
Dopo 174 anni di storia, l’America’s Cup sceglie una svolta che sa di industria prima ancora che di sport. L’evento più prestigioso della vela vuole diventare più leggibile e programmabile per sponsor, broadcaster e tifosi. La nascita della America’s Cup Partnership (ACP) riunisce cinque protagonisti: Emirates Team New Zealand, Athena Racing, Luna Rossa, Tudor Team Alinghi e K-Challenge. Non più soltanto rivali in acqua, ma soci di un progetto che punta a garantire continuità e visione comune, trasformando la Coppa in una piattaforma sportiva più solida e riconoscibile.
Dalle regole del Defender a una governance unificata
Per decenni la Coppa è stata legata ai desideri del Defender: format, classe e calendario potevano cambiare in modo drastico da un’edizione all’altra. La promessa della governance unificata è ribaltare questa logica e costruire una struttura stabile che protegga l’Auld Mug e, allo stesso tempo, dia certezze al mercato. In pratica: la sfida resta estrema, ma smette di essere un “caso unico” difficile da pianificare, con regole riscritte ogni volta da capo.
Il ciclo biennale: la novità che cambia anche i bilanci
La parola che pesa di più è ciclo biennale. Un calendario regolare riduce i vuoti tra un’edizione e l’altra, accorcia la distanza con il pubblico e rende più semplice programmare partnership e diritti. Ma significa anche sviluppo più rapido e pressione ingegneristica più alta: servono processi, controllo e pianificazione. La scommessa dell’ACP è far crescere l’evento come prodotto globale senza perdere l’anima tecnologica che lo rende unico.
Napoli 2027: l’Italia torna al centro della scena
Dentro questo nuovo impianto, Napoli 2027 non è soltanto una cornice: è il banco di prova del modello. La Louis Vuitton 38ª America’s Cup nel Golfo porta l’Italia al centro del racconto internazionale, con un potenziale enorme di pubblico, turismo e ricadute mediatiche. Per Luna Rossa è un’occasione che vale doppio: sportiva, certo, ma anche identitaria, perché l’America’s Cup in Italia parla a un Paese intero e può creare una nuova base di appassionati.
AC75 e foiling: quando la barca diventa un supercomputer
La Coppa resta fedele alla sua vocazione: spingere l’innovazione dove sembra impossibile. Gli AC75 sono il manifesto di questa era: yacht che “volano” grazie al foiling e che possono toccare 55,6 nodi (oltre 100 km/h). Qui il confronto con la Formula 1 non è una metafora: progettazione, sensoristica e calcolo entrano nella prestazione. A bordo si monitorano oltre 30.000 canali di dati e lo sviluppo vive di simulazioni su scala enorme, citate in oltre un trilione di ore.
Sostenibilità economica: la partita più concreta
Il punto fragile dell’America’s Cup è sempre stato uno: i costi. Per questo l’ACP mette al centro sostenibilità economicae controllo dei costi, con condivisione dei ricavi e misure per rendere il campo di gara meno sbilanciato. Il tassello finale è un team di gestione indipendente, dedicato a opportunità commerciali ed eccellenza operativa, così da garantire coerenza da un’edizione all’altra. L’obiettivo è far durare la competizione: se la griglia si assottiglia, il valore dell’evento cala; se il modello regge, aumentano le chance di vedere nuovi sindacati.
Donne e giovani: inclusività come regola
Nella nuova visione, la dimensione sociale non è più un contorno. La Women’s America’s Cup e la Youth America’s Cup diventano pilastri perché ampliano comunità e praticanti e costruiscono futuro. E la regola che richiede almeno una donna a bordo degli AC75 a Napoli lancia un messaggio netto: l’élite tecnologica della Coppa non può restare chiusa.
La data cerchiata: 21 gennaio 2026
Il prossimo snodo è fissato per il 21 gennaio 2026, quando a Napoli verranno presentati i dettagli operativi della Partnership e le date ufficiali del match. Le iscrizioni restano aperte fino a fine gennaio 2026, lasciando spazio a nuovi team. Napoli 2027, più che una tappa, può diventare l’inizio di una nuova normalità.














