Al Salone dell’Automobile di Tokyo Audi presenta lo studio “metroproject quattro”, un progetto di design che propone nel segmento delle subcompatte il linguaggio formale del Marchio. Si tratta di un veicolo a tre porte, con quattro posti a sedere, che coniuga in modo esemplare una linea dinamica con un’ottimale economia degli spazi e un’elevatissima qualità.

Le avanguardistiche soluzioni tecniche proposte, in perfetto stile Audi, schiudono nuove strade in tema di efficienza, dinamica e piacevolezza di guida.
Con il sistema di propulsione della “metroproject quattro”,
Il motore elettrico, inoltre, è in grado di funzionare anche da solo, azzerando pertanto le emissioni della vettura (questa funzione può essere particolarmente indicata nei centri abitati). L’energia immagazzinabile dalla batteria a ioni di litio consente di percorrere fino a

Esterni
La linea di questa concept car è semplice, coerente e compatta. Le proporzioni base, con il corpo vettura alto e la fascia finestrata filante, rispecchiano le caratteristiche di tutte le ultime vetture della Casa dei quattro anelli. La silhouette è modellata da due archi di alluminio molto pronunciati, che collegano fra loro il montante anteriore e quello posteriore passando lungo la parte superiore dei finestrini e sottolineano le forme dinamiche, potenti e compatte della vettura. A chiudere, sulla coda, lo spoiler integrato nel lunotto.
Il profilo laterale del veicolo evidenzia elementi tipici delle coupé come le portiere con i finestrini senza cornice e il montante centrale invisibile. La superficie laterale è fortemente segmentata, con la linea delle spalle che si innalza dolcemente.

La linea delle spalle della “Audi metroproject quattro” in Rosso Racing rappresenta la reinterpretazione di un’altra caratteristica tipica dell’attuale design Audi. La doppia linea costituita dalla fascia arcuata che avvolge l’intero veicolo realizza l’amalgama fra la parte anteriore, ben pronunciata, e la parte posteriore della vettura, che si sviluppa leggermente a cuneo. Sulla parte frontale si nota inoltre un nuovo elemento stilistico, cioè il cofano del vano motore inserito in modo uniforme nella linea delle spalle e leggermente abbassato.
La calandra single-frame in look “bandiera a scacchi” con i quattro anelli e i numerosi elementi in alluminio (griglia, gusci degli specchietti, maniglie delle porte, tappo del serbatoio e tubi di scappamento) segnalano l’alto grado di sportività della vettura.
Un’attrattiva particolare è rappresentata dai proiettori principali tridimensionali con tecnologia LED. I riflettori convogliano le luci dei singoli diodi formando dei fasci molto luminosi e uniformi, che grazie alla loro colorazione bianca non stancano gli occhi del conducente nemmeno quando si viaggia di notte molto a lungo.
Chiaramente anche le luci diurne sono a LED, una tecnologia che, al di là delle sue qualità estetiche, richiede poca energia.
I cerchi bicolori, con i loro elementi a “V” in alluminio lucidati, sottolineano il carattere sportivo ed esclusivo della vettura.
Il portellone posteriore avvolgente si estende alle fiancate. Anche i gruppi ottici posteriori, ottimamente scolpiti e dalle coperture di vetro in design tridimensionale, si estendono alla parte terminale delle fiancate. Dal portellone, vetrato come sulla R8, si vede il motore elettrico, illuminato con discrezione. Il vano bagagli ha una capienza di
La carrozzeria della “Audi metroproject quattro” è a tutti gli effetti da compatta superiore. Il veicolo è lungo

Interni
Gli interni si presentano senza fronzoli, con quattro sedili singoli e una disponibilità di spazio davvero sorprendente per la categoria. L’arco “wrap around” incornicia le porte e il cockpit, di tipo sportivo, riunendoli. Il cruscotto e la consolle centrale sono orientati verso il guidatore. Ergonomia ed estetica si combinano dando vita a un’architettura sobria ed elegante, sottolineata dai due colori che ricorrono nel veicolo. La copertura del quadro strumenti, l’arco “wrap around” e la consolle centrale sono di colore diverso dal resto degli interni e conferiscono all’abitacolo una nota dinamica particolare. Alcuni dettagli, come le bocchette dell’aria e i comandi del climatizzatore, fanno quasi pensare agli interni di un jet. Si tratta di un accostamento che ha ispirato anche le linee filanti e morbide delle superfici degli interni. Gli strumenti rotondi e le bocchette, rotonde anch’esse, si richiamano invece ai classici cockpit delle vetture sportive, come ad esempio quello della Audi TT.
