BMW M elettrica 2027: svelati i segreti della nuova era Neue Klasse

Dalla piattaforma Neue Klasse al sistema "Heart of Joy": BMW M lancia la sfida elettrica con quattro motori indipendenti, 1.300 CV e il DNA dinamico di sempre.

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    Il mondo delle alte prestazioni sta attraversando un cambio di paradigma che non ha precedenti nella storia dell’automotive. BMW M, la divisione che ha reso celebre il concetto di “Ultimate Driving Machine”, ha ufficialmente tolto i veli alla sua strategia per la Neue Klasse, la piattaforma che dal 2027 ospiterà i primi modelli ad alte prestazioni totalmente a zero emissioni. Non si tratta solo di una transizione tecnologica, ma di una vera e propria reinvenzione del piacere di guida. Se fino a ieri il cuore pulsante era il motore a combustione, domani sarà un ecosistema digitale e meccanico capace di generare potenze che superano la soglia del megawatt, ovvero circa 1.341 CV.

Quad-Motor e addio ai differenziali meccanici

La vera rivoluzione tecnica presentata in questi giorni risiede nell’architettura a quattro motori elettrici indipendenti, uno per ogni ruota. Questa configurazione, che BMW ha testato a lungo su prototipi ribattezzati “The Beast”, permette un controllo millimetrico della coppia motrice senza l’ausilio di pesanti differenziali meccanici. Ogni unità motrice integra motore, inverter e lubrificazione in un unico modulo compatto, garantendo una reattività ai comandi del pilota dieci volte superiore rispetto ai sistemi attuali. La gestione della trazione diventa così un software in grado di adattarsi istantaneamente a ogni fondo stradale, dalla pista ghiacciata all’asfalto rovente.

 Heart of Joy: il supercomputer che governa le emozioni

Al centro di questa architettura si trova il cosiddetto “Heart of Joy”, un super-cervello elettronico che coordina la dinamica di guida, la frenata e il recupero dell’energia. Sostituendo una moltitudine di centraline separate con un unico sistema centralizzato, BMW è riuscita a ridurre drasticamente i tempi di latenza. Questo computer non si limita a scaricare a terra la potenza, ma lavora in sinergia con il nuovo software Dynamic Performance Control per assicurare che la vettura mantenga quell’agilità tipica dei modelli M, riducendo gli input correttivi necessari al pilota e offrendo una precisione di inserimento in curva senza pari.

Dinamica di guida: la promessa del feeling posteriore

Per rassicurare i puristi del marchio, gli ingegneri di Garching hanno confermato che la trazione integrale estrema non cancellerà il carattere ludico delle storiche M3. Grazie alla flessibilità della piattaforma Neue Klasse, l’asse anteriore potrà essere completamente scollegato elettronicamente per simulare il comportamento di una trazione posteriore pura. Questa funzionalità, oltre a permettere sovrasterzi controllati, contribuisce a migliorare l’efficienza energetica durante i lunghi viaggi autostradali, riducendo l’attrito complessivo del sistema.

Batteria strutturale e materiali derivati dal motorsport

Le prestazioni non dipendono solo dai motori, ma anche dalla rigidità strutturale. Nella nuova generazione M, l’alloggiamento della batteria da oltre 100 kWh funge da elemento portante del telaio, collegandosi direttamente agli assi anteriore e posteriore. Questo schema aumenta la rigidità torsionale, migliorando la risposta delle sospensioni. Sul fronte della sostenibilità, BMW sta introducendo l’uso di compositi in fibra naturale per sostituire la fibra di carbonio tradizionale in alcune applicazioni. Questi materiali, già testati nelle competizioni dal 2019, garantiscono proprietà simili riducendo le emissioni di CO2 del 40% durante la produzione.

Il sound e il cambio simulato per non perdere il contatto

Uno dei timori maggiori legati alle supercar elettriche è la perdita della componente sensoriale. BMW M ha risposto a questa sfida sviluppando nuove “Soundscapes” e un sistema che simula i sobbalzi tipici dei cambi marcia meccanici. Attraverso feedback tattili e segnali visivi, l’auto cercherà di replicare la connessione emotiva che i piloti hanno oggi con i motori termici. Sebbene la produzione della prima vera M3 elettrica (che potrebbe chiamarsi iM3) sia prevista per il 2027, BMW continuerà a offrire versioni a combustione interna per permettere ai clienti una transizione graduale verso questa nuova era tecnologica.