{"id":27106,"date":"2016-09-25T07:57:43","date_gmt":"2016-09-25T05:57:43","guid":{"rendered":"http:\/\/abmnews.com\/blog\/?p=27106"},"modified":"2016-09-25T07:57:43","modified_gmt":"2016-09-25T05:57:43","slug":"terra-madre-salone-del-gusto-e-voler-bene-alla-terra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.abmnews.com\/blog\/terra-madre-salone-del-gusto-e-voler-bene-alla-terra\/","title":{"rendered":"Terra Madre Salone del Gusto \u00e8 Voler bene alla terra"},"content":{"rendered":"<div class=\"page\" title=\"Page 1\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>Moltissime le novit\u00e0 di questa edizione, in cui si celebrano i 20 anni dalla nascita del Salone internazionale del Gusto e i 30 anni di attivit\u00e0 di Slow Food in Italia. Organizzato da Slow Food, Regione Piemonte e Citt\u00e0 di Torino dal 22 al 26 settembre, quest\u2019anno l\u2019evento si sposta per la prima volta nel cuore di Torino, uscendo dal polo fieristico, per venire incontro al pubblico e coinvolgere tutta la citt\u00e0.<\/p>\n<p>La manifestazione cambia anche nome, portando in primo piano Terra Madre per sottolineare la centralit\u00e0 delle Comunit\u00e0 del cibo e il ruolo da protagonisti che sempre pi\u00f9 \u00e8 assegnato a tutti coloro che nel mondo coltivano e producono il nostro cibo, mettendo in evidenza valori come responsabilit\u00e0 sociale e sostenibilit\u00e0.<\/p>\n<p>Il tema di Terra Madre Salone del Gusto 2016, Voler bene alla terra, racchiude in s\u00e9 il cuore delle attivit\u00e0 di Slow Food nel mondo. \u00abVoler bene alla terra significa prendersene cura, occuparsene con gentilezza e amore: coltivare e custodire l\u2019ambiente deve essere il segno distintivo di questo momento\u00bb, commenta Carlo Petrini, presidente di Slow Food. \u00abServe una mobilitazione delle anime di tutti noi, un movimento globale che prenda in mano le disuguaglianze economiche ed ecologiche e si impegni per risolverle\u00bb.<\/p>\n<p>Tutti possiamo dimostrare il nostro amore per la terra quando facciamo la spesa, quando ci trasformiamo da consumatori a co-produttori, quando non ci limitiamo a comprare ci\u00f2 che mangiamo, ma cerchiamo di guardare a come quel cibo \u00e8 stato prodotto, alla sua storia e alla sua origine, alle mani, ai volti e al lavoro che gli hanno dato vita. \u00abNoi, con le nostre scelte, determiniamo il successo di un sistema di produzione, di agricoltura, di allevamento, &#8211; continua Petrini \u2013 e soprattutto determiniamo il futuro del pianeta\u00bb.<\/p>\n<p>Contadini, pescatori, artigiani, allevatori e cuochi di Terra Madre mostrano come il primo atto di amore per la terra sia seminarla con semi buoni, innaffiarla quando lo richiede, garantirne la fertilit\u00e0, raccoglierne i frutti coltivati con rispetto, senza esigere pi\u00f9 di quanto possa dare. \u00abSe penso al mondo contadino, vedo i custodi dei saperi e delle conoscenze agricole sostenibili, vedo giovani che decidono di non abbandonare i loro luoghi per continuare a custodirli e coltivarli, vedo donne che non solo cucinano il cibo, ma si prendono cura delle materie prime e ne conservano la memoria. Sono loro i veri protagonisti dell\u2019evento che potete incontrare a Torino\u00bb.<\/p>\n<p>Un evento quindi che si apre al mondo: \u00abVogliamo andare incontro alla gente che ancora non fa parte della nostra rete, raccontare loro ci\u00f2 che facciamo ma soprattutto coinvolgerli in ci\u00f2 che possiamo fare insieme. Siamo in tanti a voler bene alla terra, e se<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"page\" title=\"Page 2\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>riusciremo a unire tutti i nostri piccoli gesti, potremo davvero fare la differenza\u00bb, conclude Petrini.<\/p>\n<p>Organizzato da Slow Food, Regione Piemonte e Citt\u00e0 di Torino in collaborazione con Mipaaf, Terra Madre Salone del Gusto \u00e8 reso possibile grazie al sostegno di numerose realt\u00e0, tra le quali citiamo gli Official Partner: Lurisia, Pastificio di Martino, Radeberger Gruppe Italia, Elpe, Lavazza, Sapori, Iren, Intesa San Paolo; con il contributo di Coldiretti; i sostenitori della Fondazione Terra Madre e di Slow Food: Compagnia di San Paolo, Fondazione CRT-Cassa di Risparmio di Torino e Associazione delle Fondazioni di origine bancaria del Piemonte. Con il sostegno di IFAD, Unione Europea e CIA.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"page\" title=\"Page 3\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>Terra Madre Salone del Gusto: che numeri! Spazi allestiti<\/p>\n<p>12.000 metri quadri al Parco del Valentino e 3000 nel centro di Torino<\/p>\n<p>Mercato<br \/>\n900 espositori da 100 Paesi<br \/>\n170 Pres\u00ecdi Slow Food italiani di cui 28 Pres\u00ecdi nuovi<br \/>\n140 Pres\u00ecdi Slow Food internazionali provenienti da 57 Paesi di cui 29 Pres\u00ecdi nuovi<\/p>\n<p>Partecipano all\u2019evento<br \/>\n7000 delegati della rete di Terra Madre provenienti da 143 Paesi 1000 Comunit\u00e0 del cibo<br \/>\n1000 volontari in citt\u00e0<\/p>\n<p>Ospitalit\u00e0<br \/>\n150 famiglie ospitanti in Torino<br \/>\n850 posti letto messi a disposizione dalle famiglie nelle oltre 40 Citt\u00e0 di Terra Madre che coinvolgono 5 province piemontesi<br \/>\nper un totale di 1200 delegati accolti dalle comunit\u00e0 torinesi e piemontesi per tutto il<\/p>\n<p>periodo dell\u2019evento<\/p>\n<p>Cibi di strada<br \/>\n10 Cucine di strada<br \/>\n15 Food Truck<br \/>\n36 birrifici artigianali presso BirraMurazzi<\/p>\n<p>Enoteca<br \/>\nProporr\u00e0 in degustazione oltre 1000 etichette italiane e internazionali<\/p>\n<p>Programma<br \/>\nOltre 900 eventi in programma<\/p>\n<p>100 Laboratori del Gusto di cui 30 dedicati al vino, 15 dedicati alla birra, 11 al caff\u00e8, 8 alla pasta, 15 ai prodotti del territorio, 6 agli abbinamenti con il Sigaro Toscano, 15 appuntamenti di Mixology<\/p>\n<p>26 lezioni di Scuola di Cucina<br \/>\n13 Appuntamenti a Tavola<br \/>\n18 appuntamenti alla Cucina dell\u2019Alleanza<br \/>\n43 appuntamenti alla Via del Gelato e nella Caffetteria dei Pres\u00ecdi<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"page\" title=\"Page 4\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>6 Master of Food dedicati al caff\u00e8<br \/>\nOltre 65 chef presenti, di cui 20 internazionali e pi\u00f9 di 300 produttori coinvolti negli<\/p>\n<p>appuntamenti<br \/>\nOltre 60 chef presenti alle Cucine di Terra Madre da 5 continenti<\/p>\n<p>Educazione<br \/>\n180 attivit\u00e0 dedicate a scuole e famiglie<\/p>\n<p>Incontri e conferenze<br \/>\n11 Conferenze al Teatro Carignano<br \/>\n40 Forum di Terra Madre<br \/>\n60 Incontri regionali per la rete di Terra Madre 26 Incontri dedicati alle attivit\u00e0 di Slow Food<\/p>\n<p>19 appuntamenti nello spazio Slow Fish alla Terrazza Armida, Parco del Valentino 10 appuntamenti nello spazio Let it Bee nel cortile del Rettorato di via Po<br \/>\n12 appuntamenti nello spazio Indigeni al Parco del Valentino<br \/>\n8 appuntamenti dallo Slow Food Youth Network<\/p>\n<p>30 appuntamenti dedicati al tema Migranti<\/p>\n<p>Oltre 30 appuntamenti organizzati nelle aree tematiche dedicate a olio, legumi, carne e biodiversit\u00e0<br \/>\n6 presentazioni di libri di Slow Food Editore<\/p>\n<p>Universit\u00e0 di Scienze Gastronomiche<br \/>\n24 Conferenze e Workshop, 4 Cene organizzate dall\u2019Universit\u00e0 di Scienze Gastronomiche di Pollenzo e 1 Eat-in<\/p>\n<p>38 attivit\u00e0 gestite dalla Condotta degli studenti UNISG, di cui 5 Bike n&#8217;Eat, 12 tour dei Personal Shopper, 9 Walk n\u2019Eat, 2 Urban Foraging, 2 Beer Tasting, 8 Wine Tasting<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"page\" title=\"Page 5\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>Il Red Carpet di Terra Madre Salone del Gusto 2016<\/p>\n<p>Un tappeto rosso simbolico che attraversa tutta la citt\u00e0 e vede sfilare alcuni tra i nomi noti del panorama gastronomico, giornalistico, culturale e istituzionale: a Terra Madre Salone del Gusto potete incontrare chef, giornalisti, attivisti, esperti e scrittori, impegnati nei molti appuntamenti in programma.<\/p>\n<p>Ad aprire la rassegna torinese gioved\u00ec 22 settembre alle 11 al Teatro Carignano, il magistrato Gian Carlo Caselli che racconta la situazione delle agromafie nella Conferenza Sapori fuori legge \u2013 Cibo, agromafie, contraffazioni. L\u2019acquisto consapevole come pratica di legalit\u00e0 quotidiana. Con lui anche il fondatore del Gruppo Abele don Luigi Ciotti.<\/p>\n<p>Davide Scabin, eclettico chef del Combal.Zero di Rivoli, \u00e8 protagonista di Scabinsky Runner: 2016 licenza di cucinare gioved\u00ec 22 settembre alle 14 a Eataly Lingotto e di L\u2019arte contemporanea e le sue forme: Amar Kanwar, Carolyn Christov-Bakargiev e Davide Scabin di venerd\u00ec 23 settembre alle 17 presso il Castello di Rivoli.<\/p>\n<p>Il Ministro dei beni e delle attivit\u00e0 culturali e del turismo Dario Franceschini partecipa gioved\u00ec 22 settembre alle 15 al taglio del nastro dell\u2019evento.<\/p>\n<p>Elena Delmagno, esperta barlady e ambasciatrice Martini per l\u2019Europa del sud, partecipa a Vermouth di Torino, tradizione e innovazione gioved\u00ec 22 settembre alle 15 presso Aste Bolaffi. Con lei anche Walter Gosso, considerato uno dei massimi esponenti del bartending italiano e vincitore del prestigioso Martini Grand Prix.<\/p>\n<p>Ivan Milani, chef del ristorante Piano 35, vi accoglie nella sua cucina gioved\u00ec 22 settembre alle 16 con Il tradizionale di modena e la cucina di Ivan Milani e venerd\u00ec 23 alle 16 con Legumi in verticale. Milani partecipa anche al Convegno Gastronomedia: come mi racconti il cibo?, sabato 24 settembre alle 10 al Grattacielo Intesa Sanpaolo.<\/p>\n<p>Nicolas Joly, vignaiolo dell\u2019azienda Clos de la Coul\u00e9e de Serrant nella Loira e fondatore di Renaissance des Appellations, presenta il libro Il vino, la vigna e la biodinamica, gioved\u00ec 22 settembre alle 18 all\u2019Orto Botanico di Torino nel Parco del Valentino.<\/p>\n<p>Lo chef due stelle Michelin Xavier Pellicer gioved\u00ec 22 settembre alle 20.30 vi accoglie con l\u2019Appuntamento a Tavola Il C\u00e9leri di Xavier Pellicer: \u201cThe place to be\u201d di Barcellona, mentre venerd\u00ec 23 alle 11 potete vederlo all\u2019opera alla Scuola di Cucina Il mondo vegetale di Xavier Pellicer, entrambi a Eataly Lingotto.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"page\" title=\"Page 6\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>Ezio Bosso, pianista torinese, \u00e8 protagonista di We are what we live, concerto di apertura organizzato da Lavazza gioved\u00ec 22 settembre alle 21 al Teatro Carignano.<\/p>\n<p>Carolyn Christov-Bakargiev \u00e8 la direttrice della Galleria di Arte Moderna di Torino e del Museo di Arte contemporanea del Castello di Rivoli. Insieme all\u2019artista indiano Amar Kanwar partecipano a Il rapporto con la terra attraverso l\u2019arte contemporanea venerd\u00ec 23 settembre alle 11 al Teatro Carignano. A partire dalle 17 potete invece incontrarli all\u2019appuntamento gastronomico L\u2019arte contemporanea e le sue forme: Amar Kanwar, Carolyn Christov-Bakargiev e Davide Scabin al Castello di Rivoli.<\/p>\n<p>Il Ministro alle politiche agricole, alimentari e forestali Maurizio Martina partecipa alla presentazione di Save Bag, per l\u2019Italia che non spreca, venerd\u00ec 23 settembre alle 12 presso i Magazzini Oz.<\/p>\n<p>Il fotografo francese Denis Rouvre presenta insieme a Francesca Lavazza e alla direttrice di Camera Lorenza Bravetta I volti della Terra &#8211; Il racconto fotografico del Calendario Lavazza 2017, venerd\u00ec 23 settembre alle 12 presso lo spazio Lavazza all\u2019ex Borsa Valori. In collaborazione con La Stampa.<\/p>\n<p>Se volete conoscere Marion Nestle potete partecipare alla Conferenza Loro sono giganti, ma noi siamo moltitudine venerd\u00ec 23 settembre alle 14 al Teatro Carignano. Qui potete incontrare anche l\u2019attivista ed europarlamentare francese Jos\u00e9 Bov\u00e9.<\/p>\n<p>Il Presidente della Repubblica partecipa alla cerimonia di apertura di Terra Madre Salone del Gusto venerd\u00ec 23 settembre alle 18 al Teatro Carignano.<\/p>\n<p>Venerd\u00ec 23 settembre alle 19 presso il Pastificio Defilippis in via Lagrange, Giuseppe Culicchia presenta Agnolotti, il libro della collana Piccola Biblioteca di Cucina Letteraria di Slow Food Editore. Lo scrittore partecipa anche all\u2019incontro Torino \u00e8 una citt\u00e0 che cambia, luned\u00ec 26 settembre alle 12 presso lo spazio Lavazza all\u2019ex Borsa Valori. In collaborazione con La Stampa.<\/p>\n<p>Venerd\u00ec 23 alle 19.30 in collaborazione con La Stampa presso lo spazio Lavazza all\u2019ex Borsa Valori Luciana Littizzetto e il vicedirettore de La Stampa Massimo Gramellini partecipano a Riti e manie degli italiani a tavola, moderati da Luca Ubaldeschi, vicedirettore de La Stampa.<\/p>\n<p>Mart\u00ecn Castrogiovanni, rugbista italiano, partecipa alla cena Terzo tempo Toscano: verso la meta con Liberamensa, organizzata presso la Casa Circondariale Lorusso e Cutugno venerd\u00ec 23 settembre alle 20.30.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"page\" title=\"Page 7\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>Norbert Niederkofler, chef stellato altoatesino, vi aspetta alla Cucina dell\u2019Alleanza in piazza Castello venerd\u00ec 23 settembre alle 21 per l\u2019appuntamento Norbert Niederkofler: cook the mountain.<\/p>\n<p>Mauro Berruto, amministratore delegato della Scuola Holden, partecipa al convegno Gastronomedia: come mi racconti il cibo?, sabato 24 settembre alle 10 presso il Grattacielo Intesa Sanpaolo. Berruto partecipa anche a eartHeart: difendi il futuro. Presentazione della nuova campagna internazionale di Slow Food, sabato alle 12 alla Scuola Holden.<\/p>\n<p>Anuradha Mittal, fondatrice dell\u2019Oakland Institute, partecipa alla Conferenza L\u2019agroecologia pu\u00f2 sfamare il mondo? sabato 24 settembre alle 11 al Teatro Carignano e al Forum di Terra Madre Gi\u00f9 le mani dalla Terra!, il 24 alle 13.30 a Torino Esposizioni.<\/p>\n<p>Michele Di Carlo, battezzato \u201cgustosofo\u201d, \u00e8 il presidente del Classic Cocktail Club e docente del Master of Food sui distillati. Vi aspetta il 24 settembre alle 12 per Arca del Gusto on the rocks da Aste Bolaffi.<\/p>\n<p>Alice Waters \u00e8 vicepresidente di Slow Food e fondatrice del ristorante Chez Panisse. Ascoltatela durante La rivoluzione dell\u2019orto, la conferenza di sabato 24 settembre alle 14 al Teatro Carignano, a cui partecipa anche Ronnie Finley, designer e guerrilla gardener. Cresciuto nella parte sud di Los Angeles, si dedica all\u2019educazione alimentare della comunit\u00e0 attraverso gli orti urbani. Il suo progetto ha attirato l\u2019attenzione del produttore John Legend, che ha prodotto il docu-film \u201cCan You Dig This?\u201d (2015).<\/p>\n<p>In collaborazione con La Stampa presso lo spazio Lavazza all\u2019ex Borsa Valori lo chef Pietro Leeman parla di L\u2019universo vegano, pro e contro di uno stile di vita, sabato 24 settembre alle 15.30.<\/p>\n<p>Michel Bras, tre stelle Michelin, \u00e8 tra i relatori della Conferenza Se i grandi chef si alleano con i contadini di sabato 24 settembre alle 17 al Teatro Carignano. Insieme a lui anche Olivier Roellinger, quarto chef francese a rinunciare alla terza stella Michelin, e Altin Prenga, anima dell\u2019Alleanza Slow Food dei Cuochi in Albania.<\/p>\n<p>Gino Strada \u00e8 il fondatore di Emergency. Lo trovate domenica 25 settembre alle 14 al Teatro Carignano alla Conferenza Terra, conflitti e migrazioni \u2013 Le ragioni di chi parte, le battaglia di chi resta, insieme a Zerocalcare, fumettista italiano ed Edward Loure Ole Parmelo, attivista tanzaniano, membro e leader della trib\u00f9 Masai e laureato in gestione e management, che ha difeso 80.000 ettari di terre indigene nel suo paese, cercando di contrastare il land grabbing. Nel 2016 ha vinto il Goldman Environmental Prize (Nobel per l\u2019ambiente) per l\u2019Africa.