Monte Carlo 2026: Lancia Ypsilon HF sfida il gelo e convince nel WRC

Neve e ghiaccio non fermano la nuova Lancia Ypsilon Rally2 HF Integrale: al debutto nel WRC2, il marchio italiano firma otto scratch e spaventa le "regine" Rally1.

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Il ritorno del mito tra i ghiacci delle Alpi Marittime

Il Rallye Monte-Carlo 2026 non è stata una gara come le altre. Per la prima volta dopo oltre un decennio, il Principato ha ritrovato il suo abito più autentico: quello fatto di bufere di neve e lastre di ghiaccio vivo, condizioni che hanno reso la vita impossibile a chiunque non avesse il talento o la trazione necessaria. In questo scenario da “vecchio rally”, il marchio Lancia ha scelto di rimettere le ruote nel fango del Campionato del Mondo, schierando la nuova Ypsilon Rally2 HF Integrale. Non è stato un semplice atto di presenza, ma una dichiarazione di guerra sportiva che ha immediatamente alzato l’asticella della categoria WRC2.

Lancia Ypsilon Rally2: il battesimo del fuoco e della neve

La vettura curata da Lancia Corse ha affrontato un esame di maturità brutale. Tra asfalto asciutto e fango improvviso, la Ypsilon Rally2 HF Integrale ha dimostrato una solidità strutturale che ha sorpreso gli addetti ai lavori. Con otto vittorie di prova speciale nella sua categoria, la nuova arrivata ha chiarito che il progetto tecnico guidato da Roberta Zerbi e Didier Clément ha basi solidissime. Nonostante le insidie croniche del Monte Carlo, la macchina ha risposto con precisione millimetrica ai comandi dei piloti, confermando che il leggendario logo HF non è stato rispolverato solo per ragioni di marketing, ma per pura ambizione agonistica.

Yohan Rossel e il miracolo della Super Sunday

Se c’è un momento in cui il mondo del rally ha capito che Lancia fa sul serio, è stata la domenica mattina. Yohan Rossel, dopo un giovedì difficile segnato da un contatto, ha messo in piedi una rimonta che resterà negli annali del WRC2. Il pilota francese ha letteralmente dominato la tappa finale, portando a casa la vittoria nella classifica “Super Sunday”. Il dato che ha fatto sobbalzare i cronometristi è stato il suo ritmo sul leggendario Col de Turini: Rossel non si è accontentato di vincere tra le Rally2, ma ha fatto segnare tempi da top-five assoluta, mettendo dietro diverse vetture della categoria superiore Rally1. Un segnale di superiorità tecnica che lancia la Ypsilon come la vettura da battere per il resto della stagione.

Gryazin e la sfida estrema: quando la meccanica regge l’urto

Dall’altro lato del box Lancia Corse, Nikolay Gryazin ha vissuto un rally fatto di picchi velocistici e interventi d’emergenza. Il pilota ha preso il comando del WRC2 nelle prime battute, mostrando un feeling immediato con la Ypsilon prima che un danno alla sospensione lo costringesse a un lavoro da meccanico in prova speciale. La capacità del team e dell’equipaggio di riparare la vettura e restare competitivi fino alla drammatica dodicesima speciale testimonia una resilienza rara. Il sesto posto finale di Gryazin è un risultato che sta stretto per quanto mostrato in strada, ma garantisce punti pesanti che portano il team Lancia in cima alla classifica mondiale per squadre.

WRC2 2026: una gerarchia stravolta dal fattore Lancia

Il panorama del WRC2 esce dal Monte Carlo profondamente mutato. Se fino a ieri la categoria era un terreno di caccia per pochi marchi consolidati, l’ingresso di Lancia ha sparigliato le carte. La combinazione tra l’agilità della Ypsilon e l’esperienza di piloti come Rossel e Gryazin suggerisce che il campionato 2026 sarà una battaglia di nervi e innovazione. Il mercato delle competizioni clienti guarda ora con estremo interesse alla HF Integrale, una vettura che sembra essere nata “giusta” fin dal primo chilometro di gara, capace di adattarsi a condizioni limite che solitamente richiedono anni di sviluppo e affinamento.

Oltre il cronometro: il futuro del progetto Lancia Corse

Il traguardo di Monaco non è che l’inizio di una visione più ampia. Per Lancia, il successo nel weekend inaugurale del WRC 2026 rappresenta la conferma che la strada intrapresa è quella corretta. La determinazione di Didier Clément e il rigore tecnico messo in campo dal team hanno trasformato un debutto potenzialmente rischioso in una prova di forza. Con la vittoria nella Power Stage e il comando della classifica team, Lancia lascia il Principato non solo con i trofei, ma con la consapevolezza di avere tra le mani un progetto vincente. Il prossimo appuntamento mondiale sarà un test diverso, ma il “fattore HF” è tornato a essere una variabile con cui tutti i rivali dovranno fare i conti.