L’Europa ha scelto il suo re e lo ha fatto nel modo più scenografico possibile: sul palco del Salone Internazionale dell’Automobile di Bruxelles, durante un galà a mezzogiorno e con una votazione dal ritmo “Eurovision”, la Mercedes-Benz CLA è stata incoronata Auto dell’Anno 2026. Il verdetto della giuria del premio Car of the Year, alla sua 63ª edizione, consegna al modello tedesco la corona continentale con un totale di 320 punti, strappandola alla Renault 5 E-Tech, vincitrice della passata stagione.
Il successo della CLA assume un peso specifico anche simbolico perché riporta un marchio premium sul gradino più alto del podio, in un’edizione descritta come tra le più combattute degli ultimi anni. In finale, infatti, si sono confrontate sette auto molto diverse tra loro ma accomunate da una forte impronta elettrificata, con la maggior parte delle proposte totalmente elettrica: Citroën C5 Aircross, Dacia Bigster, Fiat Grande Panda, Kia EV4, Renault 4, Škoda Elroq e, appunto, Mercedes-Benz CLA. Una selezione che, già da sola, racconta quanto il mercato europeo stia accelerando sulla transizione, tra nuovi modelli “di massa” e prodotti che puntano a spostare l’asticella nel segmento alto.
A Bruxelles, a decidere sono stati i 59 membri della giuria del premio Car of the Year, chiamati a votare e a comporre una classifica finale che ha fotografato un risultato netto. Alle spalle della CLA, seconda si è piazzata la Škoda Elroq con 220 punti, mentre la Kia EV4 ha conquistato il terzo posto con 208 punti. Il quarto gradino è andato alla Citroën C5 Aircross, vicinissima con 207 punti, seguita dalla Fiat Grande Panda con 200 punti. Più staccate Dacia Bigster, sesta con 170 punti, e Renault 4, settima con 150 punti.
Non solo punteggi: la CLA è stata anche l’auto capace di raccogliere il maggior numero di primi posti nella scheda dei giudici, ben 22 preferenze “secche”. Un dato che aiuta a leggere la vittoria non come un successo di somma, ma come un modello che per molti giurati è stato la scelta più convincente. Alle sue spalle, la Citroën C5 Aircross è stata indicata come prima opzione da 15 giornalisti, mentre la Fiat Grande Panda ha raccolto 9 primi posti e la Škoda Elroq 8. La Kia EV4 ha ottenuto le valutazioni più alte da due giurati, mentre la Renault 4 non è stata scelta da nessuno come prima preferenza, un risultato che nel comunicato viene interpretato anche alla luce del fatto che arriva dopo due anni in cui l’area Renault aveva già dominato con Renault 5 E-Tech e Renault Scénic.
La cerimonia di premiazione è stata presentata dalla giornalista britannica Vicky Parrott, insieme al Presidente della Giuria Søren W. Rasmussen e al presidente del Comitato Organizzatore Alberto Sabbatini. Poi, uno dopo l’altro, sono arrivati gli annunci dei 23 Paesi coinvolti nel voto, fino alla conferma finale: 320 punti, primo posto, titolo in bacheca.
Per Mercedes-Benz, questo trionfo ha anche il sapore della storia: è la seconda volta che la Casa tedesca conquista il riconoscimento e, secondo quanto riportato, l’ultima vittoria risaliva al 1974 con la Mercedes-Benz 450 SE/SEL, oltre mezzo secolo fa. Un ritorno in vetta che, nelle intenzioni raccontate dal comunicato, suggella un passaggio chiave: la capacità di un marchio premium di imporsi in una finale dominata da prodotti elettrificati e attesissimi, in un mercato che cambia pelle in fretta.
Il punto che fa discutere: quanto vale un premio se l’auto è appena arrivata?
Qui entra il tema che sollevate voi (giustamente): “com’è credibile un’Auto dell’Anno se non è ancora davvero sulle strade?” La risposta, senza retorica, è che il Car of the Year non fotografa la classifica vendite e non pretende di farlo. Misura soprattutto la bontà di un progetto nella sua fase di lancio: idee, efficienza, tecnologia, coerenza dell’offerta, qualità percepita e capacità di “spostare l’asticella” rispetto alla concorrenza
Detto questo, la vostra osservazione resta il contrappeso più sano possibile: la credibilità definitiva la dà il mercato, non il palco. Perché la sentenza vera arriva con i chilometri dei clienti, con le autonomie reali, con l’assistenza, con il valore residuo e con la quotidianità (ricariche incluse). È lì che si capisce se “vince” davvero l’auto premiata, o se invece a dominare sarà, come spesso accade, quella che vende meglio grazie a prezzo, formule e disponibilità.
In altre parole: oggi Bruxelles incorona la CLA come “miglior idea d’auto” secondo una giuria autorevole; domani la strada dirà se quella corona pesa come oro… o come semplice scenografia.
