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"page\" title=\"Page 8\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>Zerocalcare, insieme alla scrittrice e blogger Barbara Abdeni Massaad \u00e8 tra i protagonisti di Soup for Syria, libro di cui \u00e8 autrice, presso la Biblioteca Ginzburg\/Lombroso domenica 25 settembre alle 18.<\/p>\n<p>Franco Berrino, medico epidemiologico esperto della relazione tra alimentazione e salute, interviene alla Conferenza Il nostro cibo quotidiano: veleno o medicina? domenica 25 settembre alle 11 al Teatro Carignano.<\/p>\n<p>Il regista francese Yann Arthus-Bertrand partecipa a Il pianeta visto dal cielo e attraverso i volti dell\u2019umanit\u00e0 domenica 25 settembre alle 17 al Teatro Carignano in compagnia di Alberto Barbera, direttore del Museo del Cinema di Torino.<\/p>\n<p>Simone Salvini, noto chef fiorentino, \u00e8 il protagonista di Simone Salvini: le nuove frontiere della cucina vegetariana mediterranea domenica 25 settembre alle 15 alla Cucina dell\u2019Alleanza in Piazza Castello.<\/p>\n<p>Lo chef Carlo Cracco e il musicista Saturnino partecipano a Quando la cucina fa spettacolo, domenica 25 settembre alle 19.30 presso lo spazio Lavazza all\u2019ex Borsa Valori. In collaborazione con La Stampa.<\/p>\n<p>Victoria Tauli \u2013 Corpuz, UN Special Rapporteur on Indigenous Rights e Roberto Barbieri, direttore generale Oxfam, partecipano al convegno Land Rights Now: La nostra terra. I nostri diritti. La nostra vita, nello spazio Indigeni al Parco del Valentino luned\u00ec 26 settembre alle 10.30.<\/p>\n<p>Christian Greco \u00e8 il giovane direttore del Museo Egizio di Torino. Potete incontrarlo luned\u00ec 26 settembre alle 11 durante la Conferenza Cibo e agricoltura in Egitto, ieri e oggi al Teatro Carignano.<\/p>\n<p>Francesco Bandarin, vicedirettore Generale UNESCO per la Cultura, Cosimo Lacirignola, segretario generale del CIHEAM, Laurent Thomas, vicedirettore generale della FAO, Giuseppe Casale, vicedirettore dell&#8217;Ufficio Regionale ILO di Torino e Sergio Piazzi, Segretario Generale dell&#8217;Assemblea Parlamentare del Mediterraneo (APM) partecipano alla conferenza stampa La Dieta Mediterranea per una Cooperazione Internazionale nel Mediterraneo luned\u00ec 26 settembre alle 11.30 al Castello del Valentino.<\/p>\n<p>Enrico Crippa, chef albese del ristorante Piazza Duomo, vi aspetta luned\u00ec 26 settembre alle 14 alla Scuola di Cucina Enrico Crippa: con i piedi per terra e l\u2019orto nella testa presso Eataly Lingotto.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"page\" title=\"Page 9\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>L\u2019economista e filosofo francese Serge Latouche partecipa alla Conferenza Un nuovo mondo \u00e8 possibile, anzi necessario luned\u00ec 26 settembre alle 14 al Teatro Carignano.<\/p>\n<p>Nel grande Mercato internazionale potete incontrare le produttrici messicane di Peperoncino Serrano (di montagna) di Tlaola, il cinquecentesimo Presidio Slow Food coltivato da 13 donne indigene Nahua riunite nell\u2019impresa di economia sociale e solidale Mopampa. Potete incontrarle allo stand M003.<\/p>\n<p>Per la prima volta la Finlandia \u00e8 presente a Terra Madre Salone del Gusto, potete trovare i produttori nel Mercato internazionale e all\u2019evento Sarastus: Italia e Finlandia insieme per il cambiamento. Verso una rete di formazione globale, sabato 24 e domenica 25 settembre all\u2019Ospedale San Giovanni Vecchio.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"page\" title=\"Page 10\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>Cibi in viaggio alla volta di Torino<\/p>\n<p>Le avventure dei prodotti verso Terra Madre Salone del Gusto<\/p>\n<p>Nell\u2019era degli acquisti su internet e delle spedizioni intercontinentali, far arrivare a Torino i prodotti che animano il mercato di Terra Madre Salone del Gusto pu\u00f2 sembrare piuttosto semplice: si tratta, in fondo, di impacchettare miele, fonio, bulgur e molto altro e spedire tutto in Italia. Ma se questo pu\u00f2 essere l\u2019iter per i produttori dell\u2019Unione Europea, non si pu\u00f2 dire altrettanto per i prodotti che provengono da Comunit\u00e0 del cibo e Pres\u00ecdi extra- europei: il loro viaggio \u00e8 molto pi\u00f9 complicato. \u00abQuest\u2019anno sono stati due prodotti senegalesi i primi a decollare alla volta di Torino: il Presidio del cuscus salato di miglio dell\u2019isola di Fadiouth e il fonio di Tambacounda e Kolda coltivato da una Comunit\u00e0 del cibo, grazie alla preziosa collaborazione del referente locale di Slow Food, Hady Diop. \u00abIn tutto sono arrivati a Torino circa 200 prodotti\u00bb, racconta Alessandra Turco, responsabile di questo settore all\u2019interno della Fondazione Slow Food per la Biodiversit\u00e0. Si tratta di cibi noti e meno noti, alcuni a Torino per la prima volta, che possono essere scoperti e assaggiati nelle bancarelle del Mercato internazionale e nelle Cucine di Terra Madre, preparati secondo ricette tradizionali dalle mani esperte dei delegati.<\/p>\n<p>\u00abI problemi delle spedizioni sono davvero tanti \u2013 continua Alessandra \u2013 ma grazie all\u2019esperienza sviluppata nelle precedenti edizioni dell\u2019evento e alla collaborazione della cooperativa di commercio equo-solidale Scambi Sostenibili, ora sappiamo come muoverci. Per far s\u00ec che i prodotti arrivino a destinazione, \u00e8 fondamentale la collaborazione con la rete Slow Food locale, che svolge un\u2019intermediazione basilare sotto molti punti di vista, primo fra tutti la lingua: per esempio, non possiamo aspettarci che tutti gli allevatori kenioti conoscano l\u2019inglese, abbiamo bisogno di qualcuno parli swahili\u00bb.<\/p>\n<p>Il primo ostacolo da superare \u00e8 rappresentato dalla documentazione: \u00abun esempio banale \u00e8 la fattura, indispensabile per far entrare qualunque merce in territorio italiano. Molti produttori non hanno idea di cosa si tratti e ci mandano semplicemente un foglietto che riporta il prezzo\u00bb. Un altro documento necessario \u00e8 il certificato d\u2019origine, che indica il luogo di produzione di un alimento, ma non \u00e8 familiare a tutti. Ad esempio, non lo \u00e8 ai giovani allevatori di api native di Rio Grande do Norte o ai produttori di frutta secca del Kotayk. Spesso \u00e8 necessario contattare direttamente la Camera di Commercio del Paese in questione, ma non \u00e8 sempre facile, neppure con l\u2019aiuto dei referenti in loco. Una volta ottenuta la documentazione per l\u2019importazione, la strada verso Torino si fa un po\u2019 pi\u00f9 breve ma mancano ancora informazioni fondamentali per passare la dogana in tutta sicurezza. Stiamo parlando dell\u2019etichettatura: la legge europea in materia \u00e8 piuttosto precisa e restrittiva, allergeni e ingredienti sono solo alcuni dei dati che un\u2019etichetta legale deve contenere, \u00abma chiedere queste informazioni ai nostri delegati spesso \u00e8 come chiedere una ricetta alla nonna, ti dir\u00e0 che ha messo un po\u2019 di questo e un po\u2019 di quello, non quantit\u00e0 precise\u00bb. E a volte non sono indicati neppure gli ingredienti esatti: \u00abho ricevuto confetture fatte con un frutto il cui nome non mi diceva nulla e di cui i produttori<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"page\" title=\"Page 11\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>conoscevano solo il nome locale, un\u2019informazione insufficiente per risalire alla specie\u00bb racconta Alessandra. Come \u00e8 facile immaginare, non \u00e8 sempre semplice ottenere questi certificati per chi non ha dimestichezza con le regole del commercio internazionale: i produttori di piccola scala che arrivano a Torino, infatti, normalmente vendono sul mercato locale e si occupano di tutto in prima persona; non hanno certo un responsabile esportazioni. \u00abMa perch\u00e9 tutti possano partecipare alla grande festa di Terra Madre Salone del Gusto, il Ministero della Salute italiano ci fornisce un aiuto importante, dandoci la possibilit\u00e0 di seguire una prassi particolare\u00bb.<\/p>\n<p>Per alcuni prodotti per esempio si procede importando con largo anticipo un campione che viene poi consegnato all\u2019Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Piemonte, Liguria e Valle d\u2019Aosta e al Laboratorio Chimico della Camera di Commercio di Torino per le dovute analisi. Se sono conformi alla legislazione nazionale ed europea sull\u2019igiene e la sicurezza alimentare, i risultati delle analisi sono spediti a Roma al Ministero della Salute e si richiede una deroga, grazie alla quale \u00e8 possibile importare le quantit\u00e0 desiderate del prodotto in questione. Superata la dogana, i prodotti sono controllati dall\u2019Asl di Torino nei giorni precedenti all\u2019evento, per poter essere venduti in totale sicurezza ai visitatori. Tutto ci\u00f2 che non viene venduto deve essere distrutto, perch\u00e9 la deroga alla vendita vale solo nei giorni dell\u2019evento. Interessanti i casi del miele di melipona e del formaggio a latte crudo, protagonisti di curiose vicissitudini. \u00abL\u2019Unione Europea considera mieli solo quelli fatti da Ape europea (Apis mellifera) ma in Africa, Asia e America Latina esiste anche la famiglia delle melipone, minuscole api senza pungiglione che producono un miele liquido, aromatico, usato come dolcificante e nella medicina naturale. Per poter vendere questi mieli \u00e8 necessario cambiare nome: non miele, ma \u201ccrema spalmabile di apicoltura nativa\u201d\u00bb. I formaggi a latte crudo invece si possono importare soltanto dall\u2019Unione europea e da un gruppo ristretto di altri Paesi. Per poter presentare i prodotti caseari di altre realt\u00e0, si ricorre a soluzioni fantasiose.<\/p>\n<p>Ad esempio i produttori di Capo Verde ed Egitto raggiungono l\u2019Italia qualche giorno prima e producono i loro formaggi in alcune aziende piemontesi che mettono a disposizione materie prime e personale (l\u2019azienda agricola Cascina Rosa di Cantalupa e il Caseificio Moris di Caraglio). Queste versioni dei loro formaggi danno per\u00f2 la possibilit\u00e0 ai visitatori di conoscere tecniche e prodotti che non potrebbero raggiungere l\u2019Italia in nessun altro modo. Infine, ci sono prodotti che non possono arrivare a Torino per via delle situazioni politiche dei loro Paesi: \u00e8 il caso dei datteri delle oasi libiche, variet\u00e0 meravigliose che nelle scorse edizioni avevano riscosso un grande successo. L\u2019uvetta abjosh di Herat (Afganistan), invece, arriva su un aereo militare, grazie alla collaborazione del Ministero della Difesa, dell\u2019Esercito Italiano e del Comando Operativo di vertice Interforze (COI). Grazie alla collaborazione di molti attori, i prodotti arrivano sani e salvi a destinazione, pronti a raccontare le loro avventure e soprattutto a intraprendere la pi\u00f9 grande di tutte: partecipare a Terra Madre Salone del Gusto!<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"page\" title=\"Page 12\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>Terra Madre Salone del Gusto: la generosit\u00e0 del Piemonte,<\/p>\n<p>casa di tutti nei giorni dell\u2019evento<\/p>\n<p>Sono 1200 i posti letto messi a disposizione dalle famiglie torinesi e piemontesi per ospitare i delegati<\/p>\n<p>\u00abTempo fa, in un momento terribile per l&#8217;ospitalit\u00e0 in Europa, ho chiesto ai torinesi e ai piemontesi un grande favore. Ho chiesto loro di rinnovare e di superare il grande impegno con cui hanno sempre accolto i delegati di tutto il mondo durante gli eventi organizzati da Slow Food. Oggi, a pochi mesi di distanza, in un momento in cui si ergono muri invece di costruire ponti, e in una situazione in cui dominano ancora la diffidenza e l&#8217;odio verso lo straniero e verso l&#8217;estraneo, come sottolineato dai fatti di questi mesi, ecco che io sento di poter dire che s\u00ec, come si suol dire, &#8220;la paura fa 90&#8221;: ma la gentilezza, l&#8217;accoglienza, la condivisione, fanno 1000 e pi\u00f9\u00bb.<\/p>\n<p>Sono queste le parole con cui il Presidente di Slow Food Carlo Petrini fa il punto sulla situazione dell&#8217;ospitalit\u00e0 per i delegati ospitati dalla popolazione del capoluogo piemontese e della provincia durante l&#8217;edizione 2016 di Terra Madre Salone del Gusto. Sono infatti 1200 i posti letto messi a disposizione dei delegati dalle famiglie, 150 nel territorio cittadino, 850 nelle province limitrofe di cui 200 grazie all\u2019aiuto della Confederazione Italiana Agricoltori, mentre la Coldiretti contribuisce ad ospitare 300 persone in strutture diffuse sul territorio.<\/p>\n<p>\u00abSi tratta di un risultato enorme, che testimonia ancora una volta l&#8217;affetto dei torinesi e dei piemontesi verso Terra Madre Salone del Gusto e verso la grande rete delle Comunit\u00e0 del cibo, una grande famiglia fatta di storie, di volti e di mani che, in 170 Paesi in tutto il mondo, lavorano e combattono per garantire cibo buono, pulito e giusto non soltanto a noi, ma soprattutto ai nostri figli. Una famiglia di cui tutti facciamo parte, perch\u00e9 il diritto al piacere del cibo vero ci rende tutti fratelli e fa di tutti noi i protagonisti di un cambiamento necessario\u00bb.<\/p>\n<p>Grazie alla generosit\u00e0 delle famiglie ospitanti, al lavoro dei referenti sul territorio e alla collaborazione del Comune di Torino e della Regione Piemonte, i delegati di Terra Madre presenti a Torino possono cos\u00ec incontrarsi per discutere problematiche e progetti futuri e condividere con i visitatori e con gli altri delegati le proprie esperienze, i propri sogni, le proprie paure e le proprie speranze, gettando semi destinati a crescere e a durare ben oltre il termine dell&#8217;evento. Al loro rientro nei rispettivi Paesi d&#8217;origine, il ricordo dei giorni della manifestazione sar\u00e0 un tesoro da condividere con tutti i membri della Comunit\u00e0, per migliorare le tecniche di lavorazione della terra, allargare gli orizzonti tecnici e culturali e rinsaldare i legami tra produttori, trasformatori e consumatori.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"page\" title=\"Page 13\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>Un evento per scuole e famiglie<\/p>\n<p>Il futuro del cibo parte dai pi\u00f9 piccoli<\/p>\n<p>Voler bene alla terra e alle generazioni che la abiteranno dopo di noi dipende molto dal presente e dai comportamenti che assumiamo ogni giorno nel rapporto con il cibo. Per questo da sempre Slow Food punta a coinvolgere bambini e famiglie in attivit\u00e0 educative e ricreative. Terra Madre Salone del Gusto 2016 propone un ricco programma di laboratori ideali per tutti basati sull\u2019osservazione e l\u2019esperienza diretta, il modo migliore secondo Slow Food per parlare di cibo ai pi\u00f9 piccoli, e perch\u00e9 no, anche ai loro genitori. I numerosi appuntamenti di Terra Madre Salone del Gusto hanno luogo nel cuore di Torino, partendo dal Borgo Medievale nel parco del Valentino.<\/p>\n<p>A spasso con la maestra<\/p>\n<p>Molte le attivit\u00e0 dedicate alle classi, che coinvolgono insegnanti e alunni in incontri ludico-didattici per insegnare ai bambini a crescere da buoni co-produttori, partecipando quindi alle scelte dei genitori al momento della spesa e comprendendo a pieno il ciclo delle stagioni. Per conoscere pi\u00f9 da vicino un ingrediente alla base della dieta mediterranea, quest\u2019anno Slow Food Educazione dedica un laboratorio all\u2019olio extravergine d\u2019oliva, Goccia a goccia, una vera e propria palestra per i sensi, che saranno allenati a riconoscere oli diversi e le loro caratteristiche, anche quelle pi\u00f9 sgradevoli: chi sar\u00e0 il primo a individuare l\u2019olio rancido nascosto fra quelli di ottima qualit\u00e0? Il giro del mondo in quattro cereali, organizzato in collaborazione con la Condotta Slow Food dell\u2019Universit\u00e0 di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, approfondisce attraverso un\u2019avvincente caccia al tesoro le storie di Mister Mais, Signor Grano, Mukulu Sorgo e Sensei Riso, raccontando chi fu il primo a coltivarli, quante variet\u00e0 ne esistono al mondo e quante antiche civilt\u00e0 si sono sviluppate attorno a essi. Ma i bambini sanno chi produce questi cibi? Il laboratorio Contadino a chi? &#8211; Incontriamo i mestieri permette agli alunni di avvicinarsi ai protagonisti della produzione alimentare, da chi lavora la terra a chi trasforma i suoi frutti in prelibati manicaretti. I bambini sono guidati alla scoperta dei segreti di mestieri affascinanti ma spesso bistrattati, tramite l\u2019incontro diretto con chi tutti i giorni d\u00e0 vita a un sistema produttivo sostenibile: chiss\u00e0, forse cos\u00ec scopriranno che da grandi vogliono diventare osti o torrefattori! Ora che conosciamo bene le materie prime, siamo pronti per metterci a tavola: Il gusto di mangiare insieme, dal titolo dell\u2019omonimo libro di Carla Barzan\u00f2 pubblicato da Slow Food Editore, \u00e8 un divertente gioco di ruolo che parla di ricette, cibi, produttori e condivisione con altre culture. Solo se uniranno le loro forze e saranno in grado di comunicare bene fra loro, i bambini trasformeranno il pasto in un bel momento di convivialit\u00e0!