{"id":24005,"date":"2016-03-15T19:04:41","date_gmt":"2016-03-15T18:04:41","guid":{"rendered":"http:\/\/abmnews.com\/blog\/?p=24005"},"modified":"2016-03-15T19:04:41","modified_gmt":"2016-03-15T18:04:41","slug":"fca-a-milano-autoclassica-2016","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.abmnews.com\/blog\/fca-a-milano-autoclassica-2016\/","title":{"rendered":"FCA a Milano AutoClassica 2016"},"content":{"rendered":"<p>Dal 18 al 20 marzo si svolger\u00e0 l&#8217;edizione 2016 di &#8220;Milano AutoClassica &#8220;, la rassegna dedicata alle vetture d&#8217;epoca ospitata presso la Fiera di Milano Rho. Tra i partecipanti FCA &#8211; con i marchi Alfa Romeo, Abarth e Fiat &#8211; che nell&#8217;hall 12 esporr\u00e0 alcuni preziosi esemplari storici e le ultime novit\u00e0 di attuale produzione.<\/p>\n<p>Al via il prestigioso salone dedicato ai veicoli storici &#8220;Milano AutoClassica&#8221; con protagonisti i marchi Alfa Romeo, Abarth e Fiat.<br \/>\nLa partecipazione di Alfa Romeo si focalizza sulle &#8220;berline sportive&#8221;, un concetto ideato proprio dal brand italiano e oggi attualizzato ed evoluto nella nuovissima Giulia. A Milano il pubblico potr\u00e0 ammirare quattro preziosi esemplari provenienti dal Museo Storico Alfa Romeo di Arese, denominato &#8220;La macchina del tempo&#8221;: 1900 (1950), Giulia TI Super (1963), Alfetta (1972) e 75 Turbo Evoluzione IMSA (1988). Al fianco di queste rarit\u00e0, una straordinaria Giulia Quadrifoglio, sintesi del nuovo paradigma Alfa Romeo e massima espressione della &#8220;meccanica delle emozioni&#8221;.<\/p>\n<p>Riflettori puntati anche sul brand Abarth che sar\u00e0 presente con due esemplari della 124: uno storico in versione &#8220;stradale&#8221; del 1975 e il nuovo e affascinante spider &#8211; al suo debutto in Italia dopo l&#8217;anteprima avvenuta al recente Salone di Ginevra &#8211; che \u00e8 destinato a diventare un&#8217;icona del piacere di guida. Pensato per appagare anche i piloti pi\u00f9 esigenti e ordinabile da subito in tutta Europa al prezzo di 40.000 euro, l&#8217;inedito Abarth 124 spider \u00e8 il nuovo mito in fatto di performance con un carattere che si fa sentire e propone: trazione posteriore, sospensioni raffinate e un motore turbo 1.4 MultiAir a quattro cilindri da 170 cv, abbinato al cambio manuale a 6 marce oppure al cambio automatico Sequenziale Sportivo Esseesse a 6 marce con selettori al volante.<br \/>\nIl connubio tra il patrimonio storico e la tensione al continuo progresso tecnico \u00e8 parte del DNA dello Scorpione: lo dimostrano le vetture esposte e l&#8217;ambiziosa iniziativa Abarth Classiche. Il progetto, inaugurato a novembre presso le Officine Abarth di Mirafiori a Torino, si articola su pi\u00f9 punti: dall&#8217;atelier di restauro al Registro Abarth che coordina fiere, eventi, raduni e competizioni. Il programma, secondo ogni pi\u00f9 rosea aspettativa, sta riscuotendo grande successo, con numerose certificazione gi\u00e0 effettuate e numerose prenotazioni sono in lista di attesa. La coerenza tra i modelli attuali e quelli che hanno firmato tanti record automobilistici \u00e8 uno dei segreti del successo commerciale del brand. Maggiori informazioni sul nuovissimo sito: http:\/\/www.abarthclassiche.com. E a proposito dei Digital, il 1\u00b0 marzo \u00e8 nata &#8220;The Scorpionship&#8221;, l&#8217;unica community ufficiale Abarth dedicata ai possessori delle vetture, ai collezionisti, ai membri dei club Abarth e ai semplici appassionati. Tutti possono iscriversi compilando l&#8217;apposito modulo presente sul sito http:\/\/scorpionship.abarth.com. Essere membro di &#8220;The Scorpionship&#8221; garantisce grandi vantaggi in termini di promozioni e di attivit\u00e0 sportive, anche attraverso raduni che coinvolgeranno tutti i fan.