La battaglia di Roma per il realismo industriale
Il Green Deal europeo si scontra con la realtà produttiva italiana. A Roma, lo scorso 22 gennaio 2026, i vertici della filiera automotive si sono dati appuntamento per lanciare un segnale inequivocabile a Bruxelles. Il convegno “Il Futuro dei Trasporti”, promosso dall’Osservatorio per la Neutralità Tecnologica, ha evidenziato come la recente proposta di revisione del Regolamento CO2 della Commissione UE sia percepita non come una soluzione, ma come un ostacolo alla transizione sostenibile. Al centro del dibattito, la necessità di smontare un approccio normativo giudicato troppo ideologico e poco incline a considerare le dinamiche reali del mercato.
Massimo Artusi boccia la visione mono-tecnologica
Il Presidente di Federauto, Massimo Artusi, ha usato parole pesanti per definire le ultime mosse della Commissione. Secondo il numero uno dell’associazione dei concessionari, il pacchetto presentato il 16 dicembre scorso è poco più di un “palliativo”. La critica principale risiede nell’ostinazione europea a puntare esclusivamente sull’elettrico, ignorando i vantaggi competitivi e ambientali di altre soluzioni. Per Artusi, imporre il calcolo delle emissioni basandosi solo su ciò che esce dal terminale di scarico è un errore logico e scientifico che penalizza l’efficienza complessiva del sistema trasporti.
Il peso dei biocarburanti nella decarbonizzazione
La richiesta che sale dal mondo industriale è chiara: aprire ai biocarburanti e al biometano senza “incrostazioni regolamentari”. L’Osservatorio per la Neutralità Tecnologica — che riunisce realtà come NGV Italy, Federauto, Confartigianato e UNEM — spinge affinché queste fonti siano riconosciute pienamente nel calcolo dei carbon credit. Non si tratta solo di una questione di principio, ma di una necessità tecnica, specialmente per il comparto dei veicoli pesanti, dove l’elettrificazione totale presenta ancora limiti infrastrutturali e operativi insormontabili nel breve periodo.
Una filiera compatta da ENI a Iveco
A sostenere la linea della neutralità tecnologica non ci sono solo le associazioni di categoria, ma i giganti industriali che muovono l’economia del Paese. Durante l’incontro romano si sono alternati gli interventi di player del calibro di ENI, Snam e Iveco, insieme ai rappresentanti dell’autotrasporto. Il coro è unanime: la revisione dei target CO2 concessa finora dall’Europa è insufficiente. La presenza di ACI e WEC alla collaborazione dell’evento testimonia quanto il tema sia trasversale e riguardi non solo la produzione, ma l’intera mobilità nazionale.
L’appoggio del Governo e la sponda parlamentare
La politica italiana sembra aver recepito l’allarme dei produttori. Il Ministro dei Trasporti, Matteo Salvini, ha confermato il pieno sostegno dell’esecutivo alle istanze della filiera, dichiarando apertamente che il Governo è al fianco di chi chiede criteri più realistici. La partita ora si sposta nei corridoi del Parlamento Europeo. Esponenti di diversi schieramenti, tra cui Carlo Fidanza, Dario Nardella e Massimiliano Salini, si sono impegnati a promuovere emendamenti decisi per integrare i biocarburanti come vettori idonei al raggiungimento dei target climatici.
Verso una revisione necessaria del Regolamento CO2
Il tempo delle dichiarazioni d’intento sta per scadere e il 2035 non è più così lontano. L’attività emendativa che attende gli europarlamentari sarà intensa e punterà a rendere il nuovo Regolamento più coerente con le richieste di un mercato che non può permettersi balzi nel buio. L’obiettivo finale è una transizione che includa l’idrogeno, l’elettrico e i combustibili carbon-neutral, applicando nei fatti quel principio di neutralità tecnologica finora rimasto solo sulla carta nei documenti di Bruxelles.

