Sulla consolle centrale, dietro la leva del cambio, si trova un alloggiamento, rivestito in alluminio, che contiene la “mobile device” e il pulsante del sistema automatico Start/Stop. Nella zona posteriore della stessa consolle è presente un contenitore termico per bevande che funziona in base a un innovativo sistema di refrigerazione e riscaldamento.
I sedili sportivi, con gli appoggiatesta integrati, sono comodi ed ergonomici e di livello molto superiore allo standard della categoria delle subcompatte. Soddisfano appieno le aspettative di chi desidera una Audi.
Altrettanto preziosi ed eleganti sono i materiali utilizzati per i rivestimenti. Il contrasto cromatico fra le superfici scure e le cuciture rosse sottolinea il carattere spiccatamente sportivo della vettura.

Audi mobile device: dimensioni e funzionamento
Sulla consolle centrale fa la sua comparsa uno strumento innovativo: si tratta di “Audi mobile device”, un’unità comandi universale estraibile che permette di gestire comodamente anche dall’esterno numerose funzioni del veicolo e periferiche; dal dispositivo di autorizzazione all’accesso al cellulare, dal navigatore agli apparecchi per la riproduzione audio e video. Nonostante le sue dimensioni estremamente ridotte, l’“Audi mobile device” riunisce in sé tutte le funzioni e tutti i menù del sistema MMI e consente di comandare molti strumenti di comunicazione che finora erano gestibili solo separatamente.
Lo si può utilizzare come lettore MP3 o come quadro comandi o banca dati per gli indirizzi del navigatore, ma anche come telecomando per l’accensione a distanza dell’impianto di riscaldamento del veicolo o per la programmazione personalizzata del sistema audio. Questa piccola unità mobile, inoltre, funge anche da interfaccia per l’impianto di autorizzazione all’accesso e alla messa in moto, che consente di mettersi alla guida dei veicolo senza dover fare uso della chiave.
I comandi dello strumento, che si impartiscono per mezzo dello schermo tattile, ricalcano la struttura dell’MMI standard. La tecnologia del “touch screen” è molto avanzata. Lo schermo è in grado di identificare tanto i caratteri latini che quelli giapponesi e riesce persino a decifrare la scrittura manuale. Lo scambio di dati fra Audi mobile device” e il veicolo ha luogo tramite WLAN.
Audi mobile device” ha in serbo anche una funzione di sicurezza: è in grado infatti di riprodurre in tempo reale sul display le immagini dell’abitacolo riprese da una telecamera. Su impulso dell’antifurto, il sistema si attiva automaticamente, avvertendo il proprietario del veicolo. In caso di furto del veicolo, quando la vettura, allontanandosi, esce dalla zona coperta dal segnale della connessione WLAN, l’impianto elettronico attiva automaticamente l’emittente UMTS del telefono, i cui segnali permettono di localizzare l’auto e di seguirne gli spostamenti.
L’unità comandi dell’MMI che si trova all’interno della vettura è un’evoluzione del noto design della centralina. I materiali gradevoli al tatto con cui è stata realizzata semplificano il suo uso durante la marcia. Attorno alla manopola principale si trovano quattro tasti dalle funzioni fisse (“hard key”) dai quali si comandano i menù base: “navigazione”, “telefono”, “car” e “media”. Gli altri quattro tasti (“soft key”), dallo sfondo illuminato, hanno invece funzione variabile a seconda del menù attivo.
Le funzioni cui corrispondono di volta in volta tali tasti sono rapidamente e intuitivamente riconoscibili, in quanto ai tasti sono associate via via la didascalia corretta e una particolare colorazione.
Rispetto a quello delle versioni di serie, il display del sistema, che misura solo 1,5 pollici in altezza, è relativamente piccolo. Questo perché tutte le indicazioni del sistema appaiono visualizzate anche sul display principale del quadro strumenti, caratterizzato da indicatori “ibridi” (moduli TFT accanto ad indicatori analogici) appositamente studiati per i due grandi strumenti rotondi, il tachimetro e il contagiri. I vetri che vi sono applicati creano un effetto tridimensionale, dando alla visuale una profondità che non sarebbe stato assolutamente possibile ottenere con un display tradizionale.