<\/p>\n<p>Ritornando alla rassegna milanese, completa l&#8217;esposizione dei modelli di FCA la nuova Fiat 124 Spider, che si colloca nel solco della tradizione della sua leggendaria antenata e punta a fare innamorare una nuova generazione per il suo stile e le sue prestazioni. Tributo all&#8217;iconica vettura che venne lanciata 50 anni fa e della quale porta il nome, la nuova Fiat 124 Spider racchiude in uno stile evoluto la bellezza classica della progenitrice senza tradirne l&#8217;essenza. La nuova spider di Casa Fiat adotta l&#8217;affidabile propulsore turbo a quattro cilindri da 1,4 litri con tecnologia MultiAir, che eroga 140 cv di potenza e 240 Nm di coppia, ed \u00e8 disponibile con cambio manuale a 6 marce.<br \/>\nInfine, nell&#8217;area esterna della manifestazione milanese sar\u00e0 anche possibile ammirare da vicino l&#8217;Alfa Romeo 4C Spider e la Abarth 695 biposto, oltre a poter provare su strada la nuova Alfa Romeo Giulietta, la pluripremiata Alfa Romeo 4C e l&#8217;Abarth 695 biposto.<\/p>\n<p>Di seguito la descrizione degli esemplari storici della collezione Alfa Romeo esposti al salone.<\/p>\n<p>1900 (1950)<\/p>\n<p>Il concetto di &#8220;berlina sportiva&#8221; nasce nel 1950 con la 1900: prima vettura dell&#8217;Alfa Romeo a essere realizzata su una vera e propria linea di montaggio, la prima ad essere progettata secondo criteri industriali, monoscocca inclusa, la prima con un motore a 4 cilindri nato per essere prodotto in serie.<br \/>\nLe caratteristiche pi\u00f9 rilevanti della 1900 sono proprio le sue performance dinamiche: velocit\u00e0, tenuta di strada, maneggevolezza e sicurezza attiva hanno fatto di questo modello la prima berlina a tre volumi ad alte prestazioni, caratteristiche sino ad allora riservate a vetture decisamente sportive (nella configurazione di carrozzeria) e a modelli di segmento superiore. Prestazioni da sportiva &#8220;pura&#8221; in una vettura &#8220;da famiglia&#8221;, una proposta allora innovativa, in un mercato che si avviava verso i grandi numeri. La 1900 colleziona numerose vittorie, e tra queste l&#8217;ambito primo posto di classe alla &#8220;Carrera Panamericana Mexico&#8221; del 1954: \u00e8 proprio per questo che il celebre slogan che accompagna la pubblicit\u00e0 della vettura recita: &#8220;La berlina da famiglia che vince le corse&#8221;. Alla met\u00e0 degli anni Cinquanta diventa la prima &#8220;pantera&#8221; della Polizia di Stato, che si modernizza adottando un veicolo ad elevate prestazioni per far fronte alla criminalit\u00e0: un ruolo che ricopriranno tutte le berline Alfa Romeo successive.<br \/>\nIl quattro cilindri bialbero della 1900 riceve un costante aggiornamento, che lo porta fino alla soglia dei 115 cv: la berlina milanese arriva a toccare i 180 km\/h, velocit\u00e0 impensabile allora per una &#8220;vettura da famiglia&#8221;.