Ferrari mette sul tavolo un segnale chiaro per il mercato: il Consiglio di Amministrazione, riunito il 19 febbraio 2026, intende proporre agli azionisti la distribuzione di un dividendo di 3,615 euro per azione ordinaria, in crescita di circa +21% rispetto all’anno precedente, per un ammontare complessivo di circa 640 milioni di euro.
Dal punto di vista economico-finanziario, l’aumento della cedola rafforza la narrativa di una casa capace di sostenere una remunerazione crescente grazie a marginalità e generazione di cassa: un messaggio particolarmente rilevante in una fase in cui molti gruppi automotive restano più cauti sulle politiche di ritorno agli azionisti.
La proposta, però, resta subordinata al voto dell’Assemblea dei Soci del 15 aprile 2026. Se arriverà il via libera, il calendario è già tracciato: stacco cedola previsto il 20 aprile 2026 su EXM in Italia e il 21 aprile 2026 al NYSE negli Stati Uniti; record date fissata al 21 aprile 2026 (per i titoli negoziati su entrambi i mercati); pagamento atteso il 5 maggio 2026.
Per gli investitori, la sequenza delle date conta quanto l’importo: lo stacco differenziato tra Milano e New York e la record date unica aiutano a chiarire i tempi tecnici di regolamento, mentre la cedola in aumento consolida il profilo “premium” di Ferrari anche sul fronte della shareholder remuneration.













