A Parigi, Retromobile non è solo un salone: è quel posto in cui capisci quali modelli stanno diventando davvero “patrimonio”, perché li vedi passare di mano, discutere nei club, finire nelle shortlist dei collezionisti e, soprattutto, tornare a parlare a pubblici diversi. L’edizione 2026 è in calendario dal 28 gennaio al 1° febbraio a Paris Expo Porte de Versailles, con orari che includono anche le serate più lunghe del giovedì e del venerdì.
Dentro il Pad. 7.2: “Cliorama”, la Clio come racconto generazionale
Renault sceglie una mossa che, a Retromobile, si vede raramente con questa chiarezza: dedicare oltre 900 m² a un solo modello e trasformarlo in un percorso vero, quasi museale, ma con l’energia di una “timeline” viva. “Cliorama” è costruita per sezioni (competizione, novità, sport, saga e lusso) e punta a far emergere perché Clio, nel tempo, sia riuscita a cambiare pelle senza perdere riconoscibilità: dalla prima affermazione di qualità “da segmento superiore” fino alla transizione verso l’elettrificazione, con la sesta generazione (lanciata nel 2025) al centro della scena.
Competizione: quando Clio diventa scuola guida… in versione gara
La sezione più “rumorosa”, anche da ferma, è quella legata alle corse: qui l’idea non è la nostalgia, ma la dimostrazione di quanto la Clio sia stata una piattaforma concreta per correre (e imparare a correre). La Clio Gruppo A dei primi anni ’90 racconta il passaggio da utilitaria brillante a strumento serio da rally clienti; la Clio II RS Super 1600 riporta alla stagione in cui la categoria era una palestra tecnica e agonistica; la Clio III Cup (nella versione di sviluppo) ricorda quanto fosse centrale il monomarca come porta d’ingresso al circuito; e la Clio Maxi “Kit Car” mette la firma su un’epoca in cui due ruote motrici e grande motore potevano ancora far paura sull’asfalto.
Novità: la Clio 2025 come ponte tra passato e presente
Il perno narrativo di “Cliorama” è la nuova Clio Full Hybrid E-Tech, presentata come la sintesi di tutto quello che il nome Clio ha rappresentato: accessibilità, tecnologia “usabile” e un posizionamento che oggi passa anche dalla connettività e dagli ADAS di nuova generazione. È qui che Renault prova a far vedere la continuità: non una rottura con le generazioni precedenti, ma un aggiornamento del DNA—con il full hybrid come scelta identitaria e un abitacolo più digitale e “premium” nel percepito.
Sport e saga: Williams, RS, R27 e la follia razionale della Clio V6
Se c’è una parte della mostra che parla direttamente ai “ragazzi di ieri” (e ai collezionisti di domani), è quella delle Clio che hanno superato lo status di semplice versione sportiva. La Williams è l’icona immediata: nome, numerazione, mito anni ’90. Poi arriva la Clio II RS 2.0 16V, più ingegneristica che appariscente, con quell’idea di sportività pulita che ha costruito una fanbase fedele. Nel capitolo “saga”, la R27 F1 Team è il promemoria di quando i titoli in Formula 1 si traducevano in serie speciali davvero desiderabili; e la Clio V6 (fase 1) resta l’oggetto fuori scala: architettura da auto “sbagliata” per la categoria, proprio per questo entrata nel pantheon.
Lusso: Baccara e Initiale Paris, il lato “salotto” di una city-car
Retromobile funziona anche quando ti costringe a rivedere le categorie. Clio, per molti, è sempre stata “la piccola di famiglia”; eppure le versioni alto di gamma raccontano un altro filo rosso: portare atmosfera, materiali e dotazioni da auto più grandi in un formato compatto. La Baccara dei primi anni ’90 è l’esempio più chiaro (firma dedicata, approccio quasi “art de vivre”), mentre Initiale Paris—sulla base della Clio V—è la traduzione moderna della stessa idea: finiture, comfort e tecnologia a bordo come argomento di status, non come semplice optional.
The Originals Renault Garage: il collezionismo diventa servizio (e business)
In mezzo a carrozzerie perfette e targhette celebrative, Renault porta anche un messaggio molto pratico: il collezionismo oggi si regge sulla manutenzione competente e sulla disponibilità di ricambi, documentazione e certificazioni. La rete The Originals Renault Garage, avviata nel 2025 e cresciuta rapidamente, viene messa in vetrina con uno spazio “Back to the Garage” e una Dauphine Gordini di collezione come simbolo di know-how da preservare. Nello stesso quadro si inseriscono i tasselli annunciati per avvicinare il patrimonio al pubblico, incluso il progetto di Flins dal 2027 come polo esperienziale accessibile.
Fuori dal Pad. 7.2: la Renault 5 Turbo 3E e il “nuovo” oggetto da collezione
La chiusura perfetta, in un evento dove passato e futuro si guardano negli occhi, è la presenza della Renault 5 Turbo 3E nell’area Ultimate Supercar Garage: un’auto che nasce già con logiche da collezionabile (serie limitata, prezzo alto, personalizzazione) ma parla la lingua tecnica dell’elettrico. Numeri e promesse sono da “mini supercar”: 555 CV, architettura a 800 V, batteria da 70 kWh e ricarica DC fino a 330 kW, con l’ambizione di passare circa dal 15 all’80% in 15 minuti. Prenotazioni aperte dal 22 aprile 2025, produzione limitata a 1.980 esemplari e consegne previste nel 2027: ingredienti che spiegano perché, al di là dell’effetto wow, questo modello sia già entrato nei radar di chi colleziona contemporaneo.





