<br \/>\nLa 1900 termina la sua carriera commerciale dopo 17.390 esemplari prodotti dalle linee del Portello.<\/p>\n<p>Giulia TI Super (1963)<\/p>\n<p>Nel 1962 debutta la Giulia, berlina con uno stile rivoluzionario e di rottura. Il claim della pubblicit\u00e0 dice &#8220;disegnata dal vento&#8221;: il coefficiente aerodinamico della &#8220;Giulia&#8221; segna un ottimo 0,34, ancora oggi competitivo. Questa berlina sportiva diventa la spina dorsale della produzione Alfa Romeo, \u00e8 il modello di trait d&#8217;union produttivo tra il Portello e Arese.<br \/>\nLa Giulia \u00e8 la prima vettura di grande serie con un cambio a cinque rapporti e tra le prime con la scocca a struttura differenziata: in caso di urto la cellula dell&#8217;abitacolo viene preservata, garantendo una maggior sicurezza dei passeggeri. Il motore 1600 a quattro cilindri della Giulia differisce in cilindrata e in materiali adottati da quello della &#8220;Millenove&#8221;: ha il basamento in alluminio invece della ghisa, \u00e8 sostanzialmente derivato dal &#8220;milletr\u00e8&#8221; della Giulietta (lanciata nel 1954) e rimane un propulsore estremamente sofisticato e performante, oltre che molto longevo. Le eccezionali caratteristiche dinamiche e progettuali della Giulia la proiettano, nelle sue varie versioni, a lusinghieri e incredibili risultati nelle competizioni. La &#8220;Giulia TI Super&#8221; del 1963 (112 cv e 190 km\/h), \u00e8 la pi\u00f9 rara e prestigiosa tra le Giulia: la versione &#8220;ready-to-race&#8221;, realizzata in 501 esemplari, quasi tutti in tinta &#8220;Biancospino&#8221;, con l&#8217;emblema del Quadrifoglio sulle fiancate e sul cofano del bagagliaio e con la carrozzeria &#8220;snellita&#8221; per migliorare ancora di pi\u00f9 le gi\u00e0 ottime prestazioni. La TI Super ha allevato una generazione di piloti che sono poi passati alle formule &#8220;maggiori&#8221;, permettendo loro di mettersi in luce con le vittorie e i piazzamenti conquistati al volante della berlina milanese. La TI Super \u00e8 particolarmente adatta per le corse su strada: non a caso nel suo palmares si annovera, tra i successi pi\u00f9 significativi, la vittoria di classe al &#8220;Tour de France Auto&#8221; del 1963. Al termine della loro lunghissima carriera commerciale, le vetture della serie Giulia superano il milione di esemplari prodotti.<\/p>\n<p>Alfetta (1972)<\/p>\n<p>Nel maggio del 1972, a Trieste, con la presenza del cinque volte Campione del Mondo di F.1 Juan Manuel Fangio, viene presentata alla stampa internazionale l&#8217;Alfetta, prestigiosa berlina sportiva della Casa del Biscione. La vettura \u00e8 completamente nuova e si colloca tra la 1750 e la 2000, entrambe derivate dalla Giulia e che via via verranno sostituite dalla nuova arrivata. L&#8217;Alfetta rappresenta tecnicamente lo stato dell&#8217;arte, un ulteriore step evolutivo dell&#8217;interpretazione del tema della &#8220;berlina sportiva&#8221;, iniziato vent&#8217;anni prima con la 1900. Quando viene lanciata, l&#8217;Alfetta \u00e8 la berlina di grande serie pi\u00f9 sofisticata del mercato: motore anteriore longitudinale (1779 cc, 122 cv, 180 km\/h), cambio e frizione collocate al posteriore (sistema &#8220;transaxle&#8221;) e sospensioni posteriori &#8220;De Dion&#8221;. Da questa soluzione tecnica la scelta del nome, che ricorda la monoposto di F.1 159, equipaggiata proprio con un ponte &#8220;De Dion&#8221; e portata alla vittoria del Campionato Mondiale 1951 da Juan Manuel Fangio.