Con la chiusura della Porta Santa e la conclusione del Giubileo 2025, Roma archivia un anno di flussi straordinari e di logistica quotidiana fatta di arrivi, ripartenze e spostamenti continui tra stazioni, aeroporti e cuore della città. In questo scenario si chiude anche il percorso di Drivalia, società del gruppo CA Auto Bank, che ha svolto il ruolo di Mobility Supporter per tutta la durata dell’Anno Santo, lavorando a supporto dell’organizzazione e delle esigenze di mobilità legate ai milioni di visitatori arrivati nella Capitale.
La partnership con BYD e la flotta elettrificata
Il progetto ha preso forma attraverso una collaborazione con BYD, che ha portato in strada una flotta pensata per coprire bisogni diversi: trasferimenti urbani rapidi, percorrenze più lunghe e viaggi con bagagli o più passeggeri. Tra i modelli impiegati, le elettriche compatte BYD ATTO 3 e BYD DOLPHIN hanno rappresentato la scelta più coerente per l’uso cittadino, mentre la più spaziosa BYD SEAL U DM-i plug-in hybrid ha offerto un’opzione “ponte” tra autonomia e propulsione elettrificata. Un mix che, nelle intenzioni, ha puntato a coniugare efficienza operativa e attenzione alla sostenibilità.
Presìdi e assistenza: dal Vaticano agli snodi di Roma
La partita, però, non si è giocata solo sulle vetture. A incidere è stata l’infrastruttura di servizio: un presidio nel punto più simbolico del Giubileo, con il Mobility Store in Via della Conciliazione ospitato nell’Info Point dedicato, e una presenza distribuita nei luoghi dove i flussi si concentrano davvero. Aeroporti e stazioni sono diventati snodi chiave per l’accoglienza e l’assistenza, riducendo frizioni e tempi morti proprio nei momenti più delicati del viaggio: arrivo, orientamento, primo spostamento in città, rientro.
“Moved by Hope”: quando il motto diventa azione
Il claim “Moved by Hope” ha dialogato con l’idea di speranza che attraversa il Giubileo, ma il passaggio più credibile è arrivato dalla dimensione umana. Molti dipendenti Drivalia hanno scelto di partecipare alle attività di volontariato legate all’evento: accoglienza, informazioni sui servizi, gestione dei punti di ritrovo e accompagnamento lungo i percorsi dedicati. Un supporto che, al di là dell’organizzazione, ha contribuito a dare forma a quella sensazione di “città che ti guida” che spesso fa la differenza tra un grande evento vissuto con serenità e un’esperienza complicata.
La sostenibilità come criterio, non come slogan
Nel lessico dei grandi appuntamenti, la mobilità elettrica è sempre più un criterio di progetto e non soltanto una bandierina. L’attenzione alla salvaguardia del Creato è stata richiamata anche nelle parole di Monsignor Rino Fisichella, Pro-Prefetto del Dicastero per l’Evangelizzazione: “La collaborazione ha garantito un supporto concreto alle esigenze di mobilità dei fedeli”, sottolineando la possibilità di vivere l’Anno Santo “con serenità” e con attenzione all’impatto ambientale. Un messaggio che, a Roma, pesa doppio: perché la città è fragile, congestionata e spesso costretta a trovare equilibri tra accessibilità, residenti e picchi turistici.
Cosa resta dopo il Giubileo: un test su scala urbana
La chiusura del mandato lascia un’eredità che va oltre la singola iniziativa. Per Drivalia è stato uno stress test su scala urbana: flotta, presìdi, assistenza, coordinamento con le istituzioni e risposta ai picchi. Per la città, la conferma che la mobilità non è un capitolo “di contorno”, ma una parte dell’esperienza di chi arriva. Giacomo Carelli, CEO di CA Auto Bank e Presidente di Drivalia, ha sintetizzato così il senso del percorso: “Abbiamo accompagnato i pellegrini nel loro viaggio, offrendo una mobilità di qualità, flessibile e sostenibile”. Tradotto: quando l’evento finisce, resta la misura di quanto bene (o male) si è riusciti a far muovere le persone.

















