C’è un motivo se il Rallye Monte-Carlo continua a essere il “test di verità” del Mondiale: non è solo una gara, è un esercizio di lettura della strada. Un chilometro asciutto, la curva dopo in ombra con ghiaccio vivo, poi una lingua di neve che obbliga a cambiare stile di guida in tempo reale. L’edizione 2026 (94ª) apre il WRC dal 22 al 25 gennaio con 17 prove speciali e 339,15 km cronometrati: numeri che, su queste montagne, pesano più del solito.
Il ritorno di Lancia nel WRC2 non è nostalgia: è una scelta di posizionamento
Il rientro ufficiale nel Mondiale, in WRC2, arriva in un momento in cui i marchi stanno riscoprendo il valore sportivo come acceleratore di credibilità tecnica e racconto di prodotto. Lancia si rimette in gioco dove i cronometri sono spietati e il livello è alto: non la vetrina “facile”, ma la categoria che misura davvero vetture e team customer. E farlo a Monte-Carlo, con tutta la sua imprevedibilità, è una dichiarazione d’intenti più che un’operazione immagine.
Una gara, due Monte-Carlo: perché gomme e scelte contano quanto il talento
Qui la strategia degli pneumatici non è un dettaglio da ingegneri: è il confine tra un sabato sera tranquillo e un ritiro per una lastra di ghiaccio “invisibile”. Il percorso resta il classico labirinto alpino con base operativa a Gap, e le condizioni attese – neve, ghiaccio, temperature rigide – amplificano il fattore decisionale: partire con la gomma giusta può valere secondi al chilometro, ma anche la serenità mentale di un equipaggio quando la visibilità cala e le note diventano un’ancora.
Rossel e Gryazin: due profili diversi, stessa pressione addosso
Il Team Lancia Corse HF punta su due nomi che, in WRC2, sanno cosa significa “fare risultato” senza alibi. Yohan Rossel arriva con una storia costruita per gradi e con la consapevolezza di chi ha già vissuto l’altalena di Monte-Carlo; Nikolay Gryazin porta un’esperienza internazionale ampia e un approccio spesso molto pragmatico nella lettura delle superfici difficili. In un debutto così, non si cerca solo la velocità: si cerca la capacità di non buttare via tutto per un eccesso di fiducia in un punto sbagliato.
Ypsilon Rally2 HF Integrale: il progetto “tutto insieme” e il banco prova più duro
La nuova Ypsilon Rally2 HF Integrale nasce con l’ambizione di mettere in un’unica piattaforma anni di evoluzioni: alleggerimento e bilanciamento, aerodinamica più efficace, affinamenti su motore (con sistema anti-lag), trasmissione e differenziali rivisti, lavoro profondo su telaio e sospensioni, ergonomia dell’abitacolo e nuova scocca con roll-bar per gli standard FIA. Detto così sembra teoria; Monte-Carlo è il posto in cui la teoria diventa immediatamente pratica, perché ogni compromesso si paga. E non è secondario che lo sviluppo sia passato anche da Balocco oltre che da test in ambiente alpino: due “mondi” diversi, utili per arrivare con un set-up meno fragile.
Tredici vittorie nel Principato: il passato pesa, ma non ti spinge in salita
Lancia a Monte-Carlo non arriva “da invitata”: il legame storico è reale, con 13 successi assoluti che hanno costruito un pezzo dell’immaginario rallystico europeo. Ma oggi quel passato è soprattutto pressione: perché quando un marchio torna su un palcoscenico così iconico, il confronto non è solo con gli avversari di classe, è con la percezione degli appassionati. Anche per questo la presenza annunciata di figure apicali del gruppo e del brand, insieme a Miki Biasion come riferimento sportivo e simbolico, suona come un segnale di continuità del progetto e non come una comparsata “da foto”.
Dalla neve di Monaco all’Italia: Trofeo Lancia 2026 e l’effetto filiera
Il vero indicatore di solidità, però, spesso non è la prima gara: è cosa succede dopo. In Italia, il percorso parallelo è il Trofeo Lancia che riparte nel CIAR Sparco con sei gare in cinque appuntamenti (uno a doppia gara) e con una novità destinata a fare rumore tra chi vuole iniziare “sul serio”: la Ypsilon HF Racing in Rally6, con classe e montepremi dedicati. I dettagli verranno raccontati al Racing Meeting del 7-8 febbraio alla Fiera di Vicenza, evento che negli anni si è ritagliato un ruolo da hub per il motorsport nazionale. Se l’operazione Lancia funziona, l’effetto sarà a cascata: team, giovani, preparatori, indotto. E la sfida è proprio questa: trasformare un debutto mondiale in un ecosistema che rimane acceso anche lontano dai riflettori del WRC.


