Anche il display dell’MMI è stato arricchito di un nuovo elemento grafico, costituito dalle icone delle funzioni selezionabili raggruppate a semicerchio. Adesso, quando l’utente gira la manopola principale dell’MMI, le icone ruotano con movimento analogo finché, premendo il tasto, non viene selezionata la funzione desiderata. Il maggiore ricorso al linguaggio delle immagini piuttosto che a testi scritti rende la comunicazione più intuitiva, facile e rapida.
Audi drive select”
“Audi metroproject quattro” è dotata anche dell’Audi drive select” già disponibile, a richiesta, per l’attuale generazione della best seller di casa Audi,
La modalità base pre-programmata è quella “efficiency”, che si attiva automaticamente ogni volta che si accende il motore e prevede una risposta dolce ai comandi dell’acceleratore e a quelli dei bilancieri del cambio. Questa impostazione, che è ideale per viaggiare rilassati, rappresenta anche un enorme potenziale a disposizione di chi desidera ridurre i consumi e, di conseguenza, abbattere le emissioni.
Nella modalità “efficiency” il motore elettrico non viene mai utilizzato per aumentare la coppia erogata dal motore a combustione. Quando entra in funzione è l’unico propulsore attivo e il suo utilizzo ha lo scopo di abbassare i consumi. Il suo funzionamento è basato su numerosi parametri, che possono essere impostati tramite il menù di navigazione.
Dato che il sistema di navigazione conosce le differenze di altitudine che riguardano il percorso, le fasi di recupero e i punti di maggior fabbisogno di energia (cioè le salite) sono noti già prima della partenza. Questi dati permettono di sfruttare al meglio la trazione elettrica.
Su tratti predefiniti della lunghezza massima di
Quando è attiva la modalità “efficiency”, inoltre, sul display centrale appaiono dei messaggi che invitano il guidatore a spegnere, quando sono accesi, gli impianti che consumano molto (ad esempio il compressore del climatizzatore automatico) o a chiudere i finestrini se sono aperti.
La modalità “dynamic” fornisce quelle prestazioni, in termini di dinamicità ed anche di comodità, che in linea generale si attende chi si mette alla guida di una Audi. Quando questa modalità è attiva l’impianto elettronico del veicolo si avvale anche della coppia erogata dal motore elettrico, in modo da permettere all’automezzo di ottenere le migliori prestazioni dal punto di vista dell’accelerazione e della dinamica laterale.
La propulsione
Le doti sportive di una Audi coniugate con nuovissimi criteri di efficienza. Come si ottiene un risultato del genere? Combinando un modernissimo motore turbo FSI con un motore elettrico e con un impianto di regolazione elettronico innovativo.
Sotto il cofano anteriore della “Audi metroproject quattro” si cela un propulsore TFSI turbo a quattro valvole da
Gli ingegneri della Audi hanno già ampiamente dimostrato, sia sui circuiti di tutto il mondo che su strada, l’alto livello delle prestazioni offerte dalla tecnologia FSI abbinata alla sovralimentazione. Tanto che anche nel 2007, per il terzo anno di fila, il motore
2.0 TFSI si è aggiudicato il titolo, assegnato da una giuria di esperti, di “Engine of the Year”.
Il nuovo motore 1.4 TFSI si basa sulla medesima filosofia, tesa a coniugare la massima efficienza con le migliori prestazioni. Gli iniettori a più fori assicurano la formazione di una miscela molto omogenea e, di conseguenza, una combustione estremamente efficace, che determina anche una netta riduzione delle emissioni nocive.
Il turbocompressore integrato permette di ottenere una risposta pronta del motore e una curva di coppia ancora più armonica. Praticamente già l’80% della coppia massima è disponibile appena sopra il minimo, a 1.250 giri. Anche dal punto di vista della silenziosità, il nuovo 1.4 TFSI stabilisce nuovi record per la sua categoria.
Trazione anteriore + trazione posteriore = quattro
La trasmissione del moto alle ruote anteriori è gestita dal cambio a innesti diretti
S-tronic, dalle doti spiccatamente sportive. Consente al guidatore di inserire le marce nel giro di una frazione di secondo senza dover premere il pedale della frizione e senza che il cambio di marcia provochi un’interruzione della trazione. Ed è anche in grado di funzionare in modo completamente automatico. Per le cambiate manuali, il guidatore ha a disposizione i bilancieri al volante. Con il pomello che si trova sulla consolle centrale si inseriscono la retromarcia e la posizione di parcheggio.
