Mercedes-Benz cede Athlon ad Arval: più scala, più servizi, più Europa

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Mercedes-Maybach GLS 600 4MATIC (vorläufige Werte: Kraftstoffverbrauch kombiniert 14,1-13,8 l/100 km, CO2-Emissionen kombiniert 320-314 g/km);vorläufige Werte: Kraftstoffverbrauch kombiniert 14,1-13,8 l/100 km, CO2-Emissionen kombiniert 320-314 g/km* Mercedes-Maybach GLS 600 4MATIC (preliminary values: combined fuel consumption 14.1-13.8 l/100 km, combined CO2 emissions 320-314 g/km);(preliminary values: combined fuel consumption 14.1-13.8 l/100 km, combined CO2 emissions 320-314 g/km*

Il noleggio a lungo termine europeo si prepara a una svolta dal peso specifico raro: Arval, realtà del gruppo BNP Paribasspecializzata in leasing e soluzioni di mobilità, punta a integrare Athlon attraverso un’acquisizione totale oggi al centro di negoziazioni esclusive con Mercedes-Benz Group. Se l’intesa arriverà al traguardo, non sarà un semplice cambio di proprietà: l’effetto più concreto sarebbe la nascita di un “super player” capace di ridisegnare la mappa del fleet management in Europa, grazie a scala, capillarità e capacità di investimento su servizi digitali e transizione energetica. 

La forza dei numeri: verso quota 2,3 milioni di veicoli gestiti

La dimensione è la prima chiave di lettura. Oggi Arval gestisce circa 1,9 milioni di veicoli, con una crescita organica che negli ultimi anni ha aggiunto oltre 100.000 unità all’anno. Athlon, dal canto suo, porta in dote una flotta multi-marca superiore a 400.000 veicoli, con un segmento dedicato al fleet management da circa 56.000 unità. La somma delle due piattaforme proietterebbe l’entità combinata verso la soglia dei 2,3 milioni di veicoli, una massa critica che conta non solo per i volumi, ma anche per la forza negoziale sugli acquisti, la standardizzazione dei servizi e la possibilità di accelerare l’adozione di soluzioni a basse emissioni nelle grandi flotte. 

Complementarità geografica: Germania e Paesi Bassi nel mirino

Il secondo elemento è la geografia. L’integrazione promette una complementarità quasi “chirurgica”: l’operazione serve a rafforzare la presenza in mercati dove la competizione è durissima e il potenziale resta elevato, come Germania e Paesi Bassi, senza perdere slancio in Francia. Non è un dettaglio: la Germania è un baricentro industriale e commerciale, oltre che un terreno in cui la mobilità aziendale è particolarmente strutturata. E l’effetto rete può allargarsi anche ad altri Paesi chiave, tra cui Regno Unito, Spagna, Italia, Belgio, Portogallo, Polonia e Lussemburgo, con la possibilità di offrire ai clienti multinazionali un servizio più coerente e alle PMI soluzioni più “vicine”, sia per copertura sia per gamma. 

Non un addio, ma un’evoluzione del rapporto con Mercedes-Benz

C’è poi un aspetto meno ovvio ma centrale: la relazione con Mercedes-Benz Group non si spegne, cambia pelle. L’uscita di Athlon dal perimetro del costruttore tedesco può diventare un modo per rifocalizzare strategie e risorse, mantenendo però un legame operativo con un partner di prima fascia come Arval. In questa prospettiva, la partita non riguarda soltanto “chi compra”, ma come si costruiscono nuove opportunità congiunte: dalla gestione del ciclo di vita dei veicoli ai servizi connessi, fino alle formule che rendono più semplice l’accesso all’elettrico per aziende e professionisti. 

La visione BNP Paribas: mobilità come servizio, non solo noleggio

Dentro BNP Paribas, l’operazione si inserisce in una traiettoria più ampia: far evolvere il noleggio in un ecosistema di mobilità “end-to-end”. La logica è chiara: con più scala e più competenze, si può migliorare l’esperienza cliente rendendola più fluida, integrare piattaforme digitali, e trasformare l’offerta in un pacchetto completo che includa consulenza, gestione, assistenza e strumenti per la transizione verso modelli più sostenibili. In altre parole, l’acquisizione non è solo un investimento, ma un acceleratore industriale per spingere l’innovazione nel noleggio a lungo termine e nel fleet management. 

La tabella di marcia: approvazioni e closing nel 2026

Come in ogni operazione di questa portata, il percorso è scandito da passaggi obbligati: procedure di informazione e consultazione con le rappresentanze dei dipendenti e, soprattutto, autorizzazioni delle autorità competenti, incluse le verifiche antitrust. L’orizzonte indicato per il closing 2026 racconta sia la complessità del dossier sia la volontà di costruire un’integrazione ordinata, senza scosse sul servizio ai clienti durante la transizione. Se tutto andrà a segno, il settore si troverà davanti a un campione europeo con capacità di investimento e copertura tali da alzare il livello dell’intero mercato: più concorrenza sui servizi, più spinta alla digitalizzazione e un’accelerazione concreta sulla mobilità a basse emissioni nelle flotte.