Pietre, ghiaia e buche che arrivano quando meno te l’aspetti: le piste dell’Agafay, alle porte di Marrakech, sono il posto giusto per capire se un SUV compatto sa essere più di un “finto” fuoristrada. Qui il Dacia Duster si gioca tutto su una ricetta insolita: GPL e benzina, un supporto elettrico a 48V e, soprattutto, trazione integrale reale.
La formula: due serbatoi e un 4×4 diverso dal solito
Il cuore del progetto è bivalente: due serbatoi da 50 litri (benzina e gas) promettono un’autonomia teorica molto ampia. Davanti lavora un 1.2 tre cilindri, dietro un motore elettrico da 23 kW collegato a un inedito cambio a 2 marce, mentre il termico è abbinato a un doppia frizione a sei rapporti: tanta tecnica, ma senza complicazioni per chi guida. Quando la pista si impenna e il fondo diventa profondo, la prima marcia elettrica corta moltiplica la spinta e aiuta a “scavalcare” gli ostacoli con più calma, sfruttando la coppia immediata dell’asse posteriore.
Modalità di guida: Auto per quasi tutto, Mud/Sand quando serve
Nella vita di tutti i giorni la scelta più sensata resta Auto: il sistema gestisce il passaggio tra 4×2 e 4×4 in base ad aderenza e velocità. In Eco la trazione posteriore entra solo quando serve davvero, mentre Snow è la rete di sicurezza su fondi viscidi. Sullo sterrato “duro” il Duster procede rilassato; quando la ghiaia diventa soffice e la salita chiede motricità continua, Mud/Sand mette ordine e ti tira fuori dal classico momento in cui le ruote iniziano a scavare. Se invece vuoi motricità costante, c’è Lock: tiene la ripartizione più “ferma” quando sotto le ruote è tutto cedevole.
Discesa controllata: Hill Descent e sangue freddo
Nelle discese ripide, tra pietre smosse e canali scavati dall’acqua, torna utile l’Hill Descent Control, che mantiene la velocità senza obbligarti a lavorare di pedali. Non è un gadget: è controllo, e su fondi così aumenta la confidenza. L’assetto digerisce bene dossi e torsioni finché non esageri con l’andatura sulle buche “cattive”, dove anche i 60 kg extra della meccanica 4×4 si fanno sentire.
Su strada: non è un razzo, ma è piacevole
Usciti dalle piste, il Duster torna quello che deve essere: un SUV pratico. La potenza di sistema è nell’ordine dei 113 kW (154 CV) con 230 Nm: numeri che non inseguono la prestazione, ma danno sostanza in ripresa. Lo 0-100 attorno ai 10 secondi e la punta di 180 km/h dicono che non è nato per fare lo spaccone, però nel traffico reale l’erogazione è piena e la coppia elettrica rende la marcia più rotonda nei tratti lenti.
Consumi e uso quotidiano: il senso del GPL con l’ibrido
Il bello di questa architettura è che ti fa guardare il carburante in modo diverso: con il GPL abbassi il costo al chilometro, con l’ibrido 48V limi gli sprechi. La piccola batteria (circa 0,8 kWh) serve a recuperare e rilanciare: in città capita di muoversi in silenzio per brevi tratti, soprattutto nel “stop&go”. I valori dichiarati parlano di 6,0 l/100 km a benzina o 7,3 l/100 km a gas; su piste e saliscendi la media può salire, ma il quadro resta coerente.
Spazio, traino e vita a bordo: pragmatismo Dacia
C’è un rovescio della medaglia: l’hardware del 4×4 ruba volume e il bagagliaio scende rispetto alle versioni a trazione anteriore (si parla di 348-1.414 litri). In compenso, la capacità di traino arriva a 1,5 tonnellate e, nella vita vera, contano i dettagli: sedili anteriori comodi, comandi intuitivi, infotainment semplice (con schermo fino a 10,1” e aggiornamenti OTA a seconda delle versioni), più una dotazione ADAS ormai completa. E per chi vive l’auto come base da weekend, ci sono accessori “furbi” per dormire a bordo o attrezzare il portellone.
Il verdetto: un 4×4 “intelligente” per chi vuole andare davvero
Il Duster Hybrid-G 150 4×4 non vuole essere premium, e proprio per questo convince: mette insieme GPL, elettrico e trazione integrale per dare libertà, non per fare scena. La tecnologia è più sofisticata di quanto dica il badge, ma resta facile da gestire: nella quotidianità bastano Auto ed Eco, e quando la strada finisce hai già gli strumenti giusti per continuare.
















