Quando si seleziona P, la promessa è semplice: l’auto resta ferma. Ma nei documenti depositati negli Stati Uniti la NHTSA descrive un possibile scenario diverso: l’auto potrebbe non bloccare correttamente la posizione di parcheggio, con rischio di rollaway (movimento involontario) e aumento della probabilità di incidente. Il caso è registrato come campagna 25V863, con numero interno Ford 25C69.
Tre famiglie chiave e 272.645 veicoli potenzialmente coinvolti
Il richiamo riguarda tre modelli che, per Ford, pesano molto in immagine e volumi: F-150 Lightning BEV (anni 2022-2026), Mustang Mach-E (2024-2026) e Maverick (2025-2026). La platea potenziale indicata è di 272.645 veicoli negli USA. Nel dettaglio, i report riportano 104.113 Lightning prodotte tra il 14 ottobre 2021 e il 7 ottobre 2025, 88.064 Mach-E tra il 27 luglio 2023 e il 1° ottobre 2025 e 80.468 Maverick Hybrid tra l’11 aprile 2024 e il 17 novembre 2025. La stima di incidenza del difetto è pari a circa 1%.
Il nodo tecnico: l’IPM può non ingaggiare del tutto il parcheggio
Il “punto caldo” è l’integrated park module (IPM): in alcune condizioni può verificarsi un fenomeno di “binding”, legato a un attrito più alto del previsto tra componenti interni (pawl e slider). Se lo slider non torna nella posizione di pieno ingaggio, Park può risultare non completamente inserito. È per questo che la vicenda viene inquadrata come non conformità ai requisiti della FMVSS 114, lo standard federale pensato anche per la prevenzione del rollaway.
Sintomi: quando la P non si illumina e compare la spia “wrench”
Per il guidatore, la condizione può lasciare tracce visibili. La documentazione segnala come indizi l’assenza di una posizione di marcia illuminata (la P non risulta accesa), la comparsa di una spia tipo wrench e un messaggio di guasto del sistema di cambiata. È citato anche il DTC P07E4-00, associato al mancato raggiungimento meccanico del Park entro 2,9 secondi dal comando: un dettaglio importante perché, in alcuni casi, il comportamento può “sparire” dopo un nuovo passaggio tra le marce, rendendo meno immediata la verifica sul momento.
Quando il rischio diventa concreto: il ruolo dell’EPB
Il report aggiunge un elemento pratico: la condizione può diventare un vero “roll in park” se il freno di stazionamento elettronico EPB non è applicato. In normale funzionamento l’EPB può attivarsi automaticamente a ogni selezione di Park, ma un guasto potrebbe impedirne l’intervento; inoltre alcuni utenti possono disattivarlo manualmente dopo aver inserito P. È in questa combinazione che l’anomalia passa da problema “di conformità” a rischio concreto, soprattutto se si parcheggia in pendenza.
Il rimedio: aggiornamento software gratuito, anche OTA, e date per i clienti
La soluzione indicata è un update software del modulo, installabile over-the-air (OTA) oppure tramite dealer, in entrambi i casi senza costi per il cliente. La timeline ufficiale prevede VIN ricercabili dal 26 gennaio 2026, lettere “interim” ai proprietari dal 2 febbraio 2026 e comunicazioni legate al rimedio definitivo a partire dal 19 febbraio 2026 (con completamento pianificato nei mesi successivi). Per assistenza sono indicati il numero clienti Ford (1-866-436-7332) e la hotline NHTSA (1-888-327-4236).
Cosa fare subito: poche regole, zero allarmismi
Nell’attesa, la regola migliore è non andare “a sensazione”: appena attiva la ricerca, verificare il VIN e pianificare l’aggiornamento non appena disponibile, perché è quello che chiude davvero il richiamo. Se compaiono i segnali in plancia (P non illuminata, “shift system fault”, spia wrench), meglio evitare di lasciare il veicolo su pendenze e controllare sempre che l’EPB sia effettivamente inserito. È un promemoria su come stanno cambiando le auto: la sicurezza passa sempre più spesso da software, diagnostica e aggiornamenti, e la tempestività con cui si installano fa parte dell’esperienza d’uso.
