Quando è in funzione il solo motore a combustione, la trazione della vettura è anteriore. Quando invece il veicolo è mosso esclusivamente dal motore elettrico, la trazione è posteriore. Il motore elettrico, che eroga una potenza di 41 CV (30 kW), trasmette la sua energia direttamente alle ruote posteriori. Se una delle ruote dovesse slittare, interviene il differenziale.
Quando però sono in funzione entrambi gli aggregati, la “Audi metroproject” si trasforma in una vettura quattro a tutti gli effetti, in grado di sfruttare tutti i vantaggi offerti dalla trazione integrale. Così in fase di accelerazione la possente coppia massima di 440 Nm (240 Nm vengono erogati dal 1.4 TFSI, ulteriori 200 vengono messi a disposizione dal motore elettrico) viene adeguatamente trasformata in trazione.
Uno degli strumenti più importanti di questo veicolo ai fini dell’incremento dell’efficienza è l’assimilazione dell’energia frenante che si sviluppa nelle fasi di recupero, la quale viene ritrasformata in energia elettrica e non semplicemente dispersa sotto forma di calore.
Normalmente “Audi metroproject quattro” viaggia nella modalità mista motore a combustione + motore elettrico, che gestisce in maniera automatica. Grazie al dosaggio intelligente dei due aggregati, al recupero e al sistema automatico Start/Stop, il consumo di carburante si abbassa, rispetto al funzionamento basato esclusivamente sul propulsore a benzina, del 16% circa. Nonostante il peso aggiuntivo di circa
Un’interessante alternativa, vantaggiosa sia per l’ambiente che per il portafogli, è rappresentata dalla possibilità di affrontare percorsi non eccessivamente lunghi con un’alimentazione esclusivamente elettrica; le prestazioni sono di tutto rispetto e l’autonomia notevole, superiore ai
Il telaio
Il secondo fondamentale contributo a una dinamica eccellente viene dal telaio, la cui struttura, che prevede un assale anteriore impostato secondo lo schema McPherson e il retrotreno a ruote indipendenti a quattro bracci, è stata ulteriormente affinata. I grandi cerchi da
Il telaio dinamico è messo a punto per una vettura agile e sportiva dotata nello stesso tempo di grande stabilità, in particolare in curva. Ma si segnala anche per una confortevolezza da categoria superiore.
All’elevata potenza dei motori corrisponde un impianto frenante di livello adeguato, con grandi dischi (quelli anteriori misurano 312 mm di diametro). Si tratta di un impianto ripreso dai veicoli da competizione che, come tale, consente frenate eccellenti e resiste ottimamente al fading.
A rendere la vettura estremamente maneggevole provvede lo sterzo elettromeccanico, dotato di servosterzo variabile in funzione della velocità di marcia. La risposta del volante, che assorbe fra l’altro in maniera eccellente le imperfezioni della carreggiata, è ottima e il consumo di energia estremamente limitato.
Le qualità dell’assale a quattro bracci derivano dalla sua capacità di contrastare separatamente le forze longitudinali e quelle laterali. Il veicolo è pertanto più rigido lateralmente, a tutto vantaggio della dinamica e della sicurezza, e più morbido lungo l’asse longitudinale, con effetti positivi sul comfort di marcia.
Gli ammortizzatori montati sulla vettura sono gli “Audi magnetic ride”, che vantano una tecnologia innovativa già adottata, con risultati estremamente convincenti, sul veicolo da competizione Audi R8 e sulla TT. Invece del normale olio, questi ammortizzatori utilizzano un fluido magnetoreologico, la cui viscosità è modificabile mediante un campo elettromagnetico. Pertanto, grazie a una tensione generata da alcuni elettromagneti, la regolazione degli ammortizzatori può essere in ogni momento ottimizzata elettronicamente.
Questa peculiarità permette agli ammortizzatori “Audi magnetic ride” di assorbire la asperità del fondo stradale nel modo migliore in ogni situazione. Il sistema è gestito da un computer che riceve informazioni da appositi sensori e le elabora nell’arco di millisecondi. Il guidatore può però scegliere fra due programmi base, l’uno per una guida sportiva, con minore viscosità del fluido magnetoreologico, e l’altro orientato maggiormente al comfort.
