Alpine cambia marcia: ecco la nuova squadra per la sfida globale

Alpine abbandona le logiche corporate per un approccio agile: una squadra di specialisti per unire heritage, innovazione e l'adrenalina del motorsport.

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Nel panorama automobilistico contemporaneo, dove la competizione tra brand sportivi non si misura più solo sui decimi di secondo in pista ma sulla forza del racconto identitario, Alpine ha deciso di rimescolare le carte. Sotto la guida di Amel Boubaaya, Vicepresidente Communications, la casa francese ha ufficializzato una struttura operativa che rompe drasticamente con il passato. L’obiettivo è superare le vecchie logiche burocratiche per adottare un modello “agile”, capace di sostenere una rete commerciale che oggi conta 170 punti vendita in 25 mercati diversi. Non si tratta di una semplice riorganizzazione interna, ma di una necessità industriale: parlare la lingua di chi il “metallo” e l’asfalto li conosce davvero.

Antoine Grapin e la sfida del valore premium

Al centro della nuova proiezione internazionale del marchio si staglia la figura di Antoine Grapin, nominato Global Product Communications Manager. La sua carriera è un mosaico di esperienze maturate nei piani alti dell’automotive: dal Gruppo Volkswagen con Audi e Seat, fino al cuore dello sviluppo prodotto in Ford e Renault. A Grapin è affidato un compito chirurgico: elevare la percezione dei modelli Alpine in un segmento, quello premium, ormai saturo di proposte. La sfida non è solo tecnica, ma psicologica: trasformare i dati ingegneristici in un oggetto del desiderio per un pubblico che cerca esclusività e innovazione tecnologica senza compromessi.

Il legame tra eredità storica e futuro elettrico

Valorizzare il passato senza restarne prigionieri è il delicato equilibrio assegnato a Jean-Pascal Dauce. Nel ruolo di Technology and Heritage Communications Manager, Dauce porta con sé una memoria storica invidiabile, iniziata nel Gruppo Renault nel 1991. È l’uomo che ha vissuto l’evoluzione dei telai di Formula 1 a Enstone e che ha firmato, come capo ingegnere, il progetto della A110R Ultime. La sua presenza garantisce che la transizione verso i modelli elettrificati di domani non sia vissuta come un tradimento, ma come la naturale evoluzione di un patrimonio genetico sportivo unico al mondo.

Motorsport e inclusione con Burcu Cetinkaya

Il reparto corse rimane il cuore pulsante del brand, ma oggi richiede nuove sensibilità. L’ingresso di Burcu Cetinkaya come addetta stampa per i programmi rally ed endurance segna un punto di svolta. Ex pilota Red Bull con oltre 120 gare all’attivo e attuale presidente della Commissione Women in Motorsport della FIA, la Cetinkaya porta in dote una credibilità operativa rara nel settore. Oltre a gestire la narrazione delle performance agonistiche, la sua figura presidierà i temi dell’inclusione internazionale, permettendo ad Alpine di dialogare con un linguaggio autentico e moderno con i media specializzati e i partner globali.

Il cuore pulsante resta in Francia

Nonostante lo sguardo sia rivolto ai mercati mondiali, Alpine non intende recidere il legame con le proprie radici. Johanna Moreau assume la guida della comunicazione per la Francia, mercato che funge da termometro primario per il successo del brand. Già integrata nel team Global dal 2021 e con un solido background legato alla scuderia di Formula 1, la Moreau avrà il compito cruciale di gestire il quotidiano con la stampa locale. In un momento di espansione così rapida, presidiare il territorio d’origine è fondamentale per mantenere intatta quella base di appassionati che ha reso Alpine un’icona nazionale prima ancora che globale.

Oltre le prestazioni: narrare l’identità del brand

La nuova organizzazione di Alpine dimostra che nel 2026 non è più sufficiente produrre vetture performanti per competere ai massimi livelli. Serve una struttura che sappia narrare l’innovazione come un’esperienza umana e culturale. Con una squadra di specialisti trasversali, il marchio francese punta a costruire un’identità forte, capace di unire l’asfalto delle competizioni alla tecnologia dei laboratori. La partita si gioca sulla capacità di essere proattivi: non subire il mercato, ma anticiparlo attraverso una comunicazione che sia veloce quanto le auto che rappresenta.