Tomasi Auto supera 19.000 vendite nel 2025: +9% sul 2024

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Showroom + e-commerce: la crescita 2025 di Tomasi Auto in Italia

Tomasi Auto chiude il 2025 sopra quota 19.000 consegne

Nel 2025 Tomasi Auto mette a segno un nuovo giro di boa: 19.071 veicoli venduti, con una crescita del 9% rispetto al 2024 e un fatturato che supera i 300 milioni di euro. Numeri che raccontano una cosa semplice, prima ancora che ambiziosa: l’usato e il km 0 continuano a essere terreno fertile per chi sa unire volume, velocità e fiducia, senza ridurre l’esperienza d’acquisto a una “caccia al prezzo”.

Il vantaggio competitivo parte dallo stock: 4.000 auto pronte

La differenza, nel mercato reale, spesso sta nella disponibilità immediata. Tomasi Auto lavora con uno stock di oltre 4.000 vetture in pronta consegna: una leva concreta in un periodo in cui molte persone cercano soluzioni rapide e “senza sorprese”. Nel catalogo convivono city car, SUV, sportive, modelli premium e veicoli commerciali, con alimentazioni diverse: termiche, ibride, elettriche. È una scelta che intercetta bisogni molto distanti tra loro, dalla seconda auto “furba” per la città fino alla vettura familiare o al mezzo da lavoro.

Una strategia ibrida: showroom fisici e acquisto digitale

Il 2025 consolida anche un approccio che non è più un esperimento: unire prossimità e digitale. Tomasi Auto presidia quattro sedi (Milano, Roma, Verona e Guidizzolo-Mantova) e, da gennaio 2026, aggiunge Parma come quinto punto vendita operativo. Nel frattempo, con l’inaugurazione dello showroom di Milano a settembre, è arrivato anche l’e-commerce sviluppato internamente: non una semplice vetrina online, ma un progetto pensato per accompagnare il cliente dalla ricerca alla firma, con la possibilità di chiudere l’acquisto interamente via web.

Servizi “chiavi in mano”: finanziamenti, garanzie e post-vendita

Oggi vendere un’auto usata non significa più consegnare le chiavi e salutare: l’acquisto ruota attorno a servizi che incidono sulla serenità del cliente e sulla sostenibilità della spesa. Tomasi Auto punta su un pacchetto completo che include finanziamenti, garanzie accessorie e polizze assicurative con partner specializzati. Sul tema garanzia, l’azienda può contare su un’esperienza decennale nell’autoassicurazione e su una base dati costruita nel tempo: un dettaglio non secondario quando l’obiettivo è tenere alta la soddisfazione e, allo stesso tempo, rendere il modello economicamente solido. Il post-vendita, con un’officina diretta, diventa un altro anello della catena: non solo assistenza, ma un contatto continuo che prepara il terreno al cambio auto successivo.

Il Centro di Ripristino: dove l’usato diventa “certificato”

Il cuore industriale del sistema Tomasi Auto è il Centro di Ripristino (CDR) di Guidizzolo (MN), attraverso cui passano tutte le vetture prima di entrare realmente in vendita. Qui l’usato viene trattato con un metodo rigoroso e standardizzato, con controlli, ripristino e una certificazione finale che arriva a circa 700 vetture al mese. È il tipo di processo che sposta il discorso dalla promessa alla prova: non “auto controllata”, ma auto che segue un percorso chiaro, trasparente e verificabile, trasformando un lavoro spesso artigianale in una piccola fabbrica della qualità e della sicurezza.

Usato recente come “ponte” per rinnovare un parco auto anziano

C’è anche un tema sociale, oltre che di mercato. Con un parco circolante tra i più datati d’Europa, l’usato recente di qualità può diventare una via d’accesso più realistica a vetture moderne, più sicure e meno inquinanti (Euro 6). Nel 2025 Tomasi Auto ha rottamato in media 158 auto al mese, e l’80% era composto da Euro 4 o inferiori: un dato che fotografa bene il tipo di domanda intercettata, quella di chi vuole (o deve) cambiare mezzo senza entrare nei costi del nuovo.

Benzina e ibrido dominano, diesel in calo: la fotografia delle vendite

L’andamento delle alimentazioni racconta un mercato che si sta muovendo, ma senza strappi. Nel 2025 le vendite Tomasi Auto si sono distribuite così: 31% ibrido, 38% benzina, 26% diesel, 4% GPL e 1% elettrico. Se confrontati con il 2024, i dati mostrano un diesel in flessione (-11%) e una crescita di benzina (+6%) e ibrido (+12%), mentre l’elettrico segna un +19% pur restando su volumi ancora contenuti. In altre parole: la transizione c’è, ma passa da scelte pragmatiche, spesso guidate da budget, utilizzo quotidiano e necessità di rifornimento semplice.

Parma è solo l’inizio: l’omnicanalità come progetto 2026

L’apertura di Parma a gennaio 2026 aggiunge un tassello alla rete fisica, mentre la piattaforma e-commerce è destinata a completarsi nel corso dell’anno. La direzione è chiara: rendere l’esperienza coerente tra online e showroom, senza costringere il cliente a scegliere un solo percorso. E in un mercato dove l’usato cresce perché risponde a bisogni immediati, questa combinazione — disponibilità reale, processi certificati e servizi integrati — è la chiave che spiega un 2025 da record e un 2026 che promette di spingere ancora sull’acceleratore.