Sulle rive del Mar Rosso, il verdetto è finalmente arrivato: la 48ª edizione della Dakar si chiude con il trionfo dei Dacia Sandriders. Nasser Al-Attiyah e Fabian Lurquin hanno tagliato il traguardo finale con un vantaggio di quasi dieci minuti, mettendo il sigillo su una cavalcata durata 13 giorni e quasi 8.000 chilometri. Non è stata solo una prova di velocità, ma una dimostrazione di forza bruta e resistenza meccanica in quello che è considerato, a ragione, il test più logorante del motorsport mondiale. Per il brand si tratta di un risultato che arriva con una rapidità sorprendente, alla sua seconda partecipazione ufficiale, confermando la bontà di un progetto tecnico nato per sfidare i giganti del deserto.
Al-Attiyah entra nel mito con il sesto sigillo
Per Nasser Al-Attiyah, quella di oggi non è solo una vittoria, ma la conferma di uno status leggendario. Il pilota del Qatar ha messo in bacheca la sua sesta Dakar, la terza conquistata in Arabia Saudita dopo i successi del 2022 e 2023. Al-Attiyah ha gestito l’ultima tappa intorno a Yanbu con l’esperienza del veterano: 105 chilometri di piste ghiaiose e passaggi montuosi dove l’unico obiettivo era non commettere errori. Nonostante sia arrivato 36° nella prova finale, il margine accumulato nei giorni precedenti gli ha permesso di chiudere con 9 minuti e 42 secondi di vantaggio sul primo inseguitore.
La prima volta storica di Fabian Lurquin
Se Al-Attiyah è ormai abituato al gradino più alto del podio, per il suo navigatore Fabian Lurquin la gioia ha un sapore diverso. Dopo 22 anni di carriera e tre podi sfiorati tra il 2022 e il 2024, Lurquin è diventato il primo navigatore belga a vincere la Dakar nella categoria auto. È un successo che premia la precisione chirurgica in una competizione dove sbagliare una nota o un riferimento tra le dune può costare ore di ritardo. La loro intesa all’interno dell’abitacolo della Dacia Sandrider è stata la chiave per navigare con successo attraverso un mix micidiale di rocce, dune e sezioni aperte ad alta velocità.
Il sapore dolceamaro del quarto posto di Loeb
Mentre nel box Dacia si festeggia il primato, c’è un pizzico di rammarico per Sébastien Loeb. Il fuoriclasse francese, affiancato da Édouard Boulanger, è andato vicinissimo a un podio che sarebbe stato il sesto della sua carriera alla Dakar. Loeb ha tentato il tutto per tutto nell’ultima tappa, perdendo la vittoria della frazione per soli otto secondi, ma non è bastato a scalzare i rivali dal terzo posto assoluto. Il distacco finale dal podio? Appena 37 secondi. Un soffio, dopo oltre 4.800 chilometri di prove speciali cronometrate, che però non cancella una prestazione solida e fondamentale per il successo del team.
Una prova di forza corale per il team Sandriders
La vera notizia per la scuderia Dacia non è solo il primo posto di Al-Attiyah, ma l’affidabilità dimostrata dall’intera flotta. Portare tutte e quattro le vetture al traguardo finale nella top 11 è un’impresa statistica raramente vista in un rally-raid così estremo. Lucas Moraes, al suo debutto con il team, ha chiuso con un convincente settimo posto assoluto, confermando la sua crescita costante nel panorama mondiale. Notevole anche la rimonta di Cristina Gutiérrez, che nell’ultima giornata è riuscita a risalire fino all’11ª posizione, dimostrando che la Sandrider è una vettura capace di digerire ogni tipo di maltrattamento.
Affidabilità e robustezza: la nuova identità Dacia
La vittoria in Arabia Saudita proietta il marchio verso una nuova dimensione. Non si tratta più solo di partecipare, ma di imporre un nuovo standard di affidabilità. Durante i 13 giorni di gara, le auto del team sono scivolate fuori dalle prime tre posizioni della generale solo in un’occasione, segno di una costanza prestazionale che ha sorpreso molti osservatori. La strategia di puntare su un design robusto e su una gestione diretta del team ha pagato dividendi immediati. Ora l’obiettivo si sposta sul resto del FIA World Rally-Raid Championship, ma il messaggio inviato alla concorrenza tra le dune saudite è chiaro: il deserto ha trovato un nuovo padrone.
RALLY DAKAR – TAPPA 13: RISULTATI (NON UFFICIALI)
Yanbu – Yanbu
Distanza prova speciale: 105 km
Distanza trasferimento: 33 km
Distanza totale: 138 km
2° Sébastien Loeb (FRA) / Édouard Boulanger (FRA) – 46’22”
10° Cristina Gutiérrez (ESP) / Pablo Moreno (ESP) – 48’27”
16° Lucas Moraes (BRA) / Dennis Zenz (GER) – 49’17”
36° Nasser Al-Attiyah (QAT) / Fabian Lurquin (BEL) – 55’02”
RALLY DAKAR – CLASSIFICA PROVVISORIA CATEGORIA ULTIMATE
RISULTATI GENERALI DOPO LA TAPPA 13 (NON UFFICIALI)
1° Nasser Al-Attiyah (QAT) / Fabian Lurquin (BEL) – 48h56’53”
4° Sébastien Loeb (FRA) / Édouard Boulanger (FRA) – +15’10”
7° Lucas Moraes (BRA) / Dennis Zenz (GER) – +47’50”
11° Cristina Gutiérrez (ESP) / Pablo Moreno (ESP) – +1h29’49”
RALLY DAKAR: I GRANDI NUMERI
6 – Nasser Al-Attiyah ha vinto ora sei volte il Rally Dakar
1 – La vittoria al 48° Rally Dakar è stata la prima per il navigatore Fabian Lurquin
4 – I Dacia Sandriders diventano quattro volte vincitori del W2RC
11 – I quattro equipaggi dei Dacia Sandriders hanno chiuso tutti nella top 11 assoluta
50 – Al-Attiyah chiude l’evento eguagliando il record di 50 vittorie di tappa alla Dakar, detenuto da Stéphane Peterhansel e Ari Vatanen
7976 – I quattro equipaggi dei Dacia Sandriders hanno percorso ciascuno 7.976 km, di cui 4.809 cronometrati
13 – Il 48° Rally Dakar si è disputato su 13 tappe, dal 4 al 17 gennaio. Il percorso includeva anche il Prologo il 3 gennaio e un giorno di riposo il 10 gennaio

















