Il panorama automobilistico continentale chiude il mese di novembre con segnali di resilienza, ma senza ancora aver recuperato i volumi storici. Le immatricolazioni in Europa hanno raggiunto quota 1.079.563 unità, segnando un incremento del 2,4% rispetto allo stesso mese del 2024. Sebbene il bilancio degli undici mesi mostri un segno positivo (+1,9%), il confronto con il 2019 rimane impietoso: il settore sconta ancora un ritardo del 16,8% sul cumulato annuo. Tra i Major Market, la Spagna si distingue con un’impennata del 12,9%, seguita dalla Germania (+2,5%), mentre il Regno Unito e la Francia registrano lievi contrazioni. In questo scenario, l’Italia appare sostanzialmente stabile, confermandosi come il quarto mercato europeo per volumi, ma evidenziando criticità strutturali profonde sul fronte della transizione ecologica.
Il paradosso italiano: incentivi MASE e ritardo nei veicoli ricaricabili
Nonostante l’attivazione dei sostanziosi incentivi MASE, l’Italia non riesce a schiodarsi dall’ultima posizione tra i grandi mercati per diffusione di veicoli ricaricabili (ECV). A novembre, la quota di mercato delle auto alla spina nel Bel Paese si è fermata al 19,3%, di cui solo il 12,3% rappresentato dalle auto elettriche pure (BEV). La distanza dai partner europei è abissale: nel Regno Unito le ECV coprono il 38,3% delle vendite, in Germania il 35,1% e in Francia il 32,9%. Anche la Spagna, storicamente più vicina al mercato italiano, supera l’Italia con una quota del 22,6%. Analizzando i primi undici mesi dell’anno, la penetrazione delle BEV in Italia è appena del 5,8%, un valore tre volte inferiore alla media degli altri 30 Paesi europei, confermando una difficoltà cronica dei consumatori italiani nell’approcciarsi alla mobilità a zero emissioni.
Pacchetto Automotive UE: flessibilità e nuovi obiettivi per il 2035
La Commissione Europea ha recentemente svelato il tanto atteso Pacchetto Automotive, un insieme di riforme che punta a rilanciare il comparto introducendo una maggiore flessibilità tecnologica. Sebbene sia confermato lo stop ai motori termici per il 2035, l’obiettivo di riduzione delle emissioni è stato rivisto: si passa dal taglio totale del 100% al 90%. Il restante 10% di tolleranza potrà essere gestito attraverso un complesso sistema di crediti di compensazione, legati all’uso di acciaio a basse emissioni o di carburanti rinnovabili sostenibili come e-fuels e biogas. Inoltre, per incentivare la produzione locale, fino al 2034 verranno introdotti dei supercrediti per le auto elettriche compatte (sotto i 4,2 metri) prodotte nell’Unione Europea. Queste misure cercano di bilanciare le ambizioni climatiche con la tenuta industriale del continente.
Le incognite normative e la necessità di una revisione fiscale
Nonostante le aperture della Commissione, il mondo industriale esprime cautela. Le critiche principali riguardano la complessità del sistema dei crediti e l’ambiguità del concetto di “Made in EU” in una filiera globale. Secondo l’UNRAE, l’Italia sconta un’ulteriore penalizzazione: i target per le flotte aziendali green sono basati sul PIL pro capite, imponendo al nostro Paese obiettivi più severi rispetto a nazioni già molto più avanti nella transizione. Per colmare questo svantaggio, appare improcrastinabile una revisione della fiscalità delle auto aziendali. Interventi sulla detraibilità dell’IVA, sulla deducibilità dei costi e sulla riduzione dei periodi di ammortamento sono considerati fattori abilitanti essenziali per sbloccare il mercato nazionale, insieme allo sviluppo di un’infrastruttura di ricarica capillare e a costi dell’energia più accessibili.
Analisi dei Major Market: la spinta della Spagna e la resilienza del Regno Unito
Uno sguardo approfondito ai singoli mercati rivela dinamiche eterogenee. La Spagna è la vera “lepre” del 2025, con una crescita cumulata del 14,7% e una forte spinta verso le motorizzazioni ibride ed elettriche. Il Regno Unito mantiene una leadership solida nelle auto ricaricabili, che per il terzo mese consecutivo superano il 50% di share complessivo, trainate soprattutto dal settore delle flotte. La Germania, dopo un periodo di incertezza, vede una decisa ripresa delle ricaricabili (+58,1% a novembre), segno che il mercato tedesco sta metabolizzando le nuove strategie dei costruttori. In Francia, invece, dominano le auto ibride (HEV) con una quota che sfiora il 44%, mentre le emissioni medie di CO2 continuano a scendere, attestandosi a 81,0 g/Km. Ogni Paese sta seguendo una propria traiettoria, ma per l’Italia la sfida resta quella di trasformare gli incentivi in un cambiamento strutturale della domanda.

