<\/p>\n<p>Oltre agli appuntamenti organizzati da Slow Food Educazione, anche il Museo del Risparmio ha pensato ai pi\u00f9 piccoli, con alcune interessanti attivit\u00e0 per approfondire meglio l\u2019aspetto economico legato al cibo. Il laboratorio Price discovery food &#8211; Incontriamo i mestieri, per<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"page\" title=\"Page 14\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>esempio, simula un\u2019asta in cui gli studenti possono capire, martelletto alla mano, il vero valore di un hamburger o di una cassetta di verdura di qualit\u00e0. Pensa, mangia, risparmia, organizzato in collaborazione con Fondazione per l\u2019Educazione Finanziaria e al Risparmio e Barilla Center for Food and Nutrition, vuole sensibilizzare i ragazzi sui temi della green economy, promuovendo la riduzione degli sprechi alimentari: \u00abnon si gioca col cibo!\u00bb non sar\u00e0 pi\u00f9 un rimprovero a vuoto ma un comportamento ben radicato nella vita quotidiana dei bambini. Da non perdere anche le interessanti attivit\u00e0 della Fondazione Torino Musei: nel corso di una di queste, Mani in terra, le botaniche del Borgo Medievale guidano i ragazzi in giardino alla scoperta di diverse piante, dei loro usi pi\u00f9 comuni e delle tecniche di semina, da mettere in pratica tutti insieme. Per un viaggio indietro nel tempo, due laboratori dedicati al Medioevo raccontano agli alunni le abitudini alimentari e le ricette di quell\u2019epoca, passando dalle cucine alla tavola del \u201csignore\u201d, con un particolare focus sull\u2019acqua e il suo legame indissolubile con il Borgo, costruito non a caso sulla riva del fiume Po. L\u2019esplorazione del Borgo Medievale continua con Orti e giardini, appuntamento in cui gli studenti imparano che il parco pu\u00f2 essere visto come un vero e proprio laboratorio vivente, nel quale riconoscere le diverse specie alimentari, i loro usi in cucina e le tecniche di coltivazione, magari da ricreare nel cortile della scuola! Una volta piantati i semi, le piante cresceranno e a quel punto dobbiamo sapere cosa mangiare: Identikit di un ortaggio insegna ai bambini a osservare le diverse parti di una pianta (foglia, radice, frutto e seme) e a scoprire quali possono essere mangiate. Pensato per i pi\u00f9 piccoli, il laboratorio Toc toc! Chi \u00e8? Sono il lupo mangia frutta, ispirato all\u2019omonimo gioco d\u2019infanzia, porta i bambini a familiarizzare con frutti di diverse tipologie per comporre un colorato cesto di prodotti di stagione tutti da mangiare! Originali gli appuntamenti al Laboratorio della curiosit\u00e0, in cui scoprire Che Sapore ha l\u2019acqua e come sar\u00e0 la nostra terra, e quelli del Museo della Frutta. Anche l\u2019Orto botanico \u00e8 pronto ad aprire le porte del mondo delle piante aromatiche e dei rari Perlargoni odorosi.<\/p>\n<p>Con mamma e pap\u00e0<\/p>\n<p>Supereroi che basano i loro poteri su gustosi succhi e antiche ricette, mercanti che viaggiano nel tempo, una principessa sui legumi che racconta la sua storia. Questi alcuni protagonisti degli appuntamenti dedicati alle famiglie in visita a Torino al Borgo Medievale. Tra spettacoli teatrali, favole reinterpretate in cui gli ingredienti si mescolano alla fantasia e laboratori pratici, bimbi e genitori ritrovano insieme sapori dimenticati di legumi e cereali e imparano le ricette per chiudere l\u2019estate in un barattolo grazie a conserve e trasformati, come succede ne L\u2019orto in dispensa, organizzato al Miele Center di Piazza Bodoni. Due laboratori organizzati in collaborazione con Lavazza introducono i bambini alle meraviglie di una pianta esotica che conosciamo bene, il caff\u00e8. In viaggio con il caff\u00e8 \u00e8 un percorso dalle Americhe a casa nostra fra piante rigogliose e semi colorati per scoprire e conoscere una bevanda capace di unire popoli e culture come poche altre al mondo. Che cosa succede ai fondi di caff\u00e8? Ce lo chiediamo in Ri-Fondo &#8211; La nuova vita dei fondi di caff\u00e8, in cui il duo Marco &amp; Gi\u00f2, non senza un pizzico d\u2019ironia, propone un<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"page\" title=\"Page 15\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>vivace incontro interattivo sul viaggio dei fondi di caff\u00e8, sulle capsule compostabili e sul riciclaggio. Chi ha rubato la marmellata? O sarebbe meglio chiedersi, chi l\u2019ha prodotta? Slow Food Toscana propone una divertente attivit\u00e0 per assaggiare la merenda per antonomasia, confrontando marmellate industriali con quelle artigianali e buone, pulite e giuste e ragionare cos\u00ec su territorio, ambiente e gusto. Per spiegare ai pi\u00f9 piccoli come si fa l\u2019orto, il mini-laboratorio Seminiamo la biodiversit\u00e0 \u00e8 l\u2019occasione perfetta, in cui scoprire che non esiste una sola variet\u00e0 di prezzemolo e, grazie alle attivit\u00e0 pratiche di semenzaio, imparare come nasce il cibo che mangiamo ogni giorno. Per un\u2019esperienza pi\u00f9 artistica, ecco invece il laboratorio Che cibo senti?, una narrazione del cibo che supera il classico vocabolario gastronomico: dopo aver assaggiato un alimento, i bimbi non possono usare le classiche espressioni come \u00abottimo!\u00bb o \u00abamarissimo!\u00bb ma sono invitati a esprimere ci\u00f2 che sentono con espressioni facciali, disegni o suoni. Ma non finisce qui! Grandi e piccini sono invitati a non perdere, al Borgo Medievale, la mostra Cucurbita sapiens: una zucca dai 1000 utilizzi, a cura di Danilo Raimondo e Cristina Bolla. Realizzata in collaborazione con la Fabbrica dei suoni di Venasca, la mostra ci rivela tutti i possibili impieghi e lavorazioni della Cucurbita lagenaria: avevate mai pensato che una zucca potesse diventare un affascinante gioco per bambini, una borraccia o addirittura uno strumento musicale?<\/p>\n<p>Grazie alle partnership con Giovani Genitori, la cooperativa Le Soleil e Circowow, abbiamo progettato lo Chalet dei Bambini, uno spazio di circa 800 mq nella storica discoteca torinese del Parco del Valentino, realizzato grazie al contributo di Lurisia Acque Minerali e Gelateria Ottimo. Nell\u2019area sono disponibili due iniziative family-friendly. Il baby parking internazionale, attivo per il primo anno e per la prima volta nella manifestazione, un\u2019area morbida e colorata con servizio di custodia bambini (in italiano, inglese e francese), l\u2019assistenza del personale specializzato, il baby bar e uno spazio di ristorazione per light brunch. Qui tutti i bimbi di et\u00e0 compresa tra 1 anno e mezzo e 6 anni trovano anche giochi liberi e di gruppo, attivit\u00e0 creative, letture animate e tanto altro. L\u2019area ludica Wow presenta invece percorsi dedicati a ospitare i bambini o tutta la famiglia insieme ed \u00e8 gratuita e aperta a tutti i visitatori. Sempre rivolta alle famiglie con bambini \u00e8 l\u2019Area Baby Pit Stop, uno spazio realizzato in collaborazione con la Leche League Italia Onlus e il Corso di Laurea in Ostetricia dell\u2019Universit\u00e0 di Torino presso la sala adiacente al Salone San Giorgio nel Borgo Medievale del Parco del Valentino, all\u2019interno del quale mamme e pap\u00e0 possono provvedere al cambio pannolino e ad allattare i propri bambini.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"page\" title=\"Page 16\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>Salviamo il nostro cibo quotidiano!<\/p>\n<p>Percorsi interattivi e aree tematiche per scoprire la biodiversit\u00e0<\/p>\n<p>A Terra Madre Salone del Gusto due percorsi interattivi e sei aree tematiche invadono i punti nevralgici di Torino e aiutano a comprendere meglio il mondo del cibo e il valore della biodiversit\u00e0, partendo dalle basi della nostra alimentazione. Un viaggio attraverso il consumo consapevole di carne, la vita segreta ma fondamentale delle api, la ricchezza dei legumi, le sfumature dell\u2019olio extravergine di oliva, l\u2019essenzialit\u00e0 delle risorse ittiche, il mondo dei popoli indigeni e delle comunit\u00e0 di migranti che abitano le nostre citt\u00e0.<\/p>\n<p>Sono due i percorsi interattivi dedicati alle campagne pi\u00f9 significative condotte dalla Chiocciola: Salva la biodiversit\u00e0 e Slow Meat. Il primo, situato in piazza Castello, \u00e8 un viaggio alla scoperta delle mille sfaccettature della nostra biodiversit\u00e0: secondo uno studio di Legambiente, circa il 60% delle specie protette e il 77% degli habitat sono considerati a rischio. Salvare la biodiversit\u00e0 significa quindi proteggere il futuro del pianeta e tutelare la vita delle migliaia di specie animali e variet\u00e0 vegetali esistenti. Il percorso parte dal primo anello della nostra catena alimentare, ovvero i semi, e arriva alle caratteristiche che deve possedere un suolo sano. Grazie a tavole illustrate si possono facilmente mettere a confronto gli effetti dell\u2019agricoltura industriale con quella di piccola scala. Campagna promossa da Slow Food a livello internazionale, Slow Meat vi d\u00e0 appuntamento nel Parco del Valentino e offre spunti di riflessione sul consumo di carne nel mondo. Qual \u00e8 il reale costo ambientale ed economico dei prodotti che arrivano sulle nostre tavole? Perch\u00e9 \u00e8 importante preferire una carne proveniente da allevamenti sostenibili rispetto a una di allevamenti intensivi? E come vengono nutriti gli animali? Domande di questo calibro trovano risposta nel percorso e ci aiutano a interrogarci sugli effetti della carne che consuma.<\/p>\n<p>Un ricco programma di eventi che si estende da un lato all\u2019altro della citt\u00e0 con installazioni, conferenze, visite guidate, incontri a tavola: \u00e8 quello dedicato alle sei aree tematiche di Terra Madre Salone del Gusto. Iniziamo con Slow Fish, ospitata per l\u2019occasione sulla Terrazza della Societ\u00e0 canottieri Armida, nel Parco del Valentino. Un\u2019agenda fitta di incontri racconta le problematiche che attanagliano i nostri mari e le soluzioni che le comunit\u00e0 di tutto il mondo stanno fornendo per affrontare le criticit\u00e0: dal modo in cui i pescatori vivono i cambiamenti climatici alla tracciabilit\u00e0 dei prodotti, all\u2019importanza del plankton nell\u2019ecosistema, al lancio di Slow Fish Africa. Restiamo nel Parco del Valentino per partecipare a Indigenous Terra Madre, lo spazio dedicato alle comunit\u00e0 indigene e realizzato grazie al contributo di Ifad e di The Christensen Fund. Durante i cinque giorni dell\u2019evento popoli indigeni provenienti da ogni angolo del globo portano all\u2019attenzione dei visitatori le loro culture attraverso conferenze, proiezioni, performance artistiche e appuntamenti culinari. Alcuni esempi sono la Scuola di Cucina Le<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"page\" title=\"Page 17\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>tradizioni della cucina Naga, per scoprire piatti tipici e tradizioni gastronomiche della regione del Nagaland in India, e il workshop Beni comuni: pastoralismo e nomadismo, un confronto tra custodi e proprietari.<\/p>\n<p>Spostiamoci in centro: in via Roma, a met\u00e0 tra piazza San Carlo e piazza Castello, troviamo lo spazio Slow Beans dedicato al ruolo fondamentale che i legumi giocano nella nostra alimentazione. I produttori delle Comunit\u00e0 del cibo di Terra Madre raccontano il loro lavoro con una mostra che alterna fotografie e prodotti e conducono i visitatori nel complesso universo dei legumi con degustazioni, forum e presentazioni. Sempre in via Roma, ci imbattiamo nello spazio del Presidio dell\u2019olio extravergine d\u2019oliva: oltre 50 produttori prendono la parola, anzi la bottiglia, per far assaggiare gli oli extravergini appartenenti all\u2019unico Presidio nazionale italiano, senza dimenticarci di leggere con attenzione l\u2019etichetta e parlare delle difficolt\u00e0 affrontate quotidianamente dai frantoi.<\/p>\n<p>Situato nel cortile del Rettorato in via Po, Let it bee rende protagoniste coloro che ogni giorno salvano la biodiversit\u00e0 vegetale: le nostre api. Il mondo dell\u2019apicoltura viene indagato in ogni suo aspetto attraverso le testimonianze dei produttori, mentre una mostra porta all\u2019attenzione i diversi sistemi di raccolta, le forme dei favi e le molteplici specie di fiori. Si possono degustare mieli internazionali e assistere ad approfondimenti sul mondo delle api, passando dalle produzioni artigianali alla pi\u00f9 innovativa apicoltura urbana.<\/p>\n<p>Uno spazio diffuso nel centro della citt\u00e0, che coinvolge principalmente il quartiere di San Salvario e il mercato di Porta Palazzo \u00e8 invece Migranti, l\u2019area tematica che affronta il fenomeno migratorio attraverso la voce, la cultura, le note, la cucina di uomini e donne che, arrivati a Torino per caso, hanno trovato una nuova vita. Numerosi gli appuntamenti che vedono impegnati anche ospiti d\u2019eccezione come il fumettista Zerocalcare, la blogger Barbara Abdeni Mussad o il vicedirettore generale della Fao Thomas Laurent.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"page\" title=\"Page 18\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>Percorsi nella Torino dei migranti<\/p>\n<p>Un programma diffuso per le vie della citt\u00e0<\/p>\n<p>\u00abCari migranti e rifugiati, ognuno di voi porta in s\u00e9 una storia, una cultura, dei valori preziosi, e spesso purtroppo anche esperienze di miseria, di oppressione, di paura\u00bb. Con le parole di Papa Francesco vi presentiamo i molti eventi organizzati in citt\u00e0 da Slow Food in collaborazione con le associazioni torinesi, che per cinque giorni richiamano l\u2019attenzione sulle storie, spesso sconosciute, di chi viene da molto lontano e vive alla porta accanto.<\/p>\n<p>Migranti \u00e8 un programma diffuso che ci conduce dal Parco del Valentino a Porta Palazzo, passando da San Salvario e dal Teatro Carignano e affronta con festival, tour, incontri e laboratori uno dei temi pi\u00f9 cari a Terra Madre Salone del Gusto. Si parla di cibo, del ruolo delle donne, di migrazioni climatiche, si balla sulle note delle musiche pi\u00f9 lontane, si assaggiano piatti che uniscono cucina rom e napoletana, si imparano a preparare i piatti burkinab\u00e9 e si assiste a originali spettacoli teatrali. Protagonisti uomini e donne arrivati a Torino per caso e che nella capitale sabauda \u2013 citt\u00e0 che si \u00e8 distinta per i suoi modelli culturali ed \u00e8 diventata negli ultimi decenni un sinonimo di accoglienza \u2013 hanno trovato la loro casa. Ed ecco quindi che il fil rouge dell\u2019evento, voler bene alla terra, significa una volta di pi\u00f9 aprirsi al mondo e accogliere gli altri, entrare nel tessuto sociale e dare spazio e voce a tutti coloro che hanno una storia da raccontare e da tramandare.