Un abitacolo che cambia tono: più calore, meno frizioni
Volkswagen apre un nuovo capitolo del suo design interno con la ID. Polo, modello chiamato a fare da apripista per il cockpit dei futuri elettrici della famiglia ID. L’obiettivo è chiaro: mettere al centro ciò che davvero migliora la vita a bordo, senza complicare l’esperienza. Ne nasce un ambiente che punta su qualità percepita e leggibilità, con un’atmosfera più accogliente grazie a superfici rivestite e materiali dal tocco “caldo”, pensati per far sembrare l’auto compatta più vicina a categorie superiori.
“Pure Positive”: linee pulite e un linguaggio più umano
Il nuovo corso estetico ruota attorno al concetto Pure Positive: pulizia formale, coerenza e un’idea di serenità visiva che si traduce in una plancia più ordinata. Ma la vera notizia è l’approccio olistico: l’architettura non nasce solo per stupire, bensì per ridurre attriti quotidiani. Tradotto: menu più semplici, informazioni più chiare e un layout che non costringe a “cercare” le funzioni mentre si guida.
Il ritorno dei comandi: la scelta dei pulsanti fisici
Nel mondo dei touchscreen totali, Volkswagen imbocca una strada diversa: più controlli diretti e una logica operativa che riprende ciò che gli utenti riconoscono come “tipicamente VW”. La ID. Polo porta un volante multifunzione di nuova impostazione, con tasti facilmente individuabili, e soprattutto separa alcune funzioni chiave dal grande schermo: clima e quattro frecce tornano su comandi dedicati. È una soluzione che promette meno distrazioni e più immediatezza, soprattutto nell’uso quotidiano in città.
Due schermi in asse e un infotainment da segmento superiore
La plancia evolve con un’impostazione orizzontale netta: tutto è disposto sullo stesso livello di sguardo, come se fosse una linea continua. Dietro al volante trova spazio la strumentazione digitale da 10,25 pollici, mentre al centro spicca un touchscreen da 13 pollici (quasi), dimensione che nel segmento fa la differenza non solo per impatto scenico ma anche per fruibilità. La grafica ad alta risoluzione e la posizione più accessibile rendono il display centrale facilmente utilizzabile anche dal passeggero, senza dare l’idea di un “monolite” difficile da gestire.
Software di nuova generazione: più comfort e guida più semplice
La nuova piattaforma software è pensata per alzare l’asticella su comodità e funzioni: tra le novità più interessanti c’è l’evoluzione degli assistenti di guida, con la terza generazione di Travel Assist che mira a diventare ancora più completa, includendo il riconoscimento di semafori rossi e segnali di stop. Sul fronte della guida elettrica, la promessa è un’esperienza più fluida, con l’obiettivo di rendere sempre più naturale la gestione della decelerazione e della marcia urbana, fino alla logica della guida a un solo pedale.
Luci che “parlano” e un dettaglio che fa sorridere: le grafiche retrò
C’è anche spazio per l’emozione, quella che trasforma un interno ben fatto in un luogo in cui viene voglia di salire. La striscia luminosa ID.Light cresce: non solo attraversa la base del parabrezza lungo la plancia, ma per la prima volta si estende anche nelle portiere anteriori, con un effetto scenico e funzionale insieme. E poi arriva l’“ingrediente segreto”: le grafiche retrò che, con un comando, trasformano la strumentazione digitale in un omaggio visivo agli anni ’80, richiamando l’atmosfera della prima Golf. Un gioco, certo, ma anche un modo intelligente per creare identità e legame emotivo in un abitacolo dominato dal digitale.


