<br \/>\nNella campagna di lancio la comunicazione fa leva su questa tradizione storica di prestigio, utilizzando immagini che ritraggono l&#8217;Alfetta berlina collocata davanti all&#8217;omonima progenitrice di F.1. Gi\u00e0 nei primi mesi della sua lunga carriera commerciale (fino al 1984 in varie versioni e cilindrate) l&#8217;Alfetta si rivela un successo: da sola occupa il 40% del segmento di mercato. La berlina milanese, negli anni Ottanta, porta al debutto in Europa il &#8220;variatore di fase&#8221; (brevetto internazionale Alfa Romeo), una soluzione tecnica fondamentale ancora oggi nella progettazione dei motori. Oltre alle indubbie doti dinamiche, l&#8217;Alfetta ha una buona abitabilit\u00e0 e un buon confort, evolvendo in ottica moderna il concetto di &#8220;berlina ad alte prestazioni&#8221;. Nel 1984 l&#8217;Alfetta termina il proprio ciclo produttivo, dopo 476.000 esemplari costruiti.<\/p>\n<p>Alfa 75 Turbo Evoluzione IMSA (1988)<\/p>\n<p>In occasione del 75\u00b0 anniversario dell&#8217;Alfa Romeo, nel 1985, la Casa Milanese presenta l&#8217;Alfa 75: berlina sportiva compatta che sostituisce la Nuova Giulietta (1977-1984) e ne amplia l&#8217;offerta di propulsori, arrivando fino al 6 cilindri a V di 2,5 litri (poi ulteriormente incrementato a 3 litri). La &#8220;75&#8221; condivide molti componenti di meccanica e di carrozzeria con la Nuova Giulietta, a sua volta derivata dall&#8217;Alfetta. Il risultato \u00e8 un carry-over di successo, con un design molto personale e identificativo, che porta con s\u00e9 due importanti novit\u00e0: il motore due litri (1962 cc, 148 cv, 205 km\/h) a doppia accensione (&#8220;Twin Spark&#8221;) e il debutto di un motore &#8220;turbo&#8221; prodotto in grande serie (1779 cc, 155 cv, 215 km\/h), il primo ad adottare un modernissimo controllo elettronico della sovralimentazione. Proprio dalla 75 Turbo, nella versione Evoluzione, nasce nel 1988 la vettura preparata secondo il regolamento &#8220;IMSA&#8221; (International Motor Sport Association), che vince due edizioni del &#8220;Giro d&#8217;Italia Automobilistico&#8221; (1988 e 1989). In questa configurazione la 75 raggiunge una potenza di 335 cv nell&#8217;88 e di 400 nell&#8217;anno successivo, ed \u00e8 caratterizzata da una carrozzeria con carreggiate allargate e un&#8217;aerodinamica affinata, con un vistoso spoiler posteriore in fibra di carbonio.<br \/>\nLa 75 termina la sua carriera nel 1992, dopo 387.000 esemplari venduti anche negli USA &#8211; dove \u00e8 orgogliosamente ridenominata &#8220;Milano&#8221; &#8211; e rappresenta l&#8217;ultima vettura della straordinaria e longeva serie Alfetta.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dal 18 al 20 marzo si svolger\u00e0 l&#8217;edizione 2016 di &#8220;Milano AutoClassica &#8220;, la rassegna dedicata alle vetture d&#8217;epoca ospitata presso la Fiera di Milano Rho. Tra i partecipanti FCA &#8211; con i marchi Alfa Romeo, Abarth e Fiat &#8211; che nell&#8217;hall 12 esporr\u00e0 alcuni preziosi esemplari storici e le ultime novit\u00e0 di attuale produzione. 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