che stanzierà poco meno della metà dei soldi su un arco di tre anni, spende ogni anno quasi 400 milioni di euro per le foreste e, secondo il ministero dell’ambiente, con questo investimento riduce del 50 per cento le sue emissioni di anidride carboni ca.

Uno Stato chiede l’evacuazione a causa dei cambiamenti climatici
Dopo anni di appelli inascoltati a fare qualcosa per arrestare il cambiamento climatico, il minuscolo Stato di Kiribati (33 atolli corallini nell’Oceano Pacifico), per voce del suo Presidente Anote Tong, ha chiesto, in occasione della Giornata mondiale dell’ambiente (lo scorso 5 giugno) l’aiuto internazionale per evacuare il suo Paese. Secondo quanto riportato dal quotidiano inglese The Independent, l’innalzamento delle acque e l’erosione provocata dalle tempeste, hanno portato l’acqua salata a intaccare la falda e le coltivazioni stanno morendo. I 97.000 abitanti, concentrati quasi esclusivamente nell’atollo di Tarawa, dovranno cercarsi un’altra casa. Per questo Tong, laureato alla London School of Economics, sta cercando l’aiuto internazionale e ha già avviato colloqui con la vicina Nuova Zelanda. Kiribati, insieme ad altri stati insulari del Pacifico come Vanuatu e Tuvalu, è considerato uno dei luoghi pi&u grave; a rischio del pianeta a causa dei cambiamenti climatici.

L’innalzamento dei mari peggio degli asteroidi?
Secondo quanto anticipato dal National Geographic, un nuovo studio, pubblicato sulla rivista Nature dimostrerebbe che l’innalzamento dei mari ha prodotto un effetto più letale, nelle estinzioni di massa, della caduta di asteroidi o l’esplosione di super-vulcani. L’idea è discussa da più di 60 anni, ma fino ad ora non era stato possibile quantificare gli effetti dell’innalzamento e abbassamento del livello marino. Il nuovo studio è stato realizzato studiando diversi tipi di fossili marini. Tuttavia alcuni paleontologi come Wolfgang Kiessling, esperto in estinzioni di massa dell’Università Humboldt di Berlino, ritiene che i cambiamenti del livello dei mari da solo non sia sufficiente a spiegare eventi come quello che 65 milioni di anni fa portò all’estinzione dei dinosauri.

Le stazioni di rifornimento "solari" di Werfenweng
Werfenweng, località montana austriaca che fa parte dell’associazione Alpine Pearls, è un vero modello di riferimento per quanto riguarda il turismo ecosostenibile. A titolo esemplificativo, basta citare le colorate e avveniristiche stazioni di rifornimento a energia solare presso le quali s’approvigionano le auto e le bici elettriche che circolano in paese.
Agli irriducibili dell’auto Werfenweng propone di lasciare le chiavi della macchina in hotel per almeno 4 giorni di vacanza, in cambio riceveranno la SAMO Card che dà gratis molti servizi tra cui il servizio navetta “Werfenweng-Shuttle” ed Elois, il taxi privato a chiamata (tutti i giorni dalle 9.00 alle 22.00) a cui s’aggiunge il servizio notturno Nachtmobil, in estate attivo durante il fine settimana. Nella tessera sono compresi inoltre: uso di bici normali ed elettriche nonché di veicoli elettrici, gita a Salisburgo, escursioni guidate alla ricerca di erbe aromatiche, ingresso al laghetto balneabile, escursione di nordic-walking.
Werfenweng aderisce anche al programma “vacanze a tutela del clima” per cui gli ospiti a fine vacanza ricevono un certificato ecologico attestante la cifra che la città devolve a favore di progetti ecosostenibili per compensare il danno ecologico subito dall’ecosistema durante la vacanza dal visitatore. www.alpine-pearls.com

Consigli per gli acquisti verdi
È stato presentato il 3 giugno a Milano il nuovo libro "Ecoshopping". Si calcola che nei Paesi più avanzati i prodotti ecologici rappresentino ormai il 4 per cento del mercato. I prodotti "eco" sono sempre più di moda, ma è necessario conoscerli, sapersi orientare nel mondo delle certificazioni, saper distinguere quelli veramente ecologici e quelli che di ecologico hanno soltanto il nome. La nuova generazione di prodotti verdi ha abbandonato definitivamente l’essenzialità a favore di eleganza e funzionalità. Come trovare tessuti e articoli adatti ai nostri bambini? Quali elettrodomestici comprare per risparmiare davvero? Come viaggiare in posti spettacolari senza recare danni o creare problemi? In questo libro, oltre a punti vendita e siti, vengono segnalati consigli per evitare gli ecofurbi e per risparmiare.
"Ecoshopping – Idee, indirizzi, siti per fare acquisti senza trascurare ambiente, salute e… portafoglio”, di Nicoletta Pennati e Rita Imwinkelried, Sperling & Kupfer, 2008.

