
Per celebrare 85 anni di storia, Jeep non ha scelto l’ennesimo “pacchetto adesivi e via”: la nuova Wrangler 85th Anniversary gioca su un’idea molto americana e molto concreta, fatta di materiali, piccoli segni grafici e dotazioni realmente utilizzabili. È il terzo capitolo della serie “Twelve 4 Twelve”, la staffetta di edizioni speciali che accompagna tutto l’anno modello 2026, dopo Moab 392 e Whitecap.
Perché proprio il plaid: nostalgia, ma con criterio
Il dettaglio che fa parlare è il plaid: inserti a quadri sui sedili (con tag dedicato “85”), richiami coordinati su plancia e rivestimenti, più una manciata di “badge” interni pensati per essere notati ogni giorno, non solo in foto. Il risultato è volutamente rétro, quasi da oggetto da collezione, ma applicato a un’auto che continua a vivere di uso vero: fango, polvere, portiere smontate e weekend all’aria aperta.
Cosa cambia fuori: Steel Oxide, bronzo e Blue Agave
All’esterno il tono è più sobrio che “da show car”, e proprio per questo funziona: cerchi da 17″ verniciati Steel Oxide, ganci di traino in bronzo, badge e decal Blue Agave dell’85° anniversario e parafanghi in tinta carrozzeria. È un look rifinito, ma non smussa l’identità Wrangler: resta alta, squadrata, pronta a sporcarsi senza troppi sensi di colpa.
Dentro c’è la vera firma: sedili, targhette e materiali da uso vero
La 85th Anniversary è un’edizione che si apprezza soprattutto quando sali a bordo: oltre al plaid, arrