Dacia si presenta al Salone dell’Auto di Bruxelles 2026 con un messaggio semplice: evolvere senza tradire la propria identità. Dopo una profonda modernizzazione della gamma nel 2025, il marchio continua a puntare su ciò che l’ha reso popolare in Europa: praticità, robustezza e prezzi accessibili. In fiera, però, la novità non è solo nei modelli esposti, ma nel modo in cui vengono raccontati: tutto ruota attorno alla “vita reale” di chi usa l’auto ogni giorno.
Lo stand è pensato come uno spazio accogliente e diretto, con materiali solidi, atmosfera outdoor e colori naturali. Ogni vettura viene inserita in un’ambientazione coerente con il suo utilizzo: Spring per la città, Jogger per le esigenze familiari, Sandero e Sandero Stepway come scelte versatili per il quotidiano. Duster e Bigster, invece, restano i simboli dell’avventura “concreta”, quella fatta di weekend, strade bianche e libertà senza troppi compromessi.
Tra gli elementi più interessanti per il pubblico, Dacia porta anche un focus tecnico: un dimostratore a grandezza reale dedicato al nuovo powertrain Hybrid-G 150 4×4 destinato a Duster e Bigster. Un segnale chiaro: l’efficienza cresce, ma senza rinunciare alla trazione integrale e a un’idea di auto capace di uscire dall’asfalto quando serve.
Il vero “gancio” mediatico, però, è Hipster Concept. Il prototipo mette al centro una visione 100% elettrica essenziale e accessibile, con un obiettivo ambizioso: ridurre drasticamente l’impronta di carbonio rispetto alla media delle elettriche attuali. La ricetta? Tagliare peso e complessità. Hipster è lungo circa tre metri, ma promette quattro posti reali e un bagagliaio modulabile fino a 500 litri: numeri che, in questo formato, puntano a ribaltare l’idea che l’elettrico debba essere per forza grande e costoso.
La leggerezza è una delle chiavi del progetto: il concept sarebbe circa il 20% più leggero di Spring, con benefici immediati su consumi energetici e materiali impiegati. Anche l’abitacolo segue la stessa filosofia: spazio sfruttato con superfici vetrate verticali e tetto parzialmente trasparente, sedili semplificati e soluzioni intelligenti pensate per ridurre componenti e sprechi. La personalizzazione passa dal concetto “YouClip”, mentre la parte digitale resta volutamente minimale: lo smartphone diventa schermo, chiave e impianto audio, senza sovraccaricare l’auto di hardware.
Dal design alle scelte costruttive, Hipster Concept sembra voler rimettere al centro una domanda che oggi pesa più che mai: è possibile creare un’auto elettrica davvero “popolare”? Dacia a Bruxelles risponde con un prototipo che non cerca l’effetto wow da salone, ma prova a trasformare l’essenziale in una nuova forma di innovazione.
















