Auto UE 2025: ibrido leader, elettrico in volo benzina giù nei dati UE

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Il mercato europeo dell’auto chiude gennaio-novembre con un +1,4% di immatricolazioni UE. Un segno positivo, certo, ma ancora insufficiente per dire che tutto sia tornato ai livelli pre-pandemia. La vera notizia, infatti, non sta nel totale: sta nel modo in cui gli europei stanno “riscrivendo” la loro scelta di mobilità. Oggi il listino non è più solo una questione di modello e prezzo d’acquisto: pesa il costo d’uso, l’accesso ai centri urbani, la percezione di stabilità normativa e la praticità quotidiana. È qui che il mercato sta cambiando pelle: non semplicemente vendendo di più, ma spostando l’ago della bussola verso alimentazioni diverse.

Ibrido al comando: 34,6% di quota e un ruolo da ponte

Le auto ibride (HEV) si confermano la soluzione preferita: 34,6% di quota nel cumulato gennaio-novembre. È la motorizzazione “ponte” che rassicura chi vuole ridurre consumi ed emissioni senza dipendere dalla colonnina. Non sorprende, quindi, che la crescita sia forte nei mercati chiave: Spagna +26% e Francia +24,2% spingono con decisione, mentre anche Germania (+8,7%) e Italia (+7,9%) continuano ad avanzare. Il messaggio è chiaro: per una parte ampia di clienti l’ibrido è il punto di equilibrio tra efficienza e abitudini consolidate, un modo per entrare nell’elettrificazione senza cambiare “stile di vita” dall’oggi al domani.

Elettrico BEV: quota al 16,9% e oltre 1,6 milioni di unità

Il 2025 è anche l’anno in cui l’elettrico a batteria (BEV) fa un salto di categoria: 16,9% di quota, contro il 13,4% dello stesso periodo 2024, e oltre 1,6 milioni di immatricolazioni nei primi undici mesi. A guidare l’accelerazione è la Germania, con un +41,3% che pesa sul totale europeo e dimostra come politiche, flotte e infrastrutture possano spostare rapidamente l’ago della bilancia. Restano su ritmi sostenuti anche Belgio (+10,2%), Paesi Bassi (+8,8%) e Francia (+9,1%). Il punto, ora, non è più “se” il BEV crescerà, ma quanto velocemente riuscirà a farlo mantenendo una promessa essenziale: semplicità d’uso nella vita reale, dove rete di ricarica e affidabilità del servizio fanno la differenza più della teoria.

Plug-in in risalita: Italia e Spagna protagoniste

Nel 2025 torna a sorprendere anche il mondo plug-in (PHEV): quota al 9,3%, in aumento dal 7,1% del 2024. A fare notizia è soprattutto il Sud Europa: la Spagna vola a +113% e l’Italia segna un robusto +80,6%, con la Germania a +62,7%. Sono numeri che raccontano un utilizzo “mirato”: elettrico nei tragitti urbani e flessibilità nei lunghi viaggi, in attesa che prezzi e infrastrutture rendano più naturale l’adozione del BEV puro. In altre parole, i plug-in stanno intercettando un bisogno concreto: ridurre le emissioni quando serve, senza rinunciare alla libertà di spostarsi senza pianificazioni troppo rigide.

Benzina e diesel: la contrazione accelera e la quota scende al 36,1%

Se le alternative corrono, i motori tradizionali arretrano. La quota combinata benzina + diesel scende al 36,1%, contro il 45,8% di dodici mesi prima: un crollo che sembra ormai strutturale. La benzina cala del 18,6%: il colpo è durissimo in Francia (-32,1%) e netto in Germania (-22,4%), ma anche Italia (-17,4%) e Spagna (-14,6%) confermano il trend. Il dieselcontinua la sua parabola discendente: -24,4% e quota al 9%, sempre più marginale nelle scelte private. Non è solo un cambio di gusto: è un passaggio di fase, in cui la combustione interna perde centralità nel nuovo e si ridisegna il valore percepito delle diverse tecnologie.

Novembre e 2026: il test della continuità passa dalla ricarica

Il mese di novembre 2025 ha dato un segnale forte: le BEV crescono del 44,1% su base annua, un’accelerazione che pesa sul bilancio e sul sentiment del mercato. Il 2026 sarà l’anno della prova: mantenere questi ritmi anche dove gli incentivi si assottigliano e, soprattutto, potenziare la ricarica (capillarità, affidabilità, velocità) per sostenere una flotta sempre più elettrificata. Il sorpasso delle motorizzazioni alternative su quelle tradizionali, nei numeri e nella percezione, è già avvenuto. Adesso la sfida è rendere questa nuova normalità semplice, credibile e accessibile, perché la transizione non si misura solo nelle quote, ma nella quotidianità di chi guida.