<\/p>\n<p>Il calcio d\u2019inizio ideale arriva nell\u2019ambito di Balon Mundial, la coppa del mondo per migranti, dove Slow Food scende in campo ed entra a far parte di Food Mundial: sabato 24 settembre alla Biblioteca Ginzburg\/Lombroso 16 si degustano piatti etnici che rappresentano le cucine e le culture di tutto il mondo. Negli stessi spazi domenica 25 si presenta Soup for Syria, un libro di ricette nato per rispondere a un\u2019emergenza umanitaria senza precedenti: la fuga disperata dalla Siria di milioni di esseri umani. Per dare il proprio contributo alla causa, l\u2019autrice Barbara Abdeni Massaad, blogger e leader di Slow Food Beirut, ha messo insieme una squadra di oltre 80 tra chef e food writer di tutto il mondo, che hanno composto ricette senza fronzoli, partendo proprio dalla zuppa, piatto simbolo per eccellenza. Partecipano all\u2019incontro anche Zerocalcare, fumettista italiano che ha appena pubblicato Kobane calling, il nonreportage che racconta la lotta quotidiana della citt\u00e0 curda al confine tra Siria e Turchia, Ercan Ayboga, militante del Movimento ecologista in Mesopotamia, coinvolto nel lancio degli orti scolastici Slow Food a Kobane, e Yahya Manla, ex professore di liceo e dottorando all&#8217;universit\u00e0 di Damasco. A seguire, accompagnati dal ritmo della Fanfara Station, il nuovo progetto del polistrumentista tunisino Marzouk Mejri e del trombettista statunitense Charles Ferri, si pu\u00f2 gustare la zuppa tipica siriana. Che cosa spinge migliaia di giovani a lasciare la famiglia, attraversare deserti, talvolta affrontare prigionia e torture e infine rischiare la vita in mare per raggiungere l\u2019Europa? Qual \u00e8 il rapporto fra povert\u00e0, conflitti e migrazioni? Quali sono le<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"page\" title=\"Page 19\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>battaglie di chi resiste e rimane sulla propria terra? Queste le domande a cui Gino Strada, fondatore di Emergency, Zerocalcare e Edward Loure Ole Parmelo, vincitore del Goldman Environmental Prize, cercano di dare una risposta domenica 25 durante la Conferenza Terra, conflitti e migrazioni \u2013 Le ragioni di chi parte, le battaglie di chi resta, in programma al Teatro Carignano. Luned\u00ec 26 al Castello del Valentino in una conferenza stampa si parla invece di La dieta mediterranea: strumento politico per un nuovo modello di sviluppo socioeconomico, iscritta nel patrimonio culturale immateriale dell\u2019umanit\u00e0 dall\u2019Unesco nel 2010 e ormai considerata strategica per l&#8217;agricoltura, la pesca, l&#8217;ambiente, la sicurezza alimentare, la nutrizione e lo sviluppo sostenibile. Ad affrontare questo delicato argomento, Carlo Petrini accompagnato da Sergio Piazzi, segretario generale dell&#8217;Assemblea parlamentare del Mediterraneo, Francesco Bandarin, vicedirettore generale Unesco per la cultura, Cosimo Lacirignola, segretario generale del Ciheam, Thomas Laurent, vicedirettore generale della Fao e Giuseppe Casale, vicedirettore generale dell&#8217;Ufficio regionale Ilo di Torino.<\/p>\n<p>Per chi vuole conoscere gli angoli di mondo nascosti a Torino, l\u2019appuntamento \u00e8 tutti i giorni dall\u2019ottocentesca Galleria Umberto I a Porta Palazzo con i Migrantour: lasciatevi trasportare in un porto del meridione italiano sbirciando tra le bancarelle del mercato ittico e proseguite poi verso l\u2019Asia, l\u2019Africa e l\u2019America Latina nascoste nei negozi che circondano la piazza. Ad animare il quartiere di San Salvario anche il Festival internazionale della cucina mediterranea, dedicato quest\u2019anno alle Sette specie del Paradiso: frumento, orzo, viti, fichi, melograni, olivi e miele, per celebrare cibi, credenze e tradizioni del mare nostrum.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"page\" title=\"Page 20\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>Pres\u00ecdi Slow Food dal mondo a Torino<\/p>\n<p>Moltissime le novit\u00e0 a Terra Madre Salone del Gusto<\/p>\n<p>Sono 57 i nuovi Pres\u00ecdi ospitati a Terra Madre Salone del Gusto: arrivano da 18 Paesi di tutto il mondo e fanno parte dell\u2019ambizioso progetto della Fondazione Slow Food per la Biodiversit\u00e0 Onlus (www.fondazioneslowfood.it) che dal 1999 tutela i prodotti a rischio di estinzione. Il tema della manifestazione \u2013 voler bene alla terra \u2013 li rende una volta di pi\u00f9 portavoce di una rete che in questi anni ha salvaguardato moltissime realt\u00e0 locali tra formaggi a latte crudo, razze e produzioni animali, variet\u00e0 vegetali, mieli, tecniche tradizionali e risorse ittiche. Proprio in questi giorni festeggiamo l\u2019arrivo del Presidio numero 500: il peperoncino serrano di Tlaola in Messico, un Presidio totalmente femminile, un esempio di impegno di donne indigene e di emancipazione sociale ed economica legata alla riscoperta e valorizzazione della biodiversit\u00e0.<\/p>\n<p>L\u2019Italia annovera 28 novit\u00e0, la maggior parte delle quali provenienti dall\u2019Abruzzo: sono, infatti, 12 i Pres\u00ecdi che testimoniano il desiderio di rinascita di questa regione. Presenti anche la Campania, la Calabria, l\u2019Emilia Romagna, la Toscana, il Piemonte e la Sicilia, accompagnate dal primo Presidio nazionale italiano: l\u2019olio extravergine di oliva. I nuovi Pres\u00ecdi provenienti dal resto del mondo sono 29 e arrivano da quattro continenti diversi: Europa, Africa, Asia e Americhe. Eccovi un giro del mondo alla scoperta delle novit\u00e0 presenti nel parco del Valentino e nel centro di Torino.<\/p>\n<p>Nuovi Pres\u00ecdi italiani<br \/>\nIniziamo con il Piemonte che quest\u2019anno presenta il dolcetto dei terrazzamenti della Val Bormida: un antico vitigno coltivato a un\u2019altitudine di 600 metri grazie a un ingegnoso sistema di muretti a secco. Scendiamo poi in Emilia Romagna dove i salumi rosa tradizionali bolognesi, come la mortadella e il salame rosa, sono salvaguardati grazie al lavoro di alcuni norcini che hanno mantenuto la ricetta tradizionale.<br \/>\nLa Toscana, presente con tre Pres\u00ecdi, ha scelto di tutelare la pesca tradizionale della laguna di Orbetello, una pratica fondamentale per la zona, che rispetta la laguna e mantiene viva una tradizione storica incentrata sulla cattura del pesce selvatico e su tecniche di pesca antiche; la razza ovina pomarancina della Val di Cecina, salvata dall\u2019estinzione una ventina di anni fa e molto apprezzata per la qualit\u00e0 della carne e per la produzione di latte e lana; e infine il biscotto salato di Roccalbegna, che vanta una tradizione medievale e la cui ricetta, legata alle materie prime della provincia grossetana, \u00e8 stata tramandata di madre in figlia.<br \/>\nL\u2019Abruzzo avvia 12 nuovi Pres\u00ecdi che spaziano dagli ortaggi ai salumi, dai legumi al miele. Si va dal cece di Navelli, coltivato a 700 metri sopra il livello del mare su terreni aridi, alla cipolla bianca di Fara Filiorum Petri, detta anche piattona, che ha origini antichissime e viene coltivata senza l\u2019uso di diserbanti o fertilizzanti chimici. Prodotti in una conca del fiume Vera, vicino a L\u2019Aquila, i fagioli di Paganica sono stati riscoperti da un gruppo di<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"page\" title=\"Page 21\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>giovani, mentre il grano solina dell&#8217;Appennino abruzzese \u00e8 famoso per la sua coltivazione ad alta quota, tra i 600 e i 1400 metri sopra il livello del mare. Gli apicoltori nomadi, che si spostano nei parchi e nelle riserve naturali appenniniche, raccolgono ancora il miele di santoreggia di stregonia, caratteristico del Presidio dei mieli dell\u2019Appennino aquilano; la patata turchesa, dal tipico colore violetto, \u00e8 stata recuperata e ricoltivata nella zona del Gran Sasso a partire dal 2001. Preparata da pochi artigiani locali, la salsiccia di fegato aquilana, detta localmente cicolana, si prepara con fegato, cuore e lingua di maiale e con l\u2019aggiunta di un po\u2019 di carne magra e grasso, seguendo lo storico processo di lavorazione; altro salume tipico, la ventricina del Vastese, \u00e8 condita con sale, polvere di peperone dolce, finocchietto selvatico e consumata nelle occasioni speciali come mietitura e vendemmia. Il peperone dolce di Altino, detto anche peperone a cocce capammonte perch\u00e9 lasciato essiccare a testa in su, si usa sbriciolato per insaporire i piatti e rimanda probabilmente alla paprika, portata dai Balcani nel XV secolo. Coltivato e trasformato da alcuni giovani atessani che l\u2019hanno riportato a nuova vita, il fico secco reale di Atessa viene essiccato, farcito con un gheriglio di noce e infornato; sono invece rimasti soltanto in tre i produttori dell\u2019uva montonico, decisi a recuperare questo vitigno per produrre vino e aceto. Tra i nuovi ingressi anche l\u2019oliva intosso, che resiste ai climi freddi e pu\u00f2 essere messa in salamoia o trasformata in olio. Scendendo verso Sud, assistiamo alla prima uscita ufficiale per lo zibibbo di Pizzo Calabro (Calabria), recuperato recentemente grazie al lavoro di alcuni appassionati vignaioli e coltivato su terrazzamenti insieme alla vite e all\u2019olivo. La Campania, invece, mette in valigia la cipolla di Alife, conosciuta sin dall\u2019epoca romana e considerata un ottimo analgesico, oggi prodotta a livello familiare da alcune aziende che la confezionano in trecce, secondo la tradizione; il lupino gigante di Vairano, che cresce in una zona vulcanica tra la Campania e il Lazio; l\u2019oliva caiazzana da mensa, di forma elissoidale e di colore nero violaceo, che viene mangiata cotta, conservata in salamoia, sott\u2019olio o sotto la cenere; e il maracuoccio di Lentiscosa, un piccolo legume simile a un pisello ma squadrato, coltivato nel Parco Nazionale del Cilento.<\/p>\n<p>Le novit\u00e0 siciliane sono cinque: ai piedi del vulcano, nel cuore del parco, crescono le antiche mele dell&#8217;Etna, piccoli frutti dai nomi curiosi, come la gelato cola; il peperone di Polizzi Generosa, di colore verde intenso che vira al rosso a maturazione; a un centinaio di chilometri troviamo invece il sesamo di Ispica con cui si prepara la cobaita, un tipico torrone tradizionale a base di miele e sesamo. Grazie all\u2019abbondanza di acqua nella zona, la cipolla paglina di Castrofilippo si distingue per la sua dolcezza, apprezzata e valorizzata dai quattro produttori che ne hanno riscoperto la coltivazione; sopravvissuta grazie ai contadini che hanno conservato gelosamente i semi, la fava di Ustica \u00e8 coltivata senza concimi n\u00e9 erbicidi ed \u00e8 cucinata tradizionalmente nel macco di fave, a base di fave secche e finocchietto selvatico. Presente anche il primo Presidio nazionale dell\u2019olio extravergine italiano che promuove i produttori di piccola scala che frangono olive di cultivar locali e di ulivi centenari.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"page\" title=\"Page 22\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>Pres\u00ecdi dal mondo<\/p>\n<p>Nel nostro giro del mondo partiamo dal continente africano, dove la rete Slow Food ormai \u00e8 presente in 30 Paesi e si impegna a promuovere il cibo locale e la biodiversit\u00e0, attraverso i Pres\u00ecdi e i 3000 orti comunitari e scolastici.<br \/>\nL\u2019Africa arriva a Torino con quattro Pres\u00ecdi nuovi: il caff\u00e8 robusta di S\u00e3o Tom\u00e9 e Pr\u00edncipe, introdotto nel Paese dagli schiavi provenienti dall\u2019Angola, un caff\u00e8 dal sapore equilibrato, fragrante e morbido; l\u2019igname rampicante, un tubero ugandese conosciuto con il nome di balugu, che si pu\u00f2 mangiare fresco, bollito o fritto; il sale di Baleni del Sudafrica, raccolto solo dalle donne in una fonte a pochi metri dal fiume Klein Letaba; il miele di ape melipona di Arusha (Tanzania), un millefiori liquido dal sapore agrodolce prodotto dalle api nere senza pungiglione nei pressi del villaggio Ngurdoto, a nord del paese.<\/p>\n<p>Forte anche la presenza delle Americhe: in Canada, il salmone sockeye del fiume Okanagan \u00e8 pescato dalle popolazioni indigene Syilx secondo i sistemi tradizionali e lavorato in modo da utilizzarne ogni parte, come le teste e le lische, impiegate per preparare zuppe di pesce. Spostandoci verso il centro America, ci fermiamo in Messico, dove troviamo il peperoncino serrano di Tlaola, coltivato su terreni terrazzati; i fagioli nativi di Tepetlixpa, sette variet\u00e0 coltivate in consociazione con cereali, ortaggi ed erbe spontanee che vantano eccellenti valori nutrizionali; l\u2019agave dell&#8217;altopiano messicano, apprezzata per il contenuto zuccherino e dissetante delle sue foglie; il maiale glabro della penisola dello Yucat\u00e1n, conosciuto sin dall\u2019epoca Maya per la sua carne poco grassa dal sapore intenso; i semi di zucca della penisola dello Yucat\u00e1n, tostati e macinati, sono usati per preparare condimenti tradizionali come il sikil pak, una salsa che contiene anche pomodoro e peperoncino habanero; il miele di ape xunankab della penisola dello Yucat\u00e1n, prodotto da una delle 16 specie senza pungiglione che vivono nella penisola dello Yucat\u00e1n, fondamentale per la sopravvivenza della foresta.<\/p>\n<p>Proseguiamo sulla costa e raggiungiamo la Colombia, dove il cacao porcelana della Sierra Nevada de Santa Marta, una specie selvatica celebre per l\u2019aroma intenso dei suoi semi bianchi e la cui produzione avviene a livello familiare, attende di essere presentato ufficialmente a Terra Madre Salone del Gusto.<\/p>\n<p>Passiamo poi in Per\u00f9 per trovare la panela di Tailin, un dolcificante naturale prodotto con la canna da zucchero coltivata oltre i 1500 metri, e, l\u2019ultimo nato, il tarwi, meglio conosciuto come lupino e usato in molte ricette tradizionali come il picante, un piatto a base di patate, peperoni gialli, cipolle, aglio, mais tostato, peperoncino rocoto e, ovviamente, lupini.<\/p>\n<p>Infine, tappa in Brasile per il miele di ape Manda\u00e7aia della Caatinga, prodotto da api senza pungiglione e caratterizzato da un aroma floreale molto persistente, e il frutto della passione della Caatinga, consumato fresco o trasformato in succo.<br \/>\nVoliamo in Asia per accogliere i tre nuovi Pres\u00ecdi indonesiani: il miele cingagoler di ape cerana, di colore marrone scuro e dall\u2019aroma di fiori di cocco; l\u2019olio di noci Tengkawang, detto anche burro verde e ricavato dalla lavorazione dei frutti di una pianta indigena tipica del Borneo; le antiche variet\u00e0 di banane di Yogyakarta, che crescono in una zona<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"page\" title=\"Page 23\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>vulcanica della provincia di Giava e sono alla base della cucina tradizionale, servite fresche, in purea, fritte o essiccate.<br \/>\nDieci invece le novit\u00e0 europee: la Croazia presenta il Varenik di Pelje\u0161ac, uno sciroppo zuccherino ricavato dalla fermentazione del mosto d\u2019uva, mentre dalla Macedonia arrivano l\u2019ape mellifera, allevata tradizionalmente nei trmki, piccole arnie di paglia, giunchi e fango dalla forma conica, e l\u2019uva stanushina, da cui si ricava il vino kominyak, di colore rosso rubino, e il madzun, una bevanda usata tradizionalmente come medicina. Nella vicina Bulgaria troviamo invece il pomodoro rosa di Kurtovo Konare, molto apprezzato per la dolcezza e la carnosit\u00e0; spostandoci leggermente a Nord, incontriamo invece il maiale di Bazna della Romania, caratterizzato dal manto nero e da una fascia di setole bianche che circonda parte del tronco e gli arti anteriori. La Repubblica Ceca porta a Torino il sorbo della Moravia Slovacca, i cui frutti possono essere consumati essiccati o sotto forma di conserve, grappe e liquori.<\/p>\n<p>Dalla Gran Bretagna arriva lo Stichelton a latte crudo, formaggio vaccino blu, di forma rotonda, realizzato con il latte crudo secondo la tradizione. Il suo unico produttore \u00e8 reduce da una battaglia condotta anche con l\u2019aiuto di Slow Food per tentare di modificare il disciplinare dello Stilton, che obbliga a pastorizzare il latte e che, quindi, impedisce al Presidio di usare il nome storico.<\/p>\n<p>Infine l\u2019Austria presenta le antiche variet\u00e0 di ciliegie del Leithaberg, dalla buccia sottile e dal colore rosso intenso e bruno, ancora coltivate insieme ad alberi da frutto e vigneti; la segale waldstaude del Waldviertel, seminata in una regione coperta da foreste, un\u2019antica variet\u00e0 dal sapore intenso e dall\u2019elevato contenuto di vitamine e minerali; e la vacca bionda del Waldviertel, adatta a vivere al pascolo e nei boschi della regione, allevata per il latte e per l\u2019ottima carne.