Un dicembre che sposta gli equilibri
In Italia, dicembre 2025 ha segnato un passaggio simbolico: BYD è entrata nella Top 10 dei costruttori, mettendosi alle spalle brand con decenni di storia e una presenza radicata. Il dato è concreto: 3.347 immatricolazioni in un solo mese e 3,1% di quota di mercato, un livello che fino a poco tempo fa sembrava fuori portata per un marchio arrivato da appena quindici mesi.
La crescita “solo” elettrico e plug-in: una scelta che pesa
La particolarità non è soltanto la velocità, ma il mix: il risultato è costruito esclusivamente su elettriche e ibride plug-in, senza appoggiarsi a volumi da motori termici. Nel 2025, questa traiettoria porta a 25.226 unità e a una quota annua dell’1,5%, circa dieci volte le 2.881 dell’anno precedente.
Nel perimetro NEV (BEV + PHEV) la presenza vale 15,4% a dicembre e 12,3% nell’anno.
Dietro a queste percentuali c’è un cambio di mentalità: sempre più clienti stanno valutando la transizione non come un salto nel buio, ma come un miglioramento misurabile — costi d’uso, comfort di marcia, accesso alle aree a traffico limitato e, soprattutto, la possibilità di scegliere tra più soluzioni (elettrico puro o ibrido ricaricabile) senza rinunciare alla fruibilità di tutti i giorni.
La rete che rende credibile l’ambizione
C’è poi un ingrediente molto italiano: la capillarità. In pochi trimestri la rete di vendita e assistenza è arrivata a 101 puntisul territorio, coordinati da 30 concessionari.
Non è un dettaglio: su elettrico e plug-in, la fiducia passa dalla possibilità di vedere l’auto dal vivo, provarla, capire tempi e modalità di ricarica, avere risposte chiare su garanzie e manutenzione. In un mercato storicamente legato ai marchi “di casa”, la presenza fisica diventa spesso la prima leva per cambiare abitudini, più ancora della comunicazione.
Perché ora: il “fattore normalità” dell’elettrificato
C’è anche un tema di percezione. Nel 2025 l’auto elettrificata è diventata, per una fascia crescente di pubblico, un’opzione “normale”: non più un acquisto di nicchia o da pionieri. Qui entrano in gioco due elementi: da un lato il lavoro sul prodotto (dotazioni, infotainment, ADAS, qualità percepita), dall’altro l’idea di avere un ventaglio di prezzi e formule che rendono l’accesso meno traumatico. Quando la discussione si sposta dal “se” al “quale”, il mercato cambia velocemente.
Europa ed export: quando la crescita diventa sistema
Il salto italiano si inserisce in una strategettoria più ampia: BYD sta spingendo forte fuori dalla Cina e dicembre è stato un mese chiave anche sul fronte export. Le esportazioni di veicoli a nuova energia hanno toccato 133.172 unità nel solo mese, oltre il 31% della produzione globale mensile, in netta accelerazione rispetto alla media dei mesi precedenti.
Nei principali mercati europei dal Regno Unito alla Germania, passando per Francia e Spagna il marchio sta consolidando volumi e visibilità, mentre lavora per “europeizzare” sempre più prodotto e rete: un passaggio obbligato per trasformare l’ondata iniziale in una presenza stabile, capace di reggere il confronto con i costruttori tradizionali anche sul terreno dell’assistenza e del valore nel tempo.
Prodotto: dal Super Hybrid alla nuova ATTO 2
Sul mercato, la spinta arriva dai modelli che intercettano i bisogni reali. Il Super Hybrid DM-i ha trovato terreno fertile: la SEAL U DM-i si è imposta come punto di riferimento tra i plug-in più richiesti, soprattutto per chi percorre molta strada ma vuole usare l’elettrico in città e nel commuting quotidiano. Parallelamente, la citycar elettrica DOLPHIN SURF ha guadagnato rapidamente spazio tra chi cerca un’EV compatta, concreta, adatta alla mobilità urbana.
In questo contesto si spiega l’attenzione attorno a ATTO 2 DM-i: un SUV compatto che punta sull’equilibrio, con un’autonomia complessiva dichiarata fino a 1.000 km, abitacolo ampio e un pacchetto tecnologico pensato per semplificare la vita, non per complicarla. L’obiettivo è evidente: rendere la transizione “senza rinunce” anche per chi fa viaggi lunghi e non vuole dipendere solo dalla ricarica pubblica.
Il segnale globale e la prova del 2026
A livello mondiale, BYD ha chiuso il 2025 davanti a Tesla nelle vendite di auto 100% elettriche, con 2,26 milioni di BEV vendute: un risultato che certifica la scala industriale raggiunta e la spinta dell’espansione internazionale.
Per l’Italia, però, il 2026 sarà l’anno della prova più difficile: trasformare la crescita in una presenza quotidiana, fatta di consegne puntuali, assistenza efficiente e valore residuo credibile. Se dicembre ha raccontato che BYD può competere con i grandi, i prossimi mesi diranno quanto saprà restare in alto quando la novità smette di fare notizia e conta solo l’esperienza reale dell’automobilista.

















