GR Yaris “Ogier 9x”: 200 pezzi, modalità SEB e MORIZO per il 4WD

Dopo il nono titolo WRC 2025, Ogier firma una GR Yaris in 200 esemplari: due modalità 4WD su misura e look Black Gravite da prove speciali.

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Quando un campionato si decide all’ultimo round, la celebrazione ha un sapore diverso: meno rituale, più “sudata”. Nel 2025 la corsa al titolo si è chiusa in Arabia Saudita e Sébastien Ogier ha portato a casa il nono mondiale, agganciando il record assoluto.
Da qui nasce la GR Yaris Sébastien Ogier 9x World Champion Edition, una serie limitata che non si limita a cambiare badge: prova a trasferire, su un’auto stradale, alcune scelte di guida e di atmosfera tipiche delle speciali.

200 esemplari, e l’Europa ne vede solo metà: rarità “vera”

I numeri sono quelli che fanno scattare l’attenzione anche fuori dal giro degli appassionati: 200 unità globali, con 100 destinate all’Europa.
In un’epoca in cui “limited” spesso significa migliaia di pezzi, qui la scarsità è concreta. E questo, nel micro-mercato delle hot hatch estreme, conta: non solo per il collezionismo, ma perché sposta l’ago verso chi compra con un’idea precisa in testa (trackday, passi di montagna, auto “definitiva” da tenere).

Monaco come palcoscenico: il prototipo e la liturgia del rally

Il prototipo è stato mostrato il 22 gennaio a Monaco, scelta tutt’altro che casuale: un luogo che profuma di motorsport e che, a inizio stagione, diventa quasi una vetrina naturale per ciò che ruota attorno al rally.
Non è un dettaglio secondario: Toyota parla apertamente di auto ancora in sviluppo, quindi alcune specifiche potrebbero cambiare prima della produzione.

Due modalità 4WD su misura: “SEB” e “MORIZO” non sono marketing

Il cuore tecnico dell’edizione sta nel selettore della trazione integrale. Qui arrivano due logiche di guida dedicate:
La modalità “SEB” prende il posto della “TRACK” e imposta una ripartizione 40:60 (anteriore:posteriore) per un comportamento più “dietro che spinge”, senza trasformare l’auto in una belva ingestibile.
La “MORIZO” rimpiazza la “GRAVEL” e lavora sulla gestione del bloccaggio tra assi: più presa e più controllo in uscita di curva, con una strategia che cambia tra accelerazione e frenata per tenere l’auto composta quando si entra forte.
È la parte che rende la serie speciale credibile: non “più potente”, ma più caratterizzata nel modo in cui scarica a terra.

Black Gravite e dettagli tricolore: estetica da gara, ma con misura

Fuori, il colpo d’occhio è sobrio e cattivo insieme: carrozzeria Black Gravite e cerchi nero opaco.
Poi arrivano le firme che raccontano il personaggio: pinze freno blu (il “blu Ogier”) e un accento tricolore sulla griglia, un richiamo diretto alla Francia senza scivolare nella livrea caricata.
Il risultato è una GR Yaris che non ha bisogno di adesivi ovunque per farsi riconoscere: parla con pochi segni, messi dove servono.

Abitacolo “rally-inspired”: volante più piccolo e freno a mano verticale

Dentro, la storia continua con dettagli che non sono semplici decorazioni. Il volante ha diametro ridotto e comandi ripensati, con un’impostazione che strizza l’occhio alle auto da competizione di casa GR.
C’è il freno a mano verticale con impugnatura rivestita in pelle e cuciture dedicate, un elemento che per chi guida davvero fa immediatamente “speciale”: non perché lo userai come in prova, ma perché cambia ergonomia e percezione dell’auto.
Completano il quadro una targhetta celebrativa/seriale e grafiche dedicate sul display per le modalità SEB e MORIZO.

Perché questa GR Yaris arriva nel momento giusto

Le sportive compatte “vere” sono diventate una nicchia: tra elettrificazione, costi e norme, ogni progetto di questo tipo deve avere un senso forte per sopravvivere. La GR Yaris, già di suo, gioca la carta dell’auto nata con il DNA del rally; questa edizione Ogier ci aggiunge qualcosa di raro nel panorama attuale: una personalità di guida codificata, non solo un allestimento.
E il fatto che sia limitata sul serio la rende anche un termometro: misura quanta fame c’è ancora, in Europa, per piccole auto capaci di far battere il cuore senza chiedere supercar money.

Cosa aspettarsi: più carattere che numeri, e un messaggio chiaro ai fan

Non è un’auto che “urla” prestazioni sulla carta: il punto è far sentire al volante una GR Yaris più tagliata sulle preferenze di chi i rally li vive per mestiere. Il nono titolo di Ogier diventa così un pretesto concreto per raccontare un’idea: ringraziare i tifosi, sì, ma soprattutto consegnare un oggetto che abbia senso anche dopo l’effetto-annuncio.