<\/p>\n<p>Per conoscere tutti i Pres\u00ecdi visita<\/p>\n<p>www.fondazioneslowfood.it<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"page\" title=\"Page 24\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>Dialoghi a Terra Madre Salone del Gusto<\/p>\n<p>Incontri e dibattiti su cibo, territorio, diritti e ambiente<\/p>\n<p>Le Conferenze e i Forum raccontano i temi e i protagonisti dell\u2019edizione 2016 di Terra Madre Salone del Gusto. Durante i cinque giorni dell\u2019evento nomi noti del panorama internazionale si alternano ai delegati della rete di Terra Madre per approfondire le tematiche che da sempre stanno a cuore a Slow Food. Dal consumo consapevole all\u2019impatto ambientale dell\u2019agricoltura industriale, dalle migrazioni alla salvaguardia della biodiversit\u00e0, passando per temi scottanti come il TTIP, gli Ogm e lo spreco alimentare: il cibo \u00e8 raccontato e indagato a 360 gradi, con focus sulle sue implicazioni economiche, sociali, ambientali e politiche.<\/p>\n<p>Le Conferenze<\/p>\n<p>Le Conferenze sono il centro nevralgico della manifestazione: undici appuntamenti approfondiscono gli aspetti del cibo pi\u00f9 attuali e dibattuti e toccano i grandi temi che animano le piazze mediatiche mondiali. Giuristi, attivisti, chef, agronomi, docenti, artisti e registi dialogano in uno dei luoghi simbolo di Torino, il Teatro Carignano, offrendo spunti di riflessione.<\/p>\n<p>Nell\u2019ultimo anno il giro d\u2019affari delle agromafie ha superato i 16 miliardi di euro, provocando gravi danni non solo all\u2019economia ma anche alla salute. Il consumo critico \u00e8 il principale strumento a nostra disposizione per contrastare i crimini agroalimentari. Ne parlano Gian Carlo Caselli, ex magistrato e presidente dell\u2019Osservatorio per la lotta alla criminalit\u00e0 agroalimentare di Coldiretti, e Don Luigi Ciotti, fondatore del Gruppo Abele, in Sapori fuori legge &#8211; Cibo, agromafie, contraffazioni. L\u2019acquisto consapevole come pratica di legalit\u00e0 quotidiana, accompagnati dalle incursioni teatrali di Tiziana Di Masi. (Gioved\u00ec 22 settembre \u2013 ore 11).<\/p>\n<p>Vi siete mai chiesti come l\u2019arte contemporanea interpreti e rappresenti i cambiamenti politici, sociali ed economici del nostro tempo? Venite a scoprirlo con Carolyn Christov- Bakargiev, direttrice della Galleria d\u2019Arte Moderna di Torino e del Museo d\u2019Arte contemporanea del Castello di Rivoli, e Amar Kanwar, uno dei pi\u00f9 importanti e attivi artisti indiani, durante Il rapporto con la terra attraverso l\u2019arte contemporanea. (Venerd\u00ec 23 settembre, ore 11).<\/p>\n<p>Quando andiamo a fare la spesa dobbiamo porci una domanda fondamentale: quale impatto avranno le nostre scelte e i nostri acquisti sulla catena produttiva? La risposta in Loro sono giganti, ma noi siamo moltitudine, un dialogo tra Marion Nestle, esperta di nutrizione e politiche alimentari, e Jos\u00e9 Bov\u00e9, contadino, attivista e membro dell\u2019Europarlamento.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"page\" title=\"Page 25\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>Perch\u00e9 sono le nostre azioni quotidiane a fare la differenza, impariamo insieme come! (Venerd\u00ec 23 settembre \u2013 ore 14).<\/p>\n<p>L\u2019agricoltura industriale distrugge il suolo, elimina la biodiversit\u00e0, consuma le risorse non rinnovabili. Ma esiste una pratica \u2013 l\u2019agroecologia \u2013 in grado di capovolgere questo sistema, prendendosi cura delle risorse naturali, valorizzando la diversit\u00e0 e ponendosi un unico, importante obiettivo: sfamare il mondo con l\u2019agricoltura di piccola scala. Ne parlano Miguel Altieri, docente dell\u2019Universit\u00e0 di Berkeley ed esponente dell\u2019agroecologia, e Yacouba Sawadogo, agricoltore del Burkina Faso che ha riportato alla vita un pezzo di Sahel grazie all\u2019impiego di tecniche colturali tradizionali, in L\u2019agroecologia pu\u00f2 sfamare il mondo? (Sabato 24 settembre \u2013 ore 11).<\/p>\n<p>Orto s\u00ec, orto no? Se siete ancora indecisi, non perdete l\u2019appuntamento con Alice Waters, chef, attivista e vicepresidente di Slow Food, Ronnie Finley, designer e guerrilla gardener, e Edward Mukiibi, agronomo e vicepresidente di Slow Food. La rivoluzione dell\u2019orto non \u00e8 solo il titolo della Conferenza ma diventa un monito per tutti coloro che vogliono dare una svolta alle proprie abitudini, cominciando dal ristabilire un rapporto intimo con la natura. Fare l\u2019orto \u00e8, infatti, un modo concreto per voler bene alla terra, non importa se in campagna o in citt\u00e0, a scuola o sul terrazzo. Ci\u00f2 che importa \u00e8 creare pi\u00f9 orti possibili perch\u00e9, come sostiene Alice Waters, \u00abmettere un seme nel terreno \u00e8 una promessa di nutrimento vero e di educazione per le persone\u00bb. (Sabato 24 settembre \u2013 ore 14).<\/p>\n<p>Se volete capire qual \u00e8 il ruolo fondamentale dello chef e andare oltre le finzioni televisive, allora non potete mancare a Se i grandi chef si alleano con i contadini. Quattro cuochi internazionali ribadiscono e rafforzano il loro ruolo di protagonisti principali della gastronomia. Si tratta del peruviano Gaston Acurio, dei francesi Michel Bras e Olivier Roellinger e dell\u2019albanese Altin Prenga. (Sabato 24 settembre \u2013 ore 17).<\/p>\n<p>Il cibo che consumiamo ogni giorno dovrebbe essere il nostro miglior alleato, mentre troppo spesso \u00e8 il principale nemico della nostra salute a causa di ingredienti raffinati, additivi chimici e residui di pesticidi. Ce lo racconta Franco Berrino, medico epidemiologo e tra i massimi esperti della relazione tra salute e alimentazione, nella conferenza Il nostro cibo quotidiano: veleno o medicina?. A moderare Andrea Pezzana, docente universitario e dirigente medico presso l\u2019ASL TO2. (Domenica 25 settembre \u2013 ore 11).<\/p>\n<p>Gino Strada, fondatore di Emergency, \u00e8 protagonista insieme a Zerocalcare, fumettista italiano e autore della graphic novel Kobane calling, e a Edward Loure Ole Parmelo, capo trib\u00f9 Masai e vincitore del Goldman Environmental Prize, della Conferenza Terra, conflitti e migrazioni \u2013 Le ragioni di chi parte, le battaglie di chi resta. L\u2019incontro guarda al fenomeno migratorio con attenzione particolare, considerandolo la conseguenza di scelte sbagliate, come ricorda Gino Strada: \u00abBasterebbe scorrere l\u2019elenco dei Paesi da cui<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"page\" title=\"Page 26\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>provengono i profughi: Siria, Afghanistan, Iraq. Tutti teatri bellici. E quando non lo sono in senso stretto, come in Nigeria, il terrorismo fa il resto e la guerra \u00e8 dietro l\u2019angolo\u00bb. (Domenica 25 settembre \u2013 ore 14).<\/p>\n<p>Alberto Barbera, direttore del Museo del Cinema di Torino e direttore artistico del Festival del Cinema di Venezia, incontra Yann Arthus-Bertrand, giornalista, fotografo e regista, che per oltre trent\u2019anni ha filmato l\u2019impatto dell\u2019uomo sulla natura. Il pianeta visto dal cielo e attraverso i volti dell\u2019umanit\u00e0 ripercorre la carriera del regista francese attraverso alcune delle sue riprese pi\u00f9 significative. (Domenica 25 settembre \u2013 ore 17).<\/p>\n<p>L&#8217;Egitto di ieri, culla della civilt\u00e0 e dell&#8217;agricoltura pi\u00f9 antica del mondo, incontra l&#8217;Egitto di oggi, segnato da una profonda crisi politica, economica e sociale, dove i prodotti di importazione prendono il posto delle coltivazioni locali. Ne parlano Christian Greco, direttore del Museo Egizio di Torino, e Malak Rouchdy, docente di sociologia presso l\u2019American University of Cairo, nella conferenza Cibo e agricoltura in Egitto, ieri e oggi. (Luned\u00ec 26 settembre \u2013 ore 11).<\/p>\n<p>La crescita infinita su un mondo finito \u00e8 il tema principale di Un nuovo mondo \u00e8 possibile, anzi necessario. Su questo tema si confrontano Serge Latouche, economista e filosofo francese celebre per la sua proposta alternativa al modello economico occidentale, detta decrescita felice e Stefano Zamagni, economista italiano e docente di Economia Politica a Bologna. (Luned\u00ec 26 settembre \u2013 ore 14)<\/p>\n<p>I Forum della Terra<\/p>\n<p>I Forum di Terra Madre sono momenti di scambio e di incontro fra le Comunit\u00e0 del cibo di tutto il mondo e permettono di conoscere da vicino la rete internazionale di Terra Madre attraverso la testimonianza diretta di contadini, pastori, artigiani, cuochi, agronomi, veterinari. Sono 40 i temi che i delegati di Terra Madre portano all\u2019attenzione del pubblico, indagando tutti gli aspetti della gastronomia che, nel bene e nel male, riescono a cambiare il pianeta: dalla scarsit\u00e0 dell&#8217;acqua potabile all&#8217;allevamento sostenibile, dalla biodiversit\u00e0 di banane, caff\u00e8 e cacao al futuro dell&#8217;agricoltura biologica, dal TTIP agli Ogm. I Forum aiutano, inoltre, a scoprire i progetti di cui Slow Food si fa promotore, come i 10.000 Orti in Africa, l&#8217;Alleanza Slow Food dei cuochi, la rete internazionale dei Mercati della Terra e il lavoro sulle mense scolastiche.<\/p>\n<p>I Forum della Terra, dedicati ai delegati della rete di Terra Madre e accessibili al pubblico fino a esaurimento posti, si svolgono nelle aule del Politecnico al Castello del Valentino e dell\u2019Universit\u00e0 a Torino Esposizioni.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"page\" title=\"Page 27\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>Prenotate, gente, prenotate!<\/p>\n<p>Ecco a voi i Laboratori del Gusto<\/p>\n<p>Torino si apre al mondo e ospita chef, mastri birrai, vignaioli, produttori e bartender italiani e internazionali, da incontrare prenotando l\u2019appuntamento che pi\u00f9 stuzzica il palato. Ci sono ancora posti disponibili prenotabili alla reception eventi (Piazza Castello e da Eataly Lingotto).<\/p>\n<p>Fiore all\u2019occhiello della manifestazione e presenti sin dalla prima edizione, tornano i Laboratori del Gusto, appuntamenti imperdibili per chi vuole scoprire tutti i segreti, le curiosit\u00e0 e le caratteristiche dei tesori enogastronomici del mondo confrontandosi direttamente con cuochi, gastronomi ed esperti. Dai prodotti campani interpretati dallo chef Paolo Gramaglia alla contaminazione culinaria italo-indiana con gli chef Goesh Maesh e Arcangelo Dandini, passando per gli abbinamenti azzardati tra gin e alta cucina al Bar Zucca ed esplorando tutti i segreti dell\u2019aceto balsamico: un melting pot culinario e culturale a cui \u00e8 vietato mancare. Nell\u2019Appartamento della Regina Elena a Palazzo Reale , sono invece protagonisti i vini, in un viaggio che porta dalla Mosella tedesca alla Bairrada portoghese, attraverso prestigiose regioni vitivinicole internazionali. Un\u2019attenzione particolare per i vini naturali e, ovviamente, per l\u2019Italia, con verticali e denominazioni per scoprire quanto \u00e8 inscindibile il binomio vino-territorio. Per gli amanti delle birre l\u2019indirizzo da segnare \u00e8 Eataly Torino Lingotto, con tanti appuntamenti dedicati al presente e al futuro brassicolo artigianale italiano e non solo: mai provato le birre polacche, brasiliane o maltesi? Questa \u00e8 l\u2019occasione perfetta, anche per accertarsi che La birra non esiste.<\/p>\n<p>Al Circolo dei Lettori invece spazio ai prodotti di territori vicini e lontani, per scoprire le cinquanta sfumature del piccante, assaggiare la carne di canguro o entrare nel caveau della Banca del prosciutto. Ma non finisce qui: tazzina alla mano nello spazio Lavazza all\u2019ex Borsa Valori di Piazzale Valdo Fusi, per provare le tante espressioni del caff\u00e8 all\u2019italiana e approfondire la conoscenza di questa bevanda nelle diverse lingue del mondo. In Piazza Castello invece largo agli abbinamenti tra Sigaro Toscano e distillati, bolle e birre. Ma non solo: ad alternarsi ai fornelli della Cucina dell\u2019Alleanza chef italiani e internazionali con ricette uniche preparate con i Pres\u00ecdi. Nello stand del Pastificio Di Martino nel cuore del Parco del Valentino va invece in scena tutta la pasta minuto per minuto, tra materie prime, cotture e condimenti, il tutto sotto la guida di grandi chef.<\/p>\n<p>Wooding, shrubs, gin e rum: molte le tendenze che animano gli immancabili appuntamenti di Mixology, organizzati nelle sale di Aste Bolaffi. Rinomati bartender propongono drink a base di fiori, radici e cortecce, insoliti abbinamenti e composti dissetanti creati, udite, udite, con aceti e frutta.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"page\" title=\"Page 28\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>Tutti a Scuola di Cucina<\/p>\n<p>Ospitati nelle sale di Eataly Torino Lingotto, tornano anche quest\u2019anno, con molte curiosit\u00e0, gli appuntamenti della Scuola di Cucina, in cui cimentarsi in prima persona con alcune preparazioni, guidate dai consigli di esperti chef. Lasciatevi affascinare dai molteplici usi della canapa in cucina e dai piatti proposti dai cuochi messicani della rete di Terra Madre a base di agave, che non serve solo a preparare la tequila! Oltre ai legumi, gli oli e i grani antichi della nostra penisola, non manca la possibilit\u00e0 di affinare le tecniche di conservazione sott\u2019olio, sott\u2019aceto e in sciroppo, per dare nuova vita alle verdure. E dopo aver assaggiato i piatti tradizionali della cucina ugandese, in cui sono le banane a dettare le regole, pronti per le storie di cibo giusto assaporando pani, salumi e birre prodotti nelle terre sottratte alle organizzazioni criminali.<\/p>\n<p>Grande novit\u00e0 di questa edizione le Storie di Cuochi e di Cucina, vere e proprie lezioni in cui grandi chef salgono in cattedra e raccontano la loro storia e la loro filosofia, terminando ovviamente con gustosi assaggi! Si comincia con un piatto della tradizione piemontese, gli agnolotti, proposti da Ugo Alciati, che li confeziona ancora oggi con la stessa ricetta di mamma Lidia, e Claudio Vicina, che grazie a questo piatto si \u00e8 affermato tra i migliori chef italiani, per poi fare un salto nel futuro, accompagnati da Davide Scabin che immagina appunto la cucina del 2036. Sono storie di coraggio, perseveranza e legame con il territorio quelle raccontate da Juri Chiotti, chef del rifugio montano piemontese Meira Garneri, e da Martina Caruso, la pi\u00f9 giovane stellata italiana che ha deciso di rimanere sulla sua isola di Salina. Giovanissimo anche Matteo Baronetto, chef del ristorante Del Cambio di Torino, che apre le porte della sua cucina per svelarvi i trucchi e chicche del mestiere. Parlano di rivoluzione di sapori invece gli appuntamenti diretti da Xavier Pellicer, chef del C\u00e9leri di Barcellona, che stravolge gli equilibri dei piatti mettendo carne e pesce al servizio delle verdure, e quello dei fratelli Sergey e Ivan Berezutskiy del ristorante Twins di Mosca, gli alfieri della cucina pre-sovietica che in un viaggio lungo la Transiberiana uniscono tecnologie moderne e ingredienti classici, rivisitando le tradizioni culinarie in un\u2019esplosione di sapori. E per una dolce conclusione, lasciati tentare dalle quattro interpretazioni del tiramis\u00f9 con il pasticcere e cioccolatiere Guido Castagna.<\/p>\n<p>Si sale poi al 36\u00b0 piano del Grattacielo Intesa Sanpaolo per assaporare l\u2019Alta Cucina di Ivan Milani, in cui scalare una verticale di legumi e le mille sfumature dell\u2019aceto balsamico tradizionale di Modena.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"page\" title=\"Page 29\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>Appuntamento a Tavola!<br \/>\nContaminazione e scambio: queste le parole d\u2019ordine degli Appuntamenti a Tavola, le cene<\/p>\n<p>preparate da grandi chef italiani e internazionali, ospitate da Eataly Torino Lingotto.