C’è un dettaglio che racconta bene il tono con cui Alpine ha deciso di aprire il suo 2026: non un palco “classico”, ma una nave in viaggio verso Barcellona. A bordo della MSC World Europa, con il Mediterraneo fuori dalle vetrate e l’aria da vigilia che solo la Formula 1 sa creare quando cambia tutto, il team ha dato il via a un anno che promette di riscrivere gerarchie e certezze. Flavio Briatore lo ha detto senza giri di parole: oggi, per Alpine, “è l’inizio di un nuovo capitolo”. E il capitolo si presenta già con una parola che pesa: regolamenti nuovi, quelli che “fanno tabula rasa”.
La scelta della nave e il senso del momento: “tutti a bordo”
Il viaggio è iniziato da Civitavecchia, a due passi da Roma, e ha puntato dritto su Barcellona come una sorta di prologo itinerante della stagione. Nel Panorama Lounge della MSC World Europa, con finestre a tutta altezza e una scenografia naturale che non ha bisogno di effetti speciali, Alpine ha svelato livrea e partner davanti a media arrivati da tutto il mondo. È una foto che vale più di un’ambientazione: quando le regole cambiano su telaio e power unit, l’incertezza diventa quasi un personaggio della storia. E lì, tra loghi nuovi e conferme importanti, si è respirata la sensazione di essere davanti a un “anno zero” vero, non a un semplice aggiornamento.
A526: una monoposto nuova da cima a fondo, più corta e più leggera
La sostanza, però, è tutta nella macchina. L’A526 nasce come progetto completamente nuovo: telaio e gruppo motopropulsore cambiano insieme, senza scorciatoie. Il pacchetto è più compatto—200 mm in meno in lunghezza e 100 mm in larghezza—e porta con sé anche un taglio secco al peso totale: 30 kg in meno. Sono numeri che contano perché incidono su tutto: bilanciamento, gestione gomme, finestre aerodinamiche, persino sulle abitudini di guida. In un campionato dove i dettagli si trasformano in decimi, partire con un’auto “ridisegnata” nelle proporzioni significa mettere in discussione molte delle ricette degli ultimi anni.
Aerodinamica attiva e nuove “modalità”: la F1 cambia vocabolario
David Sanchez, Direttore Tecnico Esecutivo, ha descritto la sfida con l’entusiasmo di chi sa di essere entrato in un terreno inesplorato. L’auto è più corta e stretta, e in aerodinamica si apre “una certa libertà tutta da esplorare”. Ma la parola che fa scattare l’attenzione è un’altra: ritorna l’aerodinamica attiva, con alettoni anteriori e posteriori mobili. Per molti piloti della griglia è un’esperienza nuova, quasi una lezione da imparare mentre il cronometro corre. Con deportanza e resistenza aerodinamica ridotte, l’aspettativa è quella di gare più vive, più combattute, più “leggibili” anche per chi guarda da casa.
Mercedes-AMG dal 2026: il cuore nuovo e il lavoro con Brixworth
Il cambio di passo più delicato, però, è sotto la carrozzeria. Alpine affronta il 2026 con una nuova partnership tecnica: Mercedes-AMG fornirà gruppo motopropulsore e cambio a partire da questa stagione. Sanchez racconta mesi di lavoro ravvicinato con Brixworth, tra ultime settimane e dettagli da mettere a punto, per capire come sfruttare al meglio il pacchetto. E dentro questa transizione c’è anche la componente elettrica più importante, insieme al tema dei carburanti 100% sostenibili: un doppio fronte che non riguarda solo la potenza, ma il modo in cui la si gestisce giro dopo giro. Non a caso, nel box entrano anche parole nuove—Overtake Mode, Boost Mode, ricarica—come se la F1 dovesse reimparare a spiegarsi prima ancora che a correre.
Gasly, Colapinto e la pressione del “territorio sconosciuto”
Pierre Gasly apre la sua decima stagione in Formula 1 e la quarta con Alpine con un dato che pesa: nel 2025 ha portato il 100% dei punti del team, ha centrato dieci volte la Q3 e adesso riparte con un ottimismo molto misurato. Dice che è la prima volta nella sua carriera in cui “tutta l’auto” cambia in modo così profondo: da pilota è esaltante, ma è anche un invito alla prudenza. Niente aspettative, lavoro quotidiano, e la consapevolezza che le prime uscite non saranno “il prodotto definitivo” perché sviluppo e comprensione del pacchetto continueranno in pista.
Per Franco Colapinto, invece, il 2026 ha il sapore della prima stagione completa: per la prima volta una vera pausa invernale per prepararsi a un anno pieno, dai test alla prima gara. Racconta di essersi sentito parte del progetto, con tempo e metodo per lavorare insieme al team dall’inizio. Anche lui insiste su un punto: la macchina vista al simulatore è un mondo diverso, e lo è un po’ per tutti. Nuovi “trucchi”, nuove sfide, e la necessità di imparare in fretta senza bruciare tappe.
Il gruppo allargato: Aron e Maini, un 2026 che si costruisce anche dietro le quinte
Nella fotografia del 2026 Alpine non ci sono solo i due titolari. Paul Aron continua come pilota di riserva per la seconda stagione in un’era che lui stesso definisce nuova, dove sarà fondamentale assimilare rapidamente sistemi e procedure, macinare ore al simulatore e restituire al team informazioni utili per accelerare la crescita. Kush Maini, dopo aver provato l’A525 ad Abu Dhabi a dicembre, prosegue nel doppio binario: Alpine Academy, Formula 2 full-time e ruolo di riserva nel pool del team. È un promemoria importante: con regole che cambiano, la competitività non la fanno solo i giri in pista la domenica, ma la capacità di “riempire” di dati e decisioni ogni giorno lontano dai riflettori.
Calendario e metodo: shakedown, Bahrain e l’incognita Melbourne
Il primo assaggio vero dell’A526 arriverà a Barcellona, con lo shakedown ufficiale di lunedì 26 gennaio: il momento in cui smetti di immaginare e inizi a misurare. Poi il Bahrain, con due sessioni di tre giorni a febbraio, e infine Melbourne per l’apertura dell’8 marzo. Briatore non vende certezze: ricorda quanto sia raro vedere cambiamenti con il potenziale di stravolgere l’ordine in pista e insiste su un approccio pragmatico, “un passo alla volta”. Non sapere dove sarai alla prima gara—figuriamoci all’ultima—diventa quasi una dichiarazione d’identità per questa stagione. E in mezzo c’è la variabile più concreta di tutte: lo sviluppo. Capire come estrarre il massimo dal pacchetto su ogni circuito sarà la linea che separa chi si limita a partecipare da chi prova davvero a cambiare la propria storia.

















