C’è un momento dell’anno in cui Parigi smette di parlare solo di moda e mostre d’arte, e ricomincia a ragionare di lamiere, genialità e ossessioni da appassionati. La 50ª edizione di Rétromobile (Paris Expo Porte de Versailles, dal 28 gennaio al 1° febbraio 2026) è esattamente questo: una settimana in cui il passato non sta in vetrina come una reliquia, ma diventa un linguaggio vivo, pieno di collegamenti con quello che guideremo domani.
Citroën sceglie una strada precisa: raccontare la storia attraverso i concept
In mezzo al rumore di aste, rarità e stand scintillanti, Citroën si presenta con un’idea chiara: far parlare il proprio patrimonio non con una “sfilata di modelli”, ma con il filo rosso dei concept car. Sei in tutto, come sei sono stati i momenti in cui il marchio ha deciso di alzare la posta sul tavolo: inventarsi un modo diverso di intendere l’abitacolo, il comfort, l’efficienza, persino il concetto di automobile “per tutti”. Perché la storia Citroën è spesso questa: prendere una necessità concreta e risolverla con un’idea audace, prima che diventi normale.
ELO, il presente che strizza l’occhio ai colpi di testa migliori del passato
Il protagonista contemporaneo è ELO, concept elettrico lungo 4,10 metri ma pensato come un piccolo salotto mobile: modulare, conviviale, capace di ospitare fino a sei persone e di cambiare pelle tra spostamenti, lavoro da remoto e tempo libero.
Il dettaglio che cattura subito è la posizione di guida centrale, scelta rara e quasi “da oggetto di design”, che lavora insieme a un parabrezza panoramico per amplificare visibilità e senso di spazio. E poi c’è la componente materiale: l’approccio eco-responsabile non è raccontato con slogan, ma con l’idea di usare tessuti riciclati e soluzioni nate da partnership “fuori dal recinto” dell’auto, come quella con Decathlon.
La 2CV A: quando “essenziale” voleva dire geniale, non povero
Il viaggio indietro nel tempo parte dalla 2CV A del 1939, l’auto che nasce con un’ossessione quasi poetica: portare mobilità economica e comfort vero anche dove l’auto era ancora un lusso. È quella filosofia da “quattro ruote sotto un ombrello” che, a rileggerla oggi, sembra scritta per l’era dell’accessibilità e del minimalismo intelligente.
Rétromobile la rende ancora più potente perché qui non si parla di un mito qualunque: i prototipi scampati alla guerra sono pochissimi, e quello ritrovato e restaurato diventa quasi un reperto narrativo, un “prima” che spiega tanti “dopo” del marchio.
Dal laboratorio al futurismo: C10, Karin e Activa 1 come idee che ritornano
La C10 del 1956 (la “goccia d’acqua”) racconta un’epoca in cui l’aerodinamica era un gesto di avanguardia più che un requisito da galleria del vento. Karin (1980) invece è Citroën in modalità visionaria: forme piramidali, guida centrale, elettronica immaginata quando il digitale in auto era ancora fantascienza.
E poi Activa 1 (1988), che anticipa un tema oggi centrale: la tecnologia che non serve a fare scena, ma a far viaggiare meglio. Le sospensioni ad alta pressione con gestione elettronica e i primi concetti di visualizzazione “in stile head-up” sono un promemoria: certi comfort moderni hanno radici molto più profonde di quanto pensiamo.
Xanae e C-Cactus: la comfort-zone Citroën e il gusto di semplificare
Xanae (1994) è una di quelle auto che ti fanno venire voglia di sederti e basta: sedili anteriori girevoli, faccia a faccia, l’abitacolo come spazio abitativo prima ancora che come cockpit. Ed è qui che ELO si capisce meglio: non nasce dal nulla, è un’evoluzione naturale di quell’idea di convivialità.
C-Cactus (2007) chiude il cerchio sul tema della semplicità come valore industriale: ridurre, alleggerire, usare materiali riciclati non per moda, ma per coerenza progettuale. Un percorso che oggi, con l’elettrico e i nuovi vincoli ambientali, sembra meno “concept” e molto più “necessità”.
Il colpo da collezionisti: torna la Traction Avant 15-6 Cabriolet del 1939
In una fiera dove l’abbondanza di rarità rischia di anestetizzare lo stupore, Citroën trova un modo semplice per rimettere tutti in riga: portare in scena un esemplare che definire raro è quasi poco. La Traction Avant 15-6 Cabriolet del 1939, con il suo sei cilindri, esiste in appena tre prototipi autentici al mondo. Ed è uno di quei pezzi che non “si guarda”, si studia: proporzioni, dettagli, aura da oggetto irripetibile.
C’è anche un elemento simbolico che pesa: questa vettura era già passata da Rétromobile, alla primissima edizione del 1976. Cinquant’anni dopo, torna nello stesso luogo come una specie di time-loop perfetto.
Perché questa mostra funziona: non nostalgia, ma continuità di idee
Il punto non è dire “com’eravamo”, ma mostrare come certe ossessioni Citroën siano rimaste sorprendentemente stabili: sfruttare lo spazio in modo intelligente, mettere il comfort al centro, sperimentare senza paura del giudizio. ELO, in questo senso, non è un esercizio di stile: è l’ennesima prova che per Citroën il futuro non passa solo da batterie e display, ma da un modo diverso di far vivere l’auto alle persone.
Informazioni utili: quando e dove vedere Rétromobile 2026
Per chi vuole segnarsi l’appuntamento: Rétromobile 2026 è in programma a Paris Expo Porte de Versailles dal 28 gennaio al 1° febbraio, con una preview serale il 27 gennaio. E sì, la 50ª edizione promette davvero di essere più di una celebrazione: è una fotografia di dove sta andando la cultura dell’auto, tra heritage e nuove idee.

