<\/p>\n<p>Eccoci nel regno di Xavier Pellicer, chef che ci apre le porte del C\u00e9leri, il ristorante di Barcellona dove ha stravolto l\u2019equilibrio delle portate: benvenuti in un mondo dove la carne fa da contorno alle verdure. Se il pesce e la carne ci sono (e non succede molto spesso), accompagnano le verdure e non viceversa. Preparatevi ad assaggiare alcune sue creazioni che fanno furore nella capitale catalana.<\/p>\n<p>Il C\u00e9leri di Xavier Pellicer: \u201cthe place to be\u201d di Barcellona. Gioved\u00ec 22 ore 20,30<\/p>\n<p>Sono trentenni e talentuosi i due gemelli pi\u00f9 chiacchierati del panorama gastronomico russo. Sergey e Ivan Berezutskiy hanno aperto il loro ristorante, il Twins di Mosca, partendo da un presupposto: offrire piatti tradizionali del loro Paese, reinterpretandoli in chiave moderna e attuale. Semplice no? Nelle loro visioni uniscono giocosit\u00e0 e ironia, nelle loro ricette tecnologie moderne e ingredienti tradizionali in cui il tema della dualit\u00e0, nella vita come in cucina, ritorna regolarmente.<\/p>\n<p>Sergey e Ivan Berezutskiy: due facce dello stesso rublo. Sabato 24 ore 20,30<\/p>\n<p>Non c\u2019\u00e8 risultato senza sforzo, non c\u2019\u00e8 vittoria senza sacrifici. Lo sanno bene i sous-chef, i secondi dei ristoranti stellati che lavorano all\u2019ombra dei loro maestri. Cinque chef, che furono secondi in alcune tra le cucine italiane pi\u00f9 blasonate, danno vita a una cena imperdibile: Pierpaolo Livorno dell\u2019Albergo dell\u2019Agenzia di Pollenzo, Marco Visciola del Marin presso Eataly Genova, Federico Zanasi del Principe delle Nevi di Cervinia, Yoji Tokuyoshi del ristorante Tokuyoshi di Milano e Franco Aliberti dell\u2019Evviva di Riccione si preparano a stupirvi con i loro piatti migliori. Da secondi a primi. Domenica 25 ore 20,30<\/p>\n<p>E si conclude con una cena sopra le righe, in cui mettersi in gioco e affidarsi completamente ai propri sensi. Dopo aver assaggiato i piatti, siete chiamati a indovinare et\u00e0, provenienza e formazione di chi ha pensato e preparato le portate. Non sveliamo i nomi degli chef e dei piatti proposti, affidandovi a otto abili mani stellate. Pronti alla sfida? Di ludica cucina: chi ha cucinato l\u2019ultima cena? Luned\u00ec 26 ore 20,30<\/p>\n<p>Originali le proposte in citt\u00e0, dalle cene sul Gustotram a quella con lo chef Salvatore Toscano alla Casa Circondariale Lorusso e Cutugno, dall\u2019anteprima al ristorante Del Cambio fino agli appuntamenti all\u2019Agenzia di Pollenzo, passando per la Fabbrica delle E.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"page\" title=\"Page 30\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>La Cucina dell\u2019Alleanza arriva in citt\u00e0<\/p>\n<p>Appuntamento in Piazza Castello<\/p>\n<p>La Cucina dell\u2019Alleanza \u00e8 il progetto di Slow Food nato dalla collaborazione con Miele, Valcucine e Alce Nero, tre aziende che condividono il rispetto dell&#8217;ambiente, della terra e della materia prima. Una cucina di 128 mq nel cuore di Piazza Castello ospita 14 chef italiani e 4 internazionali che interpretano nei loro piatti Pres\u00ecdi Slow Food e prodotti dell&#8217;Arca del Gusto. Originali appuntamenti in cui lo chef esce dalla cucina e crea per i suoi commensali piatti che esaltano i prodotti del territorio, raccontando la storia di chi li produce e ne salvaguarda particolarit\u00e0 e saperi. Ad alternarsi ai fornelli Vittorio Fusari con la polenta di grano saraceno e il coniglio arrostito, Raffaella Piccinino con i paccheri ripieni di caciocavallo di Cimin\u00e0, polpette di razza podolica calabrese e pomodoro di Zagarise, Mauro Ricciardelli che presenta una guancia di razza suina mora romagnola con pere cocomerine e rape di Caprauna&#8230; Ma anche Bobby Gregoire con i sapori della cucina quebecoise, Adolfo Perret che porta in Italia i prodotti delle Ande, Yelel Ca\u00f1as Formiconi che reinterpreta la tradizione basca, Xavier Hamon con un piatto espressione della sua Bretagna, e molti altri. Il concetto di Alleanza viene declinato nella sua accezione pi\u00f9 letterale e si ritrova nella collaborazione tra Miele, Valcucine e Alce Nero, che contribuiscono alla realizzazione della Cucina fornendo elettrodomestici, piani cottura, prodotti e ospitando due noti chef italiani: lo stellato Norbert Niederkofler della Rosa Alpina e Simone Salvini. Il progetto prende avvio dall\u2019Alleanza Slow Food dei Cuochi, nata nel 2009 e che coinvolge pi\u00f9 di 500 chef tra Italia, Olanda, Belgio, Canada, Albania, Marocco e Messico, impegnati ogni giorno a difendere, attraverso la cucina, la biodiversit\u00e0 dei prodotti buoni, puliti e giusti legati ai progetti Slow Food \u2013 Pres\u00ecdi, Arca del Gusto, Comunit\u00e0 del cibo, Mercati della Terra \u2013 o provenienti da produzioni virtuose, rispettose dell\u2019ambiente e del benessere animale. I cuochi parte del progetto inseriscono almeno tre prodotti dei Pres\u00ecdi nei loro men\u00f9, privilegiando quelli del proprio territorio e precisando sul men\u00f9 il nome del produttore che li ha forniti, raccontandone cos\u00ec storia e sapori.<\/p>\n<p>Da oltre trentacinque anni Valcucine si distingue nel settore delle cucine guardando all\u2019uomo e all\u2019ambiente in cui vive. Con queste premesse non pu\u00f2 che aderire al manifesto dell\u2019Alleanza, perch\u00e9 il cibo e la sua provenienza, i modi e lo spazio dove viene preparato sono uniti da un legame indissolubile che rende la vita di ogni persona migliore e in salute. Valcucine mette al centro l\u2019uomo e il suo benessere, rende la cucina un\u2019esperienza straordinaria con cura delle forme e dei materiali. Miele, leader mondiale nel settore degli elettrodomestici, rinnova la sua presenza al fianco di Slow Food. La filosofia Immer Besser che guida l\u2019azienda si concretizza non solo in prodotti sempre pi\u00f9 efficienti e innovativi, ma anche nella ricerca di un miglioramento della qualit\u00e0 della vita e dell\u2019impatto ambientale. Alce Nero \u00e8 il marchio di agricoltori, apicoltori e trasformatori biologici impegnati dagli anni \u201970 nel produrre cibi buoni, frutto di un\u2019agricoltura che rispetta la terra. Pi\u00f9 di 1.000 produttori in Italia, 14.000 nel mondo.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"page\" title=\"Page 31\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>Il giro del mondo in cinque giorni<\/p>\n<p>Brevi percorsi alla scoperta di Terra Madre Salone del Gusto<\/p>\n<p>Oltre 900 appuntamenti tra incontri gastronomici, conferenze, laboratori, aree tematiche: un programma estremamente ricco e variegato che pu\u00f2 essere scomposto e ricostruito decine di volte, dando vita a percorsi dedicati alle principali campagne e le pi\u00f9 importanti attivit\u00e0 di Slow Food. Mappa alla mano, scopriamo alcuni dei luoghi storici del capoluogo piemontese e gli eventi che li animano.<\/p>\n<p>Il nostro viaggio a spasso per Torino inizia dai viali del Parco del Valentino dove troviamo il grande Mercato e i Pres\u00ecdi internazionali con prodotti, storie e artigiani provenienti da ogni parte del mondo. Qui anche le Cucine di Terra Madre: 60 chef internazionali cucinano piatti dei cinque continenti. Il Parco del Valentino accoglie anche il percorso interattivo Slow Meat, che ci introduce al consumo consapevole di carne, le aree tematiche Slow Fish, che racconta la situazione dei nostri mari e Indigenous Terra Madre, uno spazio dedicato alle comunit\u00e0 indigene e alle loro storie, e lo stand dell\u2019Universit\u00e0 di Scienze Gastronomiche. Numerosi gli eventi organizzati dagli studenti: dai Bike\u2019n\u2019Eat e Walk\u2019n\u2019Eat, passeggiate enogastronomiche in bicicletta o a piedi, alle conferenze, dai workshop ai tour dei Personal Shopper. Inoltre al Castello del Valentino e a Torino Esposizioni si svolgono i Forum di Terra Madre, spazi di dibattito e confronto in cui i delegati della rete di Terra Madre approfondiscono le tematiche legate al cibo. Poco distante, il Borgo Medievale accoglie le attivit\u00e0 didattiche per scuole e famiglie con laboratori, workshop, percorsi sensoriali e mostre.<\/p>\n<p>Proseguiamo il nostro tour, a piedi, in bicicletta grazie al servizio ToBike oppure con il servizio di bus navetta curato da Iveco Bus. Prima di raggiungere il centro citt\u00e0, lasciamoci guidare dai profumi e dai suoni multietnici del programma Migranti che anima le vie di San Salvario, affrontando il fenomeno migratorio con appuntamenti gastronomici, tour guidati che si spingono fino a Porta Palazzo, conferenze e festival internazionali. Prossima tappa Piazzale Valdo Fusi, dove i Maestri del Gusto propongono le eccellenze enogastronomiche di Torino e provincia e l\u2019ex Borsa Valori ospita i Laboratori dedicati al caff\u00e8 e un ricco programma organizzato da Lavazza e da La Stampa. Proseguiamo in via Cavour dove ci aspettano gli appuntamenti dedicati alla Mixology ospitati da Aste Bolaffi. Continuiamo quindi su via Roma, dove ci imbattiamo nelle aree tematiche Slow Beans e lo spazio del Presidio dell\u2019olio extravergine d\u2019oliva, e proseguiamo su piazza San Carlo, circondati dai Pres\u00ecdi italiani che ci accompagnano fino a Piazza Castello. Qui troviamo la Cucina dell\u2019Alleanza, dove chef italiani e internazionali si alternano ai fornelli interpretando i Pres\u00ecdi. Presente anche il percorso interattivo Salva la biodiversit\u00e0 che ci permette di conoscere il mondo attraverso le moltissime variet\u00e0 vegetali e animali che rischiano di scomparire. Ancora pochi passi ed eccoci arrivati alla grande Enoteca<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"page\" title=\"Page 32\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>realizzata nel cortile del bellissimo Palazzo Reale: oltre 1000 etichette in degustazione, una sezione di temporary tastings con vini provenienti da prestigiose zone vitivinicole d\u2019Europa e gli appuntamenti organizzati da Aste Bolaffi con Luisa Bianconi, esperta del dipartimento di vini rari e pregiati, che valuter\u00e0 alcune bottiglie. Prima di un calice di rosso, nell\u2019antistante Piazzetta Reale, lasciamoci tentare dalle proposte di 15 originali Food truck assaggiando patate ripiene, polpette, piadine, gelati e carbonare stellate.<\/p>\n<p>Lo storico Teatro Carignano \u00e8 dedicato al ricco programma di conferenze con relatori di fama internazionale, mentre via Po ospita la Caffetteria dei Pres\u00ecdi e si trasforma nella Via del Gelato grazie alla maestria di Alberto Marchetti e della Compagnia dei Gelatieri e del miele, con lo spazio Let it bee dedicato agli apicoltori nel Rettorato dell\u2019Universit\u00e0 di Torino. Raggiungiamo Piazza Vittorio e scendiamo ai Murazzi del Po, dove le storiche arcate dei Magazzini Devalle accolgono per l\u2019occasione le migliori birre artigianali italiane, accompagnate da una selezione di Cucine di strada, dove gustare golosissime tigelle, fritti di pesce, bombette, panzerotti e l\u2019immancabile amatriciana.<\/p>\n<p>Tre luoghi simbolo di Torino che alternano storia e innovazione quest\u2019anno accolgono attesi appuntamenti dell\u2019evento: al Circolo dei Lettori troviamo alcuni Laboratori del Gusto dedicati ai prodotti della terra; il Grattacielo Intesa Sanpaolo ospita invece due appuntamenti della Scuola di Cucina con lo chef Ivan Milani che ci conduce alla scoperta di aceto balsamico e legumi; imperdibili poi gli incontri della Mixology organizzati nelle sale di Aste Bolaffi, dove assaggiare il Vermouth storico di Torino, esplorare tutti gli usi del gin e avvicinarci all\u2019inaspettato mondo del rum guatemalteco.<\/p>\n<p>Ultima tappa, ma non meno importante, \u00e8 Eataly Torino Lingotto. Durante la Scuola di Cucina e &#8211; novit\u00e0 di quest\u2019anno &#8211; le Storie di Cuochi e di Cucina, chef provenienti dai cinque continenti ci guidano alla scoperta di curiosit\u00e0 e innovazioni gastronomiche: diamo uno sguardo alla cucina del futuro, scopriamo i segreti dell\u2019agave e la biodiversit\u00e0 dei legumi, impariamo a riconoscere i diversi tipi di grano italiano e le numerose variet\u00e0 di banane ugandesi. E poi ancora i richiestissimi Appuntamenti a Tavola serali: ad alternarsi ai fornelli chef spagnoli, russi e italiani del calibro di Xavier Pellicer, Sergey e Ivan Berezutskiy, Federico Zanasi e Pierpaolo Livorno, con un finale a sorpresa.<\/p>\n<p>Le attivit\u00e0 di Terra Madre Salone del Gusto 2016 proseguono nei musei cittadini con mostre, percorsi e proiezioni alla Galleria civica d&#8217;arte moderna e contemporanea, al Museo del Cinema, al Museo di Arte Orientale e al Museo Egizio, e fuori Torino con le visite alle Residenze Reali.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"page\" title=\"Page 33\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>Sostenibilit\u00e0 in citt\u00e0<\/p>\n<p>Innovazione ambientale, sociale e culturale<\/p>\n<p>La ricerca applicata Systemic Event Design (SEeD) sviluppata dall\u2019Universit\u00e0 di Scienze Gastronomiche di Pollenzo per Slow Food e adottata al Salone Internazionale del Gusto e Terra Madre fin dal 2006, \u00e8 un progetto transdisciplinare che definisce un nuovo concetto di qualit\u00e0 dell\u2019evento. La riduzione degli impatti negativi dell\u2019evento sull\u2019ecosistema, registrata nell\u2019arco di quattro edizioni, \u00e8 stata possibile proprio grazie allo sviluppo del progetto Eventi a Ridotto Impatto Ambientale, poi divenuto SEeD, che ha condotto alla progressiva implementazione di strategie eco-sostenibili, nonch\u00e9 al miglioramento continuo delle performance di ottimizzazione dei consumi di energia e materia, evitando in primis gli sprechi. Dal 2006 al 2014 la sostenibilit\u00e0 ambientale del Salone Internazionale del Gusto e Terra Madre \u00e8 cresciuta di oltre il 65% rispetto all\u2019edizione di partenza e le soluzioni applicate sono divenute ormai buone pratiche consolidate e condivise anche da molti altri eventi nazionali e internazionali. A questo ambito, cavallo di battaglia della progettazione sistemica nelle edizioni passate si sono aggiunti nel 2014 nuovi macro- scenari di ricerca: l\u2019innovazione sociale, l\u2019accessibilit\u00e0 all\u2019esperienza culturale, l\u2019impatto economico dell\u2019evento sul territorio.<\/p>\n<p>In una cornice del tutto nuova il progetto SEeD quest\u2019anno esalta dunque il rapporto che l\u2019evento ha con il territorio e la comunit\u00e0, tracciando un manifesto per una societ\u00e0 civile attenta a ci\u00f2 che mangia e alle scelte connesse, in un\u2019ottica di sistema, dove ogni attore ha un suo ruolo. Pensare a un evento sostenibile significa, infatti, progettare e organizzarlo in modo tale da lasciare un patrimonio positivo alla comunit\u00e0 attraverso un approccio duraturo ed equilibrato che racchiude temi economici, di responsabilit\u00e0 ambientale, di progresso sociale, e applica regole e principi orientati al risparmio, al riutilizzo, al riciclo delle risorse. L\u2019evento culturale, pur essendo limitato nel tempo, innesca per chi lo osserva e vive un processo di apprendimento collettivo, in cui la sostenibilit\u00e0 \u00e8 fatta di piccoli gesti e scelte quotidiane. Promuovendo uno sviluppo economico sostenibile, Terra Madre Salone del Gusto rappresenta il punto d\u2019incontro di culture che attraverso la formazione e l\u2019informazione ne condividono le responsabilit\u00e0.<\/p>\n<p>Per l\u2019edizione 2016, un ruolo centrale nell\u2019ambito dell\u2019approccio sistemico e della riduzione di impatto ambientale \u00e8 affidato ancora una volta alla progettazione della raccolta differenziata dei rifiuti, sviluppata con la collaborazione di Amiat e Novamont e con un focus sul food packaging portato avanti gi\u00e0 da molte edizioni insieme ai Consorzi Ricrea, Comieco e Rilegno. Si conferma la creazione di Isole Ecologiche di raccolta presidiate dai volontari di Legambiente alle quali si aggiunge il servizio di assistenza agli espositori di Eco dalle Citt\u00e0. Grazie al supporto di Ecozema e Ecotecnologie, per la fornitura ufficiale di bicchieri, piatti e posate utilizziamo, come nelle precedenti edizioni, materiale totalmente compostabile come MaterBi e polpa di cellulosa, mentre attraverso la<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"page\" title=\"Page 34\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>nuova collaborazione con Lucart abbiamo a disposizione tovaglioli realizzati in carta 100% riciclata da cartoni per bevande in Tetrapack. Anche i porta pass dei delegati sono realizzati in Pet riciclato e stampati con inchiostri a base di acqua.