Bonus e prezzi: perché il mercato dei quadricicli si è fermato

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FIAT brand CEO Olivier Francois and acclaimed international artist Romero Britto unveiled a one-of-kind Fiat Topolino, named “Brittolino,” at an event in The Britto Palace during Art Week Miami.

Il 2025 si chiude con un segno meno che non si vedeva da tempo nel settore dei quadricicli. Dopo una stagione di crescita impetuosa, le immatricolazioni si sono fermate a 17.989 unità, registrando una contrazione del 14,6% rispetto all’anno precedente. Non si tratta però di un semplice calo di interesse, ma della reazione fisiologica a un ecosistema che ha visto ridursi drasticamente i sostegni pubblici e aumentare la pressione da parte delle auto elettriche più economiche.

La polarizzazione tra modelli leggeri e pesanti

Analizzando i dati nel dettaglio, emerge una spaccatura netta tra le due principali categorie. I quadricicli leggeri (L6), che per anni hanno dominato le strade cittadine, hanno subito il colpo più duro con una flessione del 21%. Al contrario, i quadricicli pesanti (L7) hanno mostrato una resilienza sorprendente, crescendo del 18,1%. Questo spostamento indica una maturazione della domanda: gli utenti oggi cercano veicoli più versatili, capaci di offrire prestazioni superiori anche fuori dal centro stretto.

L’impatto degli incentivi e la guerra dei prezzi

Secondo Francesco Farris di Dataforce Italia, il 2025 è stato un anno di forte discontinuità. La sovrapposizione di incentivi tra diverse categorie di veicoli ha creato confusione e distorsioni. Molti produttori hanno cercato di accaparrarsi i bonus in modo creativo, ma l’effetto finale è stato un livellamento dei prezzi: oggi, paradossalmente, una microcar può costare quanto un’utilitaria del segmento A, rendendo la scelta d’acquisto molto più complessa per le famiglie.

 Il dominio dell’elettrico nonostante la crisi

Nonostante il calo generale, la transizione energetica in questo settore appare ormai irreversibile. I quadricicli elettrici (BEV) rappresentano oggi oltre il 72% del mercato totale. Con quasi 13.000 unità vendute, il comparto a zero emissioni è rimasto sostanzialmente stabile rispetto al 2024, dimostrando che chi sceglie una microcar oggi lo fa guardando quasi esclusivamente alla mobilità green, considerandola la soluzione d’elezione per i brevi spostamenti urbani.

Il tramonto definitivo dei motori termici

Se l’elettrico resiste, per i modelli a combustione interna (ICE) il 2025 è stato un anno nero. La contrazione del 37,4% certifica la fine di un’era: i quadricicli a benzina o diesel sono ormai relegati a nicchie specifiche e marginali. Il crollo è stato verticale soprattutto tra i leggeri L6, dove la domanda è diminuita di quasi la metà. Il mercato sta chiaramente dicendo addio alle vecchie motorizzazioni in favore di una flotta più silenziosa e pulita.

Prospettive per il 2026: verso una nuova stabilità

Cosa aspettarsi dal prossimo futuro? Gli esperti guardano al 2026 con un cauto ottimismo. Esaurita la fase di assestamento post-incentivi e stabilizzati i listini, il mercato dei quadricicli dovrebbe trovare un nuovo equilibrio. La speranza è che la concorrenza delle “city car” elettriche non schiacci ulteriormente questo segmento, che rimane fondamentale per garantire una mobilità agile e accessibile in città sempre più congestionate.