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Maserati rilancia il V6, ma le vendite crollano

Maserati presenta GranTurismo, GranCabrio e Grecale a oltre cento giornalisti, mentre le vendite italiane scendono del 38,8%.

Maserati sceglie Trieste per rilanciare GranTurismo, GranCabrio e Grecale con un media drive internazionale durato quasi due settimane e oltre cento giornalisti coinvolti. L’operazione arriva però nel momento più delicato per il marchio sul mercato italiano: tra gennaio e giugno 2026 le immatricolazioni sono scese a 624 unità, contro le 1.020 dello stesso periodo del 2025, con una flessione del 38,82%. Un confronto che rende inevitabile una domanda economica: quanto può incidere un evento di questa portata sulle vendite e sulla ricostruzione del valore del Tridente?

È comunque evidente l’impegno organizzativo necessario per ospitare per tredici giorni una platea internazionale, predisporre una flotta di vetture, itinerari, assistenza tecnica, strutture ricettive e attività collaterali. In una fase di mercato così complessa, il punto non è contestare la necessità di presentare i nuovi prodotti, ma valutare con quali criteri vengano scelti gli invitati, quali mercati rappresentino, quale pubblico raggiungano realmente e come venga misurato il ritorno dell’investimento mediatico.

Per un marchio di lusso, la comunicazione esperienziale rimane uno strumento importante. Un’automobile ad alte prestazioni e con prezzi elevati difficilmente può essere raccontata soltanto attraverso una scheda tecnica o una campagna digitale. Tuttavia, quando i volumi si restringono e la redditività è sotto pressione, il numero degli ospiti conta meno della loro capacità di raggiungere clienti, concessionari e mercati strategici.

Dal 12 al 25 luglio, Maserati ha portato le nuove GranTurismo, GranCabrio e Grecale sulle strade di Trieste, del Collio e del Carso, coinvolgendo oltre cento giornalisti internazionali. La manifestazione è stata inserita nel calendario per il centenario del logo del Tridente e della prima vittoria del marchio alla Targa Florio del 1926.

La scelta di Trieste ha permesso di collegare il prodotto alla storia sportiva della Casa. Parte dei percorsi ha richiamato la Trieste-Opicina, la cronoscalata disputata tra il 1911 e il 1971 e vinta tre volte da vetture Maserati. La cornice storica serve a rafforzare un’identità che il marchio vuole riportare al centro del proprio posizionamento: prestazioni italiane, artigianalità, personalizzazione e capacità di affrontare lunghe percorrenze.

Il rilancio passa dal V6 Nettuno

Il principale elemento tecnico della nuova gamma è il motore V6 Nettuno. Sulle GranTurismo Trofeo e GranCabrio Trofeo, il 3.0 biturbo raggiunge 590 CV e 650 Nm, quaranta cavalli in più rispetto alla configurazione precedente. La GranTurismo supera i 320 km/h, mentre la versione da 490 CV punta a intercettare una clientela meno estrema, ma ancora interessata a prestazioni elevate e comfort da viaggio.

La presenza della trazione integrale e delle sospensioni pneumatiche regolabili conferma il tentativo di tenere insieme due anime: quella della sportiva ad alte prestazioni e quella della gran turismo utilizzabile quotidianamente. È una distinzione importante in un mercato nel quale Porsche, Mercedes-AMG, BMW M e i costruttori britannici dispongono di gamme ampie e di una forte riconoscibilità internazionale.

La Grecale assume un ruolo ancora più rilevante, perché opera nel segmento dei Suv premium, decisivo per sostenere i volumi. La Trofeo conserva il Nettuno da 530 CV, con un’accelerazione da zero a 100 km/h in 3,8 secondi e una velocità massima di 285 km/h. La principale novità è l’estensione del V6 alle versioni Grecale V6 e Modena V6 da 390 CV, pensate per colmare lo spazio tra le motorizzazioni d’ingresso e la variante più potente.

Questa scelta amplia l’offerta senza rinunciare a un elemento tecnico distintivo. Il Nettuno rappresenta infatti una risposta alla progressiva standardizzazione delle piattaforme e dei propulsori all’interno dei grandi gruppi automobilistici. La tecnologia di combustione a precamera, sviluppata sfruttando competenze derivate dal motorsport, consente a Maserati di difendere una propria identità industriale.

Disporre di un motore riconoscibile può contribuire a sostenere il prezzo, il valore residuo e la credibilità del prodotto. Non è però sufficiente per risolvere la debolezza commerciale. L’aggiornamento della gamma migliora prestazioni, finiture e possibilità di personalizzazione, ma deve essere accompagnato da una rete più forte, da una strategia di prezzo coerente e da un rapporto più chiaro tra motori termici ad alte prestazioni e gamma elettrica Folgore.

Il nodo del mercato e della rete

Il calo delle immatricolazioni italiane non può essere ignorato, soprattutto perché avviene mentre il mercato complessivo cresce. Nel primo semestre 2026, le registrazioni di autovetture in Italia sono aumentate del 9,6%, mentre Maserati ha perso quasi quattro vetture ogni dieci rispetto all’anno precedente. La quota del marchio è così scesa dallo 0,12% allo 0,07%.

La questione riguarda anche la filiera commerciale. I concessionari hanno bisogno di prodotti competitivi, tempi di consegna affidabili, valori residui stabili e politiche promozionali che non compromettano l’esclusività del marchio. Una presenza mediatica elevata può sostenere la notorietà, ma non sostituisce la capacità di generare contatti qualificati, visite negli showroom e ordini.

Durante l’evento è stato presentato anche il programma Maserati Fuoriserie, attraverso il quale la Casa punta ad aumentare il valore medio di ogni vettura con personalizzazioni ad alto margine. È una strategia coerente con il settore luxury: produrre meno unità può essere sostenibile se ogni automobile genera maggiore redditività. Ma questo modello funziona soltanto con un portafoglio desiderabile, una clientela fidelizzata e una comunicazione in grado di raggiungere compratori reali.

La Driving Experience di Trieste è dunque più di una prova stampa. È un test sulla capacità di Maserati di trasformare visibilità, heritage e tecnologia in domanda commerciale. Il calo del 38,82% registrato in Italia rende questa verifica urgente.

In una fase simile non basta riunire molti giornalisti e ottenere fotografie o articoli sui nuovi modelli. Occorre conoscere il pubblico raggiunto, misurare la qualità dei contenuti, valutarne la diffusione e capire quale contributo possano offrire al rilancio. Il vero successo dell’evento non si misurerà nel numero degli accrediti, ma nella capacità del Tridente di riportare clienti negli showroom e tornare a crescere.

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