<\/p>\n<p>La mobilit\u00e0 sostenibile delle persone e delle merci diventa un nuovo tema strategico di riflessione e d\u2019azione grazie alla partnership con Gtt, [To]Bike, Bixicle e car2go. Insieme a Iveco Bus \u00e8 stato creato un servizio di navetta interna con mezzi a ridotto impatto ambientale. In collaborazione con SMAT si lavora sulla valorizzazione e l\u2019utilizzo di acqua pubblica e con IREN sulla fornitura di energia da fonti rinnovabili. Confermato anche in questa edizione il ruolo centrale della progettazione degli spazi e la scelta dei materiali per l\u2019allestimento, come i teli in Evergreen di Dickson Coating per la grafica e l\u2019uso dei GreenPallet di Palm, che troveranno una seconda vita a fine evento grazie a Lurisia e PPG in ottica sistemica di circolarit\u00e0.<\/p>\n<p>L\u2019area dell\u2019innovazione sociale conferma alcune azioni intraprese nella scorsa edizione, come i percorsi guidati per persone con disabilit\u00e0 e i servizi per un evento family friendly, ampliandosi con lo spazio organizzato da Giovani Genitori. Attraverso la partnership con Banco Alimentare verranno recuperate le eccedenze alimentari dell&#8217;evento. Dal punto di vista culturale, sottolineiamo il coinvolgimento delle Circoscrizioni torinesi, le Case di Quartiere, le Associazioni dei diversi gruppi etnici, le scuole e i musei torinesi, che danno la possibilit\u00e0 al visitatore di sentirsi parte integrante della manifestazione.<\/p>\n<p>Un po\u2019 di storia<\/p>\n<p>Ragionando su materia, energia e relazioni culturali, nel corso delle cinque edizioni della ricerca legata alla progettazione sistemica si \u00e8 modificato il modo di pensare l\u2019evento in tutte le sue componenti: allestimento (riduzione ed eliminazione del superfluo, selezione di eco-materiali e\/o percorsi sistemici di valorizzazione dei componenti a fine vita), comunicazione reale e virtuale, raccolta e valorizzazione dei prodotti secondari (rifiuti), valorizzazione di eco-imballaggi (dal food packaging ai componenti per la fruizione del cibo), logistica delle merci, mobilit\u00e0 delle persone, approvvigionamento di energia rinnovabile e riduzione dei consumi di energia, gestione della risorsa acqua, riduzione delle emissioni nocive all\u2019ecosistema. La ricerca si \u00e8 progressivamente trasformata in un percorso condiviso da pi\u00f9 soggetti del territorio: nel 2014 l\u2019Universit\u00e0 di Scienze Gastronomiche con la collaborazione dell\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Torino, di Design Politecnico di Torino e, con oltre sessanta aziende, ha sviluppato complessivamente centodue azioni. La corretta intuizione di ampliare il raggio d\u2019azione e di analisi dell\u2019evento attraverso i nuovi scenari progettuali ha portato il progetto a essere riconosciuto dall\u2019Associazione per il Disegno Industriale (ADI) tra i migliori progetti di design italiano per il 2014\/2015 oltre a ottenere il patrocinio del Ministero dell\u2019Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare a partire dall\u2019edizione del 2010.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"page\" title=\"Page 35\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>La rivoluzione sostenibile<br \/>\ndi Terra Madre Salone del Gusto<\/p>\n<p>Alcune iniziative messe in atto durante l\u2019evento<\/p>\n<p>Sono 67 le iniziative messe in atto dai Partner del progetto Systemic Event Design per la prossima edizione di Terra Madre Salone del Gusto all\u2019interno di 4 ambiti progettuali: sostenibilit\u00e0 ambientale, fisica e culturale, innovazione sociale e impatto economico sul territorio. Ve ne raccontiamo alcune.<\/p>\n<p>Tracciabilit\u00e0 dei prodotti: sono quasi 6000 i Greenpallet\u00ae forniti da Palm e utilizzati per allestire la maggior parte degli spazi espositivi del Parco del Valentino, nelle vie e nelle piazze di Torino. Solo nel 2015 sono stati immessi nel mercato italiano pi\u00f9 di 2 milioni di tonnellate di imballaggi in legno, di cui il 64% \u00e8 stato recuperato e destinato al riciclo. Purtroppo per\u00f2 il sistema legislativo italiano non obbliga la tracciabilit\u00e0 di questo imballaggio terziario e ci\u00f2 comporta il rischio concreto che i pallet utilizzati per la movimentazione di prodotti chimici e dannosi per la salute vengano utilizzati anche per il trasporto di prodotti agroalimentari. Quelli impiegati nella manifestazione torinese sono realizzati con legno di pioppo certificato PEFC e FSC interamente riciclabile, coltivato e lavorato nella zona del mantovano e trasparenti in termini di tracciabilit\u00e0. PALM ha infatti realizzato il progetto RFID (acronimo di Radio-Frequency IDentification) che appone su ogni bancale un\u2019etichetta con tag RFID e QR code che permette di conoscere la storia del pallet, risalendo all\u2019origine della materia prima, definendo che cosa ha trasportato, localizzandolo e controllando anche la data di scadenza dei prodotti movimentati. Inoltre il loro riutilizzo \u00e8 garantito grazie alla partnership con l\u2019azienda Lurisia, che si impegna ad acquistarne una parte alla fine dell\u2019evento.<\/p>\n<p>Spreco di cibo: Secondo la Fao ogni anno in Europa vengono buttate 88 milioni di tonnellate di cibo, all\u2019incirca 120 chilogrammi per persona, con un relativo costo stimato pari a 143 miliardi di euro. Senza considerare che oggi sono circa 795 milioni le persone nel mondo che soffrono la fame e circa una persona su nove non ha abbastanza cibo per condurre una vita sana ed attiva. Attraverso il sostegno del Banco Alimentare del Piemonte, raccogliamo tutte le eccedenze alimentari prodotte durante l\u2019evento presso la mensa degli espositori, oltre all\u2019eventuale invenduto che gli espositori vorranno donare, fornendoli a titolo gratuito ad associazioni ed enti caritativi.<\/p>\n<p>Raccolta differenziata: Durante l\u2019evento i servizi di raccolta e smaltimento dei rifiuti sono forniti dal partner del progetto sistemico Amiat, societ\u00e0 del Gruppo Iren, mentre Legambiente forma 250 volontari che aiutano i visitatori a differenziare al meglio nelle oltre 100 isole ecologiche. Con il contributo di tutti, visitatori e operatori, Amiat si pone<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"page\" title=\"Page 36\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>l\u2019ambizioso obiettivo di superare il 70% di raccolta differenziata nell\u2019ambito della manifestazione. Inoltre per ridurre il numero di rifiuti abbiamo motivato gli espositori e visitatori ad adottare una serie di buone pratiche come l\u2019utilizzo di materiali biodegradabili e compostabili per la fruizione del cibo, quello di imballaggi sostenibili per la protezione e il trasporto degli alimenti e ancora l\u2019utilizzo di cassette o altri componenti in legno certificati FSC. In pi\u00f9, per la prima volta, gli espositori sono seguiti da un gruppo di 30 esperte Sentinelle dei Rifiuti di Eco dalle Citt\u00e0 formate apposta per assisterli dal momento dell\u2019allestimento alla fase post evento. La raccolta differenziata, l\u2019adozione di azioni virtuose da parte degli espositori, la riduzione di molti componenti da parte dell\u2019organizzazione, le progettualit\u00e0 sistemiche, hanno permesso al nostro evento di limitare progressivamente il numero di rifiuti prodotti riducendo il totale del 13%, mentre la percentuale di differenziazione \u00e8 passata dal 16,2% al 59,11% e la purezza del rifiuto ha superato il 90% per tutte le frazioni di raccolta.<\/p>\n<p>Cibo e acqua: Come ormai consuetudine, sono utilizzati materiali biodegradabili e compostabili per la fruizione del cibo. Tali materiali, che sono il Mater-Bi\u00ae dell\u2019azienda partner Novamont e la polpa di cellulosa, nascono dalla Terra, ossia da materie prime rinnovabili di origine naturale (l\u2019amido di mais), e l\u00ec tornano alla fine del loro ciclo di vita. Attraverso la raccolta differenziata nell\u2019organico e grazie al compostaggio infatti questi materiali vengono trasformati in terriccio fertile o compost da utilizzare nell\u2019agricoltura. Grazie alla collaborazione con Lucart, per tovaglioli e tovagliette usiamo carta 100% riciclata dai cartoni delle bevande in Tetrapack. In questo modo, solo per l\u2019evento, riusciamo a recuperare 65.211 cartoni salvando circa 17 alberi di media dimensione ed evitando 5.3 m3 di rifiuti in discarica. Per limitare inoltre lo spreco di acqua durante l\u2019evento abbiamo progettato una fornitura gratuita e sostenibile attraverso l\u2019utilizzo delle colonnine dell\u2019azienda partner del progetto sistemico Smat. Fondamentale anche la disponibilit\u00e0 di acqua pubblica fruibile attraverso le numerose fontanelle presenti nella citt\u00e0 di Torino, i tradizionali toret. In questo modo l\u2019acqua \u00e8 disponibile per tutti evitando di utilizzare bottiglie in PET.<\/p>\n<p>Evento family friendly: Terra Madre Salone del Gusto 2016 vuole essere un evento family friendly, sostenibile anche dal punto di vista sociale e in grado di accogliere il maggior numero possibile di visitatori, comprese le famiglie con bambini. Grazie alle partnership con Giovani Genitori, la cooperativa Le Soleil e Circowow, abbiamo progettato lo Chalet dei Bambini, uno spazio di circa 800 mq nella storica discoteca torinese del Parco del Valentino, realizzato grazie al contributo di Lurisia Acque Minerali e Gelateria Ottimo. Nell\u2019area sono disponibili il baby parking internazionale, attivo per il primo anno e per la prima volta nella manifestazione che prevede un\u2019area morbida e colorata con servizio di custodia bambini, l\u2019assistenza del personale specializzato, il baby bar e uno spazio di ristorazione per light brunch. L\u2019area ludica Wow propone invece percorsi dedicati a ospitare i bambini o tutta la famiglia. Sempre rivolta alle famiglie con bambini \u00e8 l\u2019Area<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"page\" title=\"Page 37\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>Baby Pit Stop, uno spazio realizzato in collaborazione con la Leche League Italia Onlus e il Corso di Laurea in Ostetricia dell\u2019Universit\u00e0 di Torino presso la sala adiacente al Salone San Giorgio nel Borgo Medievale del Parco del Valentino, all\u2019interno del quale mamme e pap\u00e0 possono provvedere al cambio pannolino e ad allattare i propri bambini.<\/p>\n<p>Ospitalit\u00e0: nell\u2019ambito dell\u2019innovazione sociale, il tema dell\u2019ospitalit\u00e0 ha assunto in questa edizione un ruolo ancora pi\u00f9 centrale per l\u2019organizzazione dell\u2019evento. I delegati provenienti da 143 Paesi sono circa 7000 e quelli ospitati nelle citt\u00e0 di Terra Madre sono intorno ai 1200. A questi si aggiungono i 198 delegati alloggiati nella citt\u00e0 di Torino e quelli ospitati grazie a strutture messe a disposizione da due partner: Coldiretti, con 300 posti letto, e Cia, che ne fornisce 200, accogliendoli all&#8217;interno di aziende agricole in tutto il Piemonte.<\/p>\n<p>Comunicazione: Terra Madre Salone del Gusto \u00e8 un evento internazionale e, proprio per garantire la giusta accessibilit\u00e0 fisica e culturale, abbiamo lavorato molto sulla comunicazione. Le Conferenze hanno un servizio di traduzione in 4 lingue (ITA, ENG, FRA, SPA), mentre i 40 forum sono tradotti complessivamente in 8 lingue (ITA, ENG, FRA, SPA, POR, RUS, CIN, JPN). La segnaletica all\u2019interno della manifestazione, tradotta in 2 lingue, quest\u2019anno viene arricchita da una mappa illustrata della citt\u00e0 e dell\u2019evento, anch\u2019essa tradotta in italiano e inglese. Per quanto riguarda invece la cartella stampa, tutti i documenti utilizzano il font EasyReading\u00ae, un carattere ad alta leggibilit\u00e0 che pu\u00f2 aiutare i soggetti con dislessia, e si \u00e8 ridotto al minimo il consumo di carta redendo disponibili tutti i materiali sul sito web.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"page\" title=\"Page 38\">\n<div class=\"section\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>L\u2019Universit\u00e0 di Scienze Gastronomiche di Pollenzo<\/p>\n<p>a Terra Madre Salone del Gusto 2016<\/p>\n<p>Il programma delle attivit\u00e0 allo stand UNISG e delle iniziative all\u2019interno della manifestazione<\/p>\n<p>Immersa nel verde del Parco del Valentino trovate anche l\u2019Universit\u00e0 di Scienze Gastronomiche, con un grande spazio espositivo animato da varie attivit\u00e0 ed eventi. Ma andiamo con ordine, dato che l\u2019offerta \u00e8 ampia e diversificata. Ogni giorno della manifestazione, a partire dalle 10 con chiusura alle 19, lo stand UNISG ospita una serie di iniziative pensate e curate dagli studenti. Si parte dalle degustazioni guidate: dal pane ai salumi alla gastronomia sarda. Quindi torna la proposta del Personal Shopper, un tour itinerante accompagnati da studenti che hanno selezionano filoni gastronomici tematici tra i migliori produttori presenti sul Mercato. Ma non solo: gli studenti sono gli animatori del Walk N\u2019eat e del Bike N\u2019eat, rispettivamente passeggiata e biciclettata ragionata e golosa dedicata alla cucina torinese e piemontese. Con partenza dallo stand, i futuri gastronomi accompagnano i partecipanti per le vie e le piazze di Torino, alla scoperta degli angoli pi\u00f9 caratteristici, ma soprattutto dei luoghi del gusto e delle produzioni tradizionali. Ancora gli studenti ed ex studenti sono protagonisti di conferenze, seminari, cene, cos\u00ec come presentazioni di progetti, aziende e idee che li vedono operare in prima persona.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>Si pu\u00f2 partecipare a un faccia a faccia con i nostri gastronomi con il talk \u201cChi \u00e8 il Gastronomo\u201d, dove oltre 25 ex-studenti raccontano in 3 minuti ciascuno le loro esperienze, per poi assistere alla conferenza \u201cStorie di Eco-Gastronomia\u201d che raccoglie esperienze diverse in varie capitali in giro per il mondo che narrano come il cibo \u00e8 cultura, o andare alla proiezione \u201cIl cinema intervista il cibo e lo nutre\u201d, che presenta video dei viaggi didattici UNISG.<\/p>\n<p>Ovviamente anche i docenti dell\u2019ateneo sono impegnati in conferenze divulgative a partire dal tema della cucina italiana negli Stati Uniti, per poi toccare la storia dei vini italiani, il binomio cultura e savoir faire in cucina necessario per i nuovi cuochi di oggi, il legame dell\u2019arte e della cultura con il mondo del vino fino all\u2019incontro tra i giovani chef dello Slow Food Youth Network e i docenti della Scuola di Cucina di per confrontarsi su come l\u2019utilizzo di gusti ed ingredienti possano influenzare lo sviluppo della gastronomia e dell\u2019economia locale. Le diramazioni dell\u2019UNISG si estendono inoltre al di fuori dello stand: con la presenza dei docenti relatori nei Forum di Terra Madre, i Laboratori del Gusto (con studenti e docenti coinvolti), le degustazioni di birra a cura dei birrai dei corsi di Alto Apprendistato e le degustazioni di vino presso l\u2019Enoteca, quindi Food Mood, la<\/p>\n<p>piazza Vittorio Emanuele II 9 &#8211; Pollenzo &#8211; 12042 Bra (CN), Italia | TEL. +39 0172 458511<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>| info@unisg.it | www.unisg.it |<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"page\" title=\"Page 39\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>business area per aziende della filiera agroalimentare, organizzata in collaborazione con la Camera di Commercio di Torino, lo spazio dedicato al Systemic Food Design e gli Edible Commandments, studenti internazionali che cucinano su uno speciale food truck.