Operazione piste pulite a Pila
Mozziconi di sigaretta, lattine, ganci degli scarponi, guanti, telefonini… Sulle piste di sci, in estate, si trova di tutto. Per questo la Pro Loco di Gressan con il Patrocinio del Comune, dal consorzio turistico L’Espace de Pila e dalla Società degli Impianti di Pila (Ao) ha organizzato lo scorso 1 giugno una "giornata ecologica". Un centinaio di volontari sono stati divisi in diversi gruppi e, alla fine, hanno gustato un pranzo offerto dall’organizzazione. Inoltre sono stati estratti diversi premi, tra i quali skipass e soggiorni nella località valdostana. www.pila.it - www.pilaturismo.it

Tecniche di guida sostenibili
Attraverso equipaggiamenti tecnologici applicati alle autovetture, si ha un riscontro immediato e misurato degli effettivi risparmi che comporta una guida "responsabile".
Per questo il progetto ecoguida, promosso da Euromobility in collaborazione con ASC e co-finanziato dalla Fondazione Cariplo, si rivolge alle aziende con flotte di veicoli che possono ridurre i consumi di carburante sino al 20 per cento e ai giovani che frequentano le autoscuole, attraverso un percorso formativo specifico. Secondo uno studio realizzato da Euromobility in collaborazione con il L’Istituto per l’inquinamento atmosferico del CNR, adottando le tecniche di ecoguida si potrebbero risparmiare 920 milioni di tonnelate annue di anidride carbonica, per un valore di 20 milioni di euro e un risparmio di almeno 270.000 tonnelate equivalenti di petrolio.www.euromobility.org

Una centrale elettrica… ad aquiloni
Produrre energia elettrica dagli aquiloni. È questa la sfida del kite surfer (per hobby) Massimo Ippolito e di Mario Milanese, docente al Politecnico di Torino, che hanno dato vita al progetto KiteGen. Secondo quanto riportato dal quotidiano La Repubblica, infatti, almeno altri due gruppi, in Olanda e in California, stanno lavorando con gli aquiloni. Il sistema è, apparentemente, semplice. Man mano che si sale in quota forza del vento e giornate in cui spira, anche nelle zone in cui normalmente si registra bonaccia, aumentano esponenzialmente. Così a quota 800-1000 metri la velocità è mediamente di 7 metri/secondo per almeno 3000 ore all’anno. Condizioni ottimali che potrebbero essere sfruttate da grandi aquiloni ancorati a cavi. Srotolandosi, i cavi fanno girare due cilindri ed è questo movimento che genera energia, come si carica una dinamo. Dei piccoli sensori, con rilevatori Gps, sono fissati sull’aquilone e collegati con un computer a terra che gestisce la navigazione dell’aquilone: con piccole trazioni il kite traccia degli 8 nel cielo. Grazie a ciò aumenta il suo differenziale di velocità rispetto al vento e, dunque, la potenza elettrica generabile. Secondo quanto dichiarato a Repubblica da Milanese, se si montassero 200 aquiloni su un anello, che la forza del vento fa ruotare, questo movimento potrebbe generare energia con una potenza di 1000 megawatt, quanto una media centrale nucleare.

Peugeot 308 HDi FAP 80 kw: 1919 km con un pieno!
Helene e John Taylor, due australiani, hanno battuto il record di consumo con la Peugeot 308 1,6 litri HDi FAP da 80 kw, con un valore di 3,13 litri per 100 km ed emissioni di anidride carbonica di solo 85 g/km. Il secondo record battuto riguarda la distanza percorsa con un solo pieno di 60 litri: 1919 km! I record sono stati registrati durante un viaggio di oltre 14.000 km e 25 giorni attraverso l’Australia con l’utilizzo di una normale 308 senza alcuna modifica e il trasporto dei bagagli per la vacanza. Il precedente record, con una Peugeot 307, era di 3,49 litri per 100 km. La Peugeot 308 è stata progettata pensando all’efficienza dei consumi e all’ecologia, a partire dall’aerodinamica, con un cx pari a 0,29 e il 99 per cento del peso realizzato con materiali riciclabili.

 FONTE:"Peugeot per l’Ambiente"