In un 2025 che verrà ricordato come uno degli anni più neri per i volumi dell’automotive occidentale, Brembo sceglie di non frenare. Anzi, accelera sugli investimenti. I risultati preliminari comunicati dal gruppo di Curno non sono solo “numeri”, ma un segnale politico al mercato: la qualità e il posizionamento premium restano lo scudo migliore contro la recessione del settore.
I Numeri: Meno volumi, più valore
Nonostante una contrazione dei ricavi dell’1,6% (attestatisi a 3.704 milioni di euro), Brembo ha fatto meglio di quanto il mercato stesso temesse. In un settore dove i fornitori di componentistica sono spesso l’anello debole della catena, il gruppo ha dimostrato di poter difendere la marginalità: l’EBITDA al 16,5% (610 milioni) è la prova che il valore aggiunto del brand “frena” anche la caduta del fatturato.
La Strategia: Non tagliare il futuro
Il dato più controcorrente riguarda il Capex. Mentre molti competitor hanno messo i piani di espansione in “stand-by”, Brembo ha spinto gli investimenti a 438 milioni di euro, superando le stesse previsioni iniziali.
“Investire in una fase ciclica sfavorevole è un atto di fiducia, ma anche una necessità strategica per chi vuole guidare la transizione tecnologica”, trapela dai corridoi del management.
L’acquisizione di Öhlins (conclusa proprio nel 2025) e il focus sulla digitalizzazione dei sistemi frenanti (Sensify) stanno trasformando Brembo da meccanica d’eccellenza a tech-company della mobilità.
Solidità Finanziaria: il “Paracadute” di Tiraboschi
L’indebitamento netto a 719 milioni, inferiore alle stime di novembre, è la ciliegina sulla torta di un bilancio solido. Il Presidente Esecutivo Matteo Tiraboschi lo ha ribadito con chiarezza: il contesto è complesso, ma la struttura finanziaria permette di guardare al 18 marzo (data dell’approvazione del bilancio definitivo) con estrema serenità.
