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"section\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>E ancora tre cene d\u2019eccezione, tra Pollenzo e Torino, che vedono all\u2019opera studenti e alumni della Scuola di Cucina UNISG e alcuni chef, docenti ai Master di Cucina stessi: la prima con due osterie del territorio, dal Molise Antonio Terzano e Lina di Pompeo dell\u2019Osteria Dentro le Mura di Termoli e dalla Romagna Roberto Casamenti e Alessandra Bazzocchi di La campanara di Galeata (Forl\u00ec Cesena), la seconda con Vittorio Fusari, chef di grande esperienza del Pont de ferr di Milano e uno dei numi tutelari dei Master di Cucina di Pollenzo, la terza unisce l\u2019Italia dalla Sicilia al Piemonte con due maestri d\u2019eccezione, Pino Cuttaia, chef stellato di La Madia di Licata (Agrigento) e Pierpaolo Livorno, chef del ristorante Garden dell\u2019Albergo dell\u2019Agenzia di Pollenzo (Cn). L\u2019allestimento e la personalizzazione dello spazio UNISG \u00e8 curato anche quest\u2019anno da Costa Group, partner strategico dell\u2019ateneo.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>Per saperne di pi\u00f9 ecco il programma completo: http:\/\/www.salonedelgusto.com\/it\/unisg- universita-scienze-gastronomiche\/<br \/>\nUfficio Comunicazione UNISG<br \/>\ncomunicazione@unisg.it<\/p>\n<p>0172 458507-32 \/ cell. 329 9079183 \u2013 345 2495096<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"page\" title=\"Page 40\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>Slow Food Editore: tutte le novit\u00e0 in libreria<\/p>\n<p>Un fitto programma di presentazioni a Terra Madre Salone del Gusto<\/p>\n<p>Tra novit\u00e0 e grandi classici, anche a questa edizione di Terra Madre Salone del Gusto il programma di presentazioni delle ultime uscite di Slow Food Editore \u00e8 piuttosto intenso.<\/p>\n<p>La biodinamica e il vino sono due temi di grande attualit\u00e0, che incontrano l\u2019interesse crescente di tante persone, soprattutto giovani: cosa c\u2019\u00e8 di meglio che farseli raccontare da uno dei pionieri del movimento del vino naturale in Francia? L\u2019ultima uscita di Slow Food Editore in campo enologico \u00e8 proprio Il vino, la vigna e la biodinamica firmato Nicolas Joly, vignaiolo dell\u2019azienda Clos de la Coul\u00e9e de Serrant nella Loira e fondatore di Renaissance des Appellations, un\u2019associazione internazionale di produttori di vino biodinamico il cui motto \u00e8 \u00abbiodinamica, la viticoltura per il domani\u00bb.<\/p>\n<p>Il rispetto della natura e il valore per un terreno<br \/>\nsano e vivo sono le condizioni per produrre vino<br \/>\ndi qualit\u00e0 seguendo le regole della biodinamica<br \/>\nche, pi\u00f9 che come tecnica colturale, si propone<br \/>\ncome stile di vita e di rapporto con il creato.<br \/>\nDalla passione per il vino agli errori<br \/>\ndell\u2019agricoltura tradizionale, dal lavoro in cantina<br \/>\nalla biodinamica in agricoltura, il testo affronta un\u2019ampia riflessione su come applicare questa tecnica in viticoltura, guardando al vino con un atteggiamento nuovo, misurando l\u2019agire dell\u2019uomo e anteponendo la sapienza del cosmo alla chimica.<\/p>\n<p>La presentazione di Il vino, la vigna e la biodinamica \u00e8 in programma gioved\u00ec 22 alle ore 18 all\u2019Orto Botanico di Torino presso il Parco del Valentino: un\u2019imperdibile chiacchierata fra Nicolas Joly e Luca Gargano, proprietario di Velier. Segue degustazione di Clos de la Coul\u00e9e de Serrant 2011 abbinati a una selezione di formaggi, in collaborazione con Enoteca Botz e con il sostegno di Triple A, agricoltori, artigiani, artisti.<\/p>\n<p>Il formaggio italiano per eccellenza, il marchio della pi\u00f9 grande Dop \u2013 la pi\u00f9 diffusa e famosa \u2013 \u00e8 generato da tempo immemore da un mondo produttivo variegato e affascinante, fatto di territori con le loro tradizioni locali, microclimi, razze animali e umanit\u00e0 laboriosa: la Guida al Parmigiano Reggiano. Storia, tipologie, degustazione racconta<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"page\" title=\"Page 41\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>tutti i segreti del formaggio simbolo della tradizione casearia italiana. Sotto il cappello di un unico inossidabile logo esistono tante storie da raccontare, almeno una per ognuno degli oltre 300 \u201ccaselli\u201d dove si produce il formaggio e si stagiona, e diversi Parmigiani da degustare, ognuno con le proprie caratteristiche organolettiche specifiche. Una guida che racconta la biodiversit\u00e0 di questo prodotto famoso nel mondo, per la prima volta caseificio per caseificio, con tanti consigli su dove comprare il Parmigiano Reggiano di qualit\u00e0 e con la classifica dei dieci migliori Parmigiani.<\/p>\n<p>La presentazione di Guida al Parmigiano Reggiano. Storia, tipologie, degustazione avviene venerd\u00ec 23 alle ore 12 presso lo stand del Parmigiano Reggiano al Parco del Valentino, con gli interventi di Angelo Surrusca, curatore della guida, Carlo Bogliotti, direttore editoriale di Slow Food Editore, Piero Sardo, presidente Fondazione Slow Food per<\/p>\n<p>la Biodiversit\u00e0, Alessandro Bezzi, presidente Consorzio Parmigiano Reggiano. Modera Marco Trabucco, giornalista di La Repubblica.<\/p>\n<p>Continuiamo con un intramontabile classico della cucina italiana, anzi piemontese: gli agnolotti. Venerd\u00ec 23 alle ore 19 presso il Pastificio Defilippis in via Lagrange, Giuseppe Culicchia, da molti considerato uno dei migliori narratori italiani contemporanei, presenta Agnolotti, un tributo all\u2019emblema della tradizione piemontese. In un racconto scritto in prima persona, una divagazione, un reportage gastronomico, una storia intrigante per le vie di Torino, gli agnolotti, che occupano un posto speciale nella tradizione gastronomica piemontese, diventano il pretesto per parlare della prima adolescenza, di biciclette, di ragazze e di amici, della vita. E di Agnese, del suo bar-trattoria, della sfida continua tra i suoi agnolotti e quelli della mamma.<\/p>\n<p>Torna un grande classico di Slow Food Editore: la presentazione della guida Osterie d\u2019Italia 2017, Sussidiario del mangiarbere all\u2019italiana, in programma luned\u00ec 26 alle ore 10.30 alla Chiesa di Sant\u2019Uberto presso la Reggia di Venaria Reale, mentre venerd\u00ec 23 alle ore 12 presso lo stand di Slow Food Toscana in piazza Castello, con la presentazione del protocollo d\u2019Intesa tra Slow Food Italia e il Comune di Montecatini Terme, si annuncia la grande degustazione di Slow Wine. Storie di vita, vigne, vini in Italia, a Montecatini il 15 ottobre prossimo.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"page\" title=\"Page 42\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>\u00c8 arrivata Osterie d\u2019Italia 2017<\/p>\n<p>Presentata alla Reggia di Venaria la nuova guida<\/p>\n<p>\u00abCon questa nuova edizione desideriamo rimanere il pi\u00f9 fedeli possibile al concetto di osteria. Per questo abbiamo scelto di ridurre notevolmente le pagine della guida e raccontare, invece, tutti quei locali che racchiudono in s\u00e9 l\u2019idea tradizionale: luoghi informali, semplici, accoglienti e la cui cucina si rif\u00e0 alla tradizione\u00bb. Marco Bolasco ed Eugenio Signoroni, curatori della guida, commentano cos\u00ec l\u2019edizione numero 27 di Osterie d\u2019Italia. \u00abPer raggiungere questo risultato \u00e8 stato fondamentale, come sempre, il supporto degli oltre 300 collaboratori sul territorio, che segnalano i locali pi\u00f9 caratteristici e autentici\u00bb. Un volume tutto<\/p>\n<p>nuovo che si interroga sul lessico dell\u2019osteria e cerca di individuare quelle che aderiscono maggiormente alla definizione canonica.<\/p>\n<p>Sono 153 le novit\u00e0 recensite in questa edizione, di cui la maggior parte con un men\u00f9 che non supera i 35 euro: \u00abAbbiamo scelto di non inserire i ristoranti che per costi, spirito e proposte in carta non rappresentano il concetto tradizionale di osteria, togliendo la storica sezione Oltre alle osterie. Abbiamo comunque mantenuto alcuni locali storici che propongono men\u00f9 completi sopra i 35 euro, ma che continuano a essere vere e proprie osterie d\u2019altri tempi\u00bb proseguono i due curatori. La guida \u00e8 stata alleggerita anche dagli Inserti regionali: sono rimasti solo quelli che raccontano la cultura del cibo e le modalit\u00e0 di preparazione legate al territorio e alla tradizione, come i cibi di strada siciliani, gli arrosticini abruzzesi, il morzello di Catanzaro, i trippai di Firenze e le malghe del Trentino Alto Adige.<\/p>\n<p>L\u2019attenzione al prezzo \u00e8 rappresentata anche dal bollino con un euro e una freccia, il nuovo simbolo che semplifica la consultazione della guida, segnalando cos\u00ec i locali pi\u00f9 costosi, aprendosi a tutte le tasche e mantenendo un occhio attento alla qualit\u00e0. La ricerca \u00e8 agevolata anche dai tre indici organizzati per prezzo, luogo geografico e ordine alfabetico dei locali. Rinnovate anche le schede di presentazione delle osterie: divise in due sezioni, raccontano da una parte la storia del locale e dall\u2019altra quella dei suoi piatti. Osterie d\u2019Italia diventa cos\u00ec una guida interattiva con elementi digitali, come i simboli, gli indici e le schede, che facilitano gli avventori nella lettura. Invariati invece i simboli storici della guida: la Chiave, assegnata alle osterie che offrono ospitalit\u00e0 per la notte; la Chiocciola, per i locali con un\u2019atmosfera in perfetto stile Slow<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"page\" title=\"Page 43\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>Food; il Formaggio, che indica le osterie che propongono una selezione di prodotti caseari; infine la Bottiglia, che si riferisce alle proposte eccellenti della cantina. Segnalate anche le osterie con un\u2019accessibilit\u00e0 agevolata per i disabili, i locali gluten free e quelli con l\u2019orto. In evidenza anche gli chef che aderiscono al progetto dell&#8217;Alleanza Slow Food dei cuochi.<\/p>\n<p>Osterie d\u2019Italia 2017, Sussidiario del mangiarbere all\u2019italiana<br \/>\nCuratori: Marco Bolasco ed Eugenio Signoroni &#8211; Pagine: 896 \u2013 Prezzo \u20ac 22 I numeri<br \/>\n1570 Locali segnalati<br \/>\n263 Chiocciole<br \/>\n199 Locali del Buon Formaggio<br \/>\n375 Locali celebri per i vini<br \/>\n479 Locali con orto di propriet\u00e0<br \/>\n428 Locali con men\u00f9 vegetariano<br \/>\n277 Locali con alloggio<br \/>\n153 Nuove segnalazioni rispetto all\u2019edizione 2016<br \/>\n340 Collaboratori<\/p>\n<p>Osterie d\u2019Italia 2017 \u00e8 presentata luned\u00ec 26 settembre alle 10.30 alla Reggia di Venaria. Durante la presentazione i curatori Marco Bolasco ed Eugenio Signoroni, approfondiscono con i protagonisti l\u2019importanza dell\u2019accoglienza in sala e il rapporto con i clienti. Al termine premiazione delle Osterie che hanno ottenuto il riconoscimento della Chiocciola.<\/p>\n<p>L\u2019appuntamento con l\u2019applicazione per i sistemi Android e iOs \u00e8 per la fine di ottobre.<\/p>\n<p>La presentazione di Osterie d\u2019Italia 2017 \u00e8 organizzata con il sostegno di<\/p>\n<p>Ringraziando per l\u2019ospitalit\u00e0<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"page\" title=\"Page 44\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>Slow Wine non smette mai di stupirci:<\/p>\n<p>tutte le novit\u00e0 dell\u2019edizione 2017<\/p>\n<p>Nuovi territori e metodi di giudizio per la nostra guida al mondo del vino<\/p>\n<p>Sono ormai sette anni che la guida Slow Wine. Storie di vita, vigne, vini in Italia \u00e8 un manuale imperdibile per esperti ed estimatori del mondo del vino, un vero e proprio faro nell\u2019enologia moderna. Lungi dall\u2019invecchiare o dall\u2019essere sempre uguale a se stessa, quest\u2019anno ci stupisce con effetti speciali: le novit\u00e0 della guida sono tante e piacevoli e le storie che racconta si arricchiscono di sempre nuovi attori e punti di vista.<\/p>\n<p>\u00abLa novit\u00e0 pi\u00f9 rilevante di questa edizione va proprio alle fondamenta della guida, entra nel merito del metodo di giudizio e dell\u2019assegnazione dei riconoscimenti, in particolare dei due pi\u00f9 espressivi dei valori della nostra associazione: le Chiocciole e i Vini Slow, i primi in sintonia con Slow Food per ragioni organolettiche, territoriali e ambientali, e i secondi ottimi vini che condensano nel bicchiere l\u2019identit\u00e0 del territorio d\u2019origine\u00bb, raccontano Giancarlo Gariglio e Fabio Giavedoni, curatori della guida. Da quest\u2019anno, la conditio sine qua non per ottenere questi due riconoscimenti \u00e8 l\u2019abbandono dei diserbanti chimici in vigna: \u00ababbiamo pensato che fosse arrivato il momento di mettere paletti ancora pi\u00f9 restrittivi per alcuni dei nostri riconoscimenti, anche perch\u00e9 le tecniche per il controllo meccanico o manuale delle erbacce hanno fatto passi da gigante e sono ormai molto efficaci\u00bb, precisano. Slow Wine non vuole diventare una guida esclusivamente dedicata al biologico ma, grazie al buon esempio dei primi virtuosi in guida, oggi oltre la met\u00e0 delle cantine segnalate hanno intrapreso il percorso di conversione al biologico, per un territorio pi\u00f9 pulito per chi ci vive e lavora.<\/p>\n<p>La seconda novit\u00e0 in guida riguarda un tema molto attuale: i confini. In un\u2019Europa sempre pi\u00f9 chiusa, che erige muri ed esaspera le differenze, Slow Wine d\u00e0 un segnale in controtendenza aprendo le sue pagine alle \u00abcantine slovene che solo la Storia ha diviso dal continuum geografico e varietale friulano \u2013 proseguono -. Questo confine non ha senso dal punto di vista enologico, non ci sono montagne n\u00e9 nient\u2019altro che differenzi i territori, solo un confine politico tracciato a tavolino che non ha impedito ai vignaioli di intraprendere un percorso viticolo molto simile e di avere molto in comune. Insomma, benvenuta Slovenia!\u00bb.<\/p>\n<p>Ma cosa manca per chiudere il cerchio e avere una guida davvero completa? Un luogo dove bere i migliori vini d\u2019Italia. \u00abE noi che vogliamo sempre strafare abbiamo trovato addirittura 100 locali dove bere Slow: non \u00e8 una guida esaustiva, solo qualche segnalazione per i nostri lettori\u00bb, specificano i curatori. Le indicazioni dei locali non<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"page\" title=\"Page 45\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>vogliono togliere nulla alle degustazioni in cantina, ma essere invece un ulteriore incentivo al viaggio e al consumo intelligente anche in enoteca e al ristorante.<\/p>\n<p>Venerd\u00ec 23 alle ore 12 presso lo stand di Slow Food Toscana in Piazza Castello avviene la presentazione del protocollo d\u2019Intesa tra Slow Food Italia e il Comune di Montecatini Terme, dove si svolger\u00e0 la presentazione della guida Slow Wine 2017 il 15 ottobre prossimo, corredata della tradizionale degustazione.<\/p>\n<p>Intervengono:<br \/>\nAlessandra De Paola, assessore al Turismo di Montecatini Terme<br \/>\nGiancarlo Gariglio e Fabio Giavedoni, curatori della guida Slow Wine<br \/>\nGaetano Pascale, presidente di Slow Food Italia<br \/>\nLa presentazione di Montecatini Terme sar\u00e0 focalizzata sul tema del mercato enologico estero: alcuni importatori racconteranno la loro esperienza, spiegando qual \u00e8 la percezione del vino italiano all\u2019estero. Considerato che il 60 per cento della produzione nostrana viene esportata (e la percentuale sale al 70 per cento per i vini di alta qualit\u00e0), si tratta di un tema di grande attualit\u00e0 e di cui spesso i non addetti ai lavori sono all\u2019oscuro: che il mercato estero superi quello nazionale ci deve preoccupare o far gioire?<\/p>\n<p>I numeri di Slow Wine 2017 1.943 cantine<br \/>\n193 Chiocciole<br \/>\n169 Bottiglie<\/p>\n<p>118 Monete<br \/>\n24.000 vini degustati<br \/>\n265 Vini Slow<br \/>\n157 Grandi Vini<br \/>\n238 Vini Quotidiani<br \/>\n502 cantine che offrono la possibilit\u00e0 di ospitalit\u00e0 e ristoro<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Moltissime le novit\u00e0 di questa edizione, in cui si celebrano i 20 anni dalla nascita del Salone internazionale del Gusto e i 30 anni di attivit\u00e0 di Slow Food in Italia. 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