Salone di Bruxelles 2026: record di marchi e il ritorno delle moto

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Nel cuore dell’inverno europeo, la città di Bruxelles torna a indossare l’abito delle grandi occasioni per ospitare la 102ª edizione del suo celebre Motor Show. Dal 9 al 18 gennaio 2026, i padiglioni storici del Brussels Expo all’Heysel si accendono per una rassegna che non è solo una sfilata di lamiera e design, ma una vera e propria liturgia laica dedicata alla mobilità. In un’epoca di transizioni rapide e incertezze tecnologiche, l’evento belga si riprende il centro della scena, offrendo un luogo fisico dove il pubblico può finalmente tornare a toccare con mano il futuro della strada.

L’obiettivo dichiarato è ambizioso: trasformare dieci giorni di esposizione in un confronto diretto tra l’industria e il consumatore finale. In un mercato che cambia pelle ogni mese, il valore di sedersi a bordo di una vettura, confrontare i materiali, valutare l’ergonomia dell’infotainment e discutere i prezzi di listino diventa un vantaggio competitivo insostituibile rispetto alla fredda navigazione sui configuratori online.

67 Marchi e un record storico di presenze

Il dato che più impressiona gli addetti ai lavori è la partecipazione corale dei costruttori. Quest’anno si registra un record assoluto: ben 67 marchi, tra autovetture e veicoli commerciali leggeri, hanno confermato la propria presenza. Il percorso espositivo si snoda attraverso un mix affascinante tra i giganti storici dell’automobilismo e i nuovi brand emergenti, molti dei quali legati alla rivoluzione del software e delle piattaforme elettriche native.

Questa massiccia adesione dimostra come il dialogo tra i produttori e gli acquirenti stia recuperando valore, specialmente in una fase in cui la scelta di un veicolo non è più dettata esclusivamente dall’estetica. Oggi, chi entra in concessionaria o in fiera si interroga sulla tecnologia di bordo, sull’integrazione degli ecosistemi digitali e, soprattutto, sul TCO (Total Cost of Ownership), ovvero il costo reale di gestione nel tempo.

Due ruote e passione: il rilancio del Padiglione 9

La grande novità che sta scaldando il cuore degli appassionati è il ritorno in pompa magna delle motociclette. All’interno del Padiglione 9, 28 marchi del settore delle due ruote danno vita a un “salone nel salone”. Si tratta di una risposta concreta alle richieste dei visitatori, desiderosi di una kermesse che racconti la mobilità privata a 360 gradi.

L’offerta è variegata: dagli scooter agili per il commuting urbano alle potenti naked e sportive, passando per le intramontabili maxi-enduro e le tourer progettate per i grandi viaggi. Non mancano le proposte elettriche, sempre più centrali per la circolazione nelle ZTL delle metropoli europee. È uno spazio denso, compatto e progettato per essere esplorato con facilità, mettendo al centro l’emozione pura della guida al vento.

Find Your Drive: orientarsi tra termico ed elettrico

Il tema guida di questa edizione, “Find Your Drive!“, funge da bussola per un pubblico spesso disorientato. La transizione verso l’elettrificazione è un fatto compiuto, specialmente per quanto riguarda le flotte aziendali, ma il cliente privato si trova davanti a un labirinto di opzioni: benzina, diesel, mild hybrid, plug-in o full electric?

Il Brussels Motor Show si propone di sciogliere questi nodi. Mettere a confronto nello stesso istante tecnologie diverse permette di capire quale motorizzazione si adatti realmente alle proprie abitudini quotidiane. Si parla di autonomia reale, tempi di ricarica, impatto della fiscalità e disponibilità di incentivi. La visita in fiera diventa così un acceleratore del processo d’acquisto, fornendo risposte concrete a domande “terrene” su manutenzione e costi energetici.

Veicoli commerciali: la forza dell’economia reale

Non c’è solo il comparto delle “vetture da sogno” o da famiglia. Un’attenzione particolare è rivolta ai veicoli commerciali leggeri, pilastri fondamentali della logistica dell’ultimo miglio. Per gli artigiani e le piccole medie imprese, vedere dal vivo l’allestimento di un furgone o testare la capacità di carico di un nuovo modello elettrico è fondamentale.

Qui l’auto torna a essere uno strumento di lavoro. Il focus si sposta sulla concretezza: portata utile, robustezza dei materiali e facilità di ricarica durante i turni lavorativi. La presenza di questi mezzi sottolinea come la transizione energetica stia investendo non solo il tempo libero, ma anche la “vita vera” di chi produce e distribuisce beni ogni giorno.

Un sistema da 11,5 miliardi di euro

Dietro lo spettacolo degli stand batte il cuore di un’industria che sostiene l’economia del continente. Le federazioni riunite nell’alleanza MOBIA (che raggruppa realtà come FEBIAC, RENTA e TRAXIO) rappresentano un ecosistema di oltre 10.000 aziende e circa 160.000 lavoratori. Con un valore aggiunto annuo stimato in 11,5 miliardi di euro, pari al 2,6% del PIL, l’automotive si conferma una “vetrina di sistema”.

L’evento di Bruxelles non è quindi solo una passerella di novità, ma un punto di incontro strategico tra produttori, servizi di noleggio, reti di vendita e istituzioni. In un momento in cui l’auto è spesso al centro di dibattiti ideologici, i numeri dell’Heysel ricordano che questo settore è un pilastro dell’economia reale.

Car of the Year: Bruxelles capitale dell’auto

Con un’affluenza prevista che punta a sfiorare i 300.000 visitatori, il salone belga torna a dettare l’agenda internazionale. La rilevanza globale della kermesse è sancita anche dalla cerimonia di assegnazione del prestigioso premio Car of the Year, che vede Bruxelles come palcoscenico d’elezione per incoronare la migliore vettura dell’anno.

Per chi varcherà i tornelli dell’Expo, la promessa è quella di uscire con una consapevolezza rinnovata. Tra anteprime mondiali, test su strada e il fascino ritrovato delle due ruote, il Brussels Motor Show 2026 dimostra che il salone dell’auto non è un esercizio di nostalgia, ma il modo più rapido ed efficace per orientarsi in un futuro che è già qui.