Ci sono giornate alla Dakar in cui capisci che non è solo velocità. È resistenza, lucidità e capacità di non buttare via minuti quando il deserto decide di alzare la voce. La tappa 10 – seconda metà del format Marathon – è stata esattamente questo: 420 chilometri verso Bisha tra dune, sabbia soffice e tratti dove la navigazione vale quanto il piede destro. E il dettaglio che fa la differenza, in queste ore, è uno: la notte lontano dal paddock vero, con risorse limitate e niente “salvataggi” facili.
Al-Attiyah e Lurquin: gestione perfetta e ritorno in vetta
Nasser Al-Attiyah e Fabian Lurquin hanno fatto il lavoro sporco nel modo più efficace: ritmo alto, errori ridotti al minimo e soprattutto la capacità di non farsi trascinare nel caos della tappa Marathon. Il qatariota ha chiuso con uno dei migliori tempi di giornata e soprattutto ha rimesso il muso davanti in classifica generale, riprendendosi la leadership dopo le complicazioni di navigazione del giorno precedente. Ora il vantaggio è diventato “vero”: circa 12 minuti sul primo inseguitore, abbastanza per respirare ma non per dormire tranquilli con tre giorni ancora da vivere.
Dacia Sandriders davanti a tutti: tre auto nelle prime quattro
Il dato politico della giornata è questo: Dacia non sta solo lottando, sta occupando spazio. Nella tappa 10, i Sandriders hanno infilato tre vetture nelle prime quattro posizioni, un segnale chiarissimo in un’edizione in cui i distacchi cambiano alla prima nota stonata (una traccia sbagliata, un cordone di dune letto male, una sosta di troppo). Anche quando non vincono la speciale, riescono a trasformare la pressione in controllo.
Loeb, notte di riparazioni e rimonta: da problema a occasione
Sébastien Loeb ed Édouard Boulanger hanno vissuto il classico film della Dakar: prima l’incubo, poi la ripartenza. Dopo le difficoltà tecniche che avevano messo in salita la giornata precedente, l’equipaggio francese è riuscito a rimettere insieme i pezzi – letteralmente – durante la sosta notturna, tornando competitivo nella seconda parte della Marathon. Risultato: passo solido, classifica che sorride di nuovo e quarto posto assoluto, a poco più di 23 minuti dal compagno di marca che comanda. Non è vicinissimo, ma in una Dakar così “stretta” basta una giornata storta per rimescolare tutto.
Moraes resta agganciato, mentre la sabbia punisce Gutiérrez
Lucas Moraes e Dennis Zenz continuano a fare il loro: velocità senza strappi, punti pesanti e un rally gestito con la testa. Non è ancora la Dakar dell’assalto totale, ma è una Dakar in cui restare lì, nei dieci, può diventare improvvisamente una strategia vincente se davanti qualcuno inciampa. Diversa, invece, la giornata di Cristina Gutiérrez e Pablo Moreno: un ribaltamento dopo pochi chilometri ha trasformato la mattina in una lotta contro il tempo e la polvere. Hanno rimesso in moto la Sandrider e sono arrivati al traguardo, ma la classifica ha presentato il conto, con posizioni perse nel momento meno comodo del rally.
Il colpo di scena “fuori dal podio”: Serradori vince, ma la storia è la generale
A Bisha il miglior tempo assoluto lo ha firmato Mathieu Serradori, mentre Al-Attiyah ha fatto quello che spesso vale di più: non inseguire per forza la tappa, inseguire la Dakar. È un equilibrio delicato, soprattutto con la navigazione che continua a mietere minuti e con i rivali diretti che, tra errori e imprevisti, non hanno trovato continuità. E quando sei nella fase finale, il rally ti chiede soprattutto una cosa: limitare i danni nei momenti “brutti” e fare la differenza in quelli giusti.
Tre giorni alla fine: la Dakar adesso si vince con freddezza
Con tre tappe ancora da affrontare e l’arrivo sul Mar Rosso sempre più vicino, la corsa entra nella sua zona più nervosa: quella in cui tutti vedono il traguardo, ma nessuno può permettersi di sbagliare. Dacia ha in mano il vantaggio e, soprattutto, ha la sensazione di essere “in controllo” con più equipaggi ben piazzati. Ma la Dakar non perdona calcoli ottimistici: basta una duna letta male o una nota saltata per trasformare un margine in un inseguimento. Da qui in poi sarà meno spettacolo e più mestiere. Ed è proprio lì che spesso si decide il vincitore.
RISULTATI (NON UFFICIALI) DELLA DECIMA TAPPA DEL DAKAR RALLY
Bivacco Marathon – Bisha
Distanza tappa: 420 km Distanza collegamento: 50 km Distanza totale: 470 km
2° Nasser Al-Attiyah (QAT)/Fabian Lurquin (BEL), 4h54m39s
3° Sébastien Loeb (FRA)/Édouard Boulanger (FRA), 4h57m47s
4° Lucas Moraes (BRA)/Dennis Zenz (GER), 4h58m21s
35° Cristina Gutiérrez (ESP)/Pablo Moreno (ESP), 5h31m09s
RISULTATI PROVVISORI (NON UFFICIALI) IN CLASSIFICA GENERALE DEL DAKAR RALLY DOPO LA DECIMA TAPPA – CATEGORIA ULTIMATE
1° Nasser Al-Attiyah (QAT)/Fabian Lurquin (BEL), 41h39m50s
4° Sébastien Loeb (FRA)/Édouard Boulanger (FRA), +23m04s
8° Lucas Moraes (BRA)/Dennis Zenz (GER), +39m21s
14° Cristina Gutiérrez (ESP)/Pablo Moreno (ESP), +1h24m42s
RALLY DAKAR: IL NUMERO DA NON DIMENTICARE
3: delle prime quattro posizioni nella tappa 10 del Rally Dakar, tre sono state conquistate dagli equipaggi dei Dacia Sandriders grazie ad un’altra ottima prestazione.
IL GIORNO DOPO: TAPPA 11, 15 GENNAIO
Questa tappa veloce richiede una navigazione perfetta a causa dei numerosi incroci, bivi e svincoli che si incontrano lungo il percorso che da Bisha porta a nord verso Al-Al Henakiyah. Dopo 882 chilometri, il relativo comfort del bivacco notturno sarà molto apprezzato.
Distanza tappa: 346 km Distanza collegamento: 536 km Distanza totale: 882 km
















