
Città del Messico regala una giornata da ricordare a Citroën: all’Autódromo Hermanos Rodríguez arriva la prima vittoria nel Mondiale FIA ABB di Formula E. Un successo che pesa perché non nasce da una gara “in controllo”, ma da una rimonta costruita con lucidità, gestione dell’energia e scelte chirurgiche nei momenti chiave.
Il protagonista è Nick Cassidy, capace di trasformare una partenza dalla 13ª posizione in un arrivo davanti a tutti. Un salto che, in Formula E, non è mai frutto di un singolo sorpasso spettacolare: è un puzzle di pazienza, ritmo e strategia.
Cassidy dal 13° al 1°: la rimonta che accende il Messico
Cassidy ha corso con la calma di chi sa aspettare. Ha risalito il gruppo senza forzare quando non serviva, tenendo sotto controllo consumi e opportunità, poi ha colpito nei punti giusti con sorpassi puliti e un passo costante.
La sensazione, raccontata anche via radio, era quella di “mettere al sicuro un buon risultato”. E invece, giro dopo giro, la gara si è aperta fino al colpo grosso. Tanto che lo stesso Cassidy ha ammesso di non essersi sentito “tranquillo” fino all’ultimo passaggio.
Strategia e squadra: il risultato nasce dal pacchetto
La differenza, in questa vittoria, l’ha fatta anche il muretto. Cassidy parla di chiamate sempre corrette e di un ingegnere capace di leggere la gara mentre la gara cambiava forma. In un campionato dove la gestione dell’energia è sostanza, non teoria, questo significa trasformare un piazzamento possibile in un risultato massimo.
E c’è un concetto che torna: non si vince con “una brutta macchina”. Il successo di Messico, nelle parole del pilota, è la somma di squadra, auto, pacchetto e strategia. Un’identità che, per un progetto al debutto sotto una nuova bandiera, vale quasi quanto il trofeo.
Vergne rimonta fino all’8° posto: punti e solidità
La domenica Citroën non è stata “solo Cassidy”. Jean-Éric Vergne, dopo una qualifica complicata e una penalità di tre posizioni in griglia, è risalito dal 18° all’8° posto. Una rimonta concreta, utile per muovere la classifica e, soprattutto, per dimostrare profondità.
Su questa pista, dove il sorpasso può diventare un esercizio di pazienza, chiudere nella top 10 partendo così indietro non è un dettaglio. È la fotografia di un team che porta a casa punti anche quando il weekend non parte nel modo giusto.
I numeri del weekend: 29 punti e leadership in campionato
Il bottino complessivo del fine settimana è di 29 punti, che portano Citroën Racing a quota 44 in stagione. Dopo due round, la squadra si ritrova in testa sia nel campionato a squadre sia in quello piloti: un avvio che mette pressione agli avversari e alza le aspettative.
C’è anche un effetto filiera: la vittoria spinge Stellantis in cima alla classifica costruttori con 62 punti. La Formula E, oggi, è anche questo: risultati sportivi che diventano reputazione tecnologica.
Da San Paolo al Messico: due gare, un messaggio
Il successo di Città del Messico arriva dopo un avvio già convincente a San Paolo, dove Cassidy aveva centrato il terzo posto. Podio al Round 1, vittoria al Round 2: la sequenza che definisce una squadra “in forma” e non semplicemente fortunata.
Il team principal Cyril Blais ha parlato di un weekend speciale anche per il traguardo simbolico della 150ª gara di Formula E, ricordando che la squadra aveva già legato il proprio nome ad altri momenti chiave del campionato. In Messico, però, il simbolo è diventato sostanza.
Cosa aspettarsi adesso: continuità e gestione dello slancio
La vittoria cambia la percezione esterna e interna: adesso Citroën non è più una sorpresa da osservare, ma un riferimento da marcare. La prossima sfida sarà trasformare lo slancio in continuità, perché la Formula E premia chi somma punti anche nei weekend “sporchi”, non solo nelle giornate perfette.
La stagione 12 è appena iniziata, ma un messaggio è già arrivato forte: Citroën è partita per competere subito. E dopo Messico, lo fa da leader.


















