SF-26, la prima Ferrari della nuova era F1: cosa cambia davvero

Ferrari svela la SF-26 a Fiorano: nuova filosofia 2026, più elettrico, meno peso e livrea lucida rosso-bianco. Ora contano dati e test.

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La Scuderia Ferrari HP ha tolto i veli alla SF-26, la monoposto con cui attacca un Mondiale che, di fatto, riparte da zero. Non è la solita evoluzione invernale: il 2026 inaugura un ciclo tecnico nuovo, con auto più leggere e un’impostazione aerodinamica ripensata, mentre la power unit cambia logica e pesi interni. Il calendario dice che si parte in Australia nel weekend del 6-8 marzo: il tempo per capire “che Ferrari è” sarà poco, e ogni chilometro dei test varrà doppio.

Il contesto: la F1 2026 punta su auto più agili e aerodinamica attiva

Il cuore della rivoluzione sta nel compromesso che la Formula 1 si è data: mantenere prestazioni e spettacolo riducendo dimensioni e peso, con un’aerodinamica più “gestibile” e sistemi attivi per adattare l’auto alle fasi del giro. In prospettiva, significa vetture più corte e strette, e ali regolabili per passare da configurazioni più cariche in curva a più efficienti sul dritto: un cambio che sposta il lavoro degli ingegneri dalla pura ricerca di carico “gratis” alla capacità di far funzionare l’insieme in più modalità.

Addio MGU-H, MGU-K “muscolosa”: la power unit cambia ruolo in pista

Se finora l’ibrido era un equilibrio delicato, nel 2026 diventa metà del gioco. La MGU-H esce di scena, mentre la MGU-K sale fino a 350 kW: non è un dettaglio tecnico, è un salto che cambia gestione dell’energia, strategia e anche il modo di guidare, perché la parte elettrica pesa molto di più sul tempo sul giro. In parallelo, il progetto ruota attorno a carburanti sostenibili: un altro vincolo che influenza efficienza, raffreddamento e integrazione tra telaio e propulsore.

La scelta Ferrari: piattaforma “pulita” e sviluppabile, con incognite vere

Ferrari parla di una vettura pensata per essere compresa in fretta e sviluppata con metodo durante l’anno: è un’esigenza quasi obbligata quando tutti i riferimenti precedenti saltano. In un 2026 pieno di zone grigie, la differenza la farà la qualità dei dati e la velocità con cui un team li trasforma in aggiornamenti efficaci. Ecco perché, più della prima foto, conta l’ordine di priorità: validare correlazione, capire come lavora l’aero attiva, e mettere sotto controllo la gestione energetica senza trasformare ogni giro in un esercizio di risparmio.

Livrea: torna il lucido, rosso più intenso e bianco “forte” attorno all’abitacolo

C’è anche un segnale identitario, e non è solo estetica. La SF-26 riporta la vernice lucida dopo anni di finitura opaca e abbina un rosso più acceso a un bianco molto più presente, soprattutto nella zona abitacolo e sull’engine cover: una scelta che spicca in pista e che richiama, per impostazione, certe Ferrari storiche senza sembrare un’operazione nostalgia. Nel 2026, con auto dalle proporzioni diverse e superfici più “pulite”, la livrea diventa anche un modo per leggere la vettura: dove “taglia” il colore spesso si capisce come sono cambiate linee e volumi.

Hamilton e Leclerc: più carico sul pilota, perché l’energia va guidata davvero

Il punto interessante, nelle parole dei piloti, è quanto il 2026 riporti il pilota dentro la tecnica. Non solo “sensazioni”: la gestione dell’energia diventa una parte attiva del mestiere, con sistemi nuovi da sfruttare e con finestre operative che cambiano in base a pista, gomme e traffico. Hamilton ha definito questo cambio regolamentare tra i più grandi della carriera; Leclerc insiste sul lavoro fatto in anticipo per arrivare preparati a una macchina che richiederà adattamento rapido. Tradotto: nelle prime gare vedremo differenze non solo tra auto, ma anche tra chi riesce a farle funzionare senza sprechi.

Agenda: prima Barcellona, poi Bahrain. E i primi verdetti saranno “sporchi”

Il pre-campionato 2026 è più denso del solito: una settimana di shakedown a Barcellona (26-30 gennaio), poi due sessioni in Bahrain (11-13 e 18-20 febbraio) prima dell’esordio di Melbourne. In mezzo ci saranno inevitabilmente programmi diversi tra squadre: qualcuno cercherà affidabilità e correlazione, qualcuno inseguirà prestazione pura, e qualche team arriverà corto di chilometri. Per Ferrari, la SF-26 vista a Fiorano è il “via”: da qui in avanti il tema non è più cosa promette, ma quanto in fretta riesce a trasformare le nuove regole in passo gara.

Scheda Tecnica SF-26

Chassis
Telaio in materiale composito a nido d’ape in fibra di carbonio con protezione halo per l’abitacolo
Carrozzeria e sedile in fibra di carbonio
Cambio longitudinale Ferrari a 8 marce più retro
Differenziale posteriore a controllo idraulico
Freni a disco autoventilanti in carbonio Brembo (anteriore e posteriore) e sistema di controllo elettronico sui freni posteriori
Sospensioni anteriori e posteriori a puntone (schema push-rod)
Peso complessivo con acqua, olio e pilota: 770 kg
Ruote anteriori e posteriori: 18”

Power unit
Motore sovralimentato
Nome: 067/6
Cilindrata: 1.600 cc
Sovralimentazione: turbo singolo
Max giri minuto turbo: 150.000
Max portata energetica benzina: 3.000 MJ/h
Configurazione: V6 90°
Nr cilindri: 6
Alesaggio: 80 mm
Corsa: 53 mm
Valvole: 4 per cilindro
Iniezione diretta, max 350 bar

Sistema ERS
Configurazione: sistema ibrido di recupero dell’energia con singolo motogeneratore elettrico (MGU-K)
Pacco batteria: batterie in ioni di litio, peso minimo con elettronica di controllo 35 kg
Energia batteria: 4 MJ max delta SOC, 9 MJ max energia in fase di ricarica
Max tensione di esercizio: 1.000 V
Potenza MGU-K: 350 kW
Max giri minuto MGU-K: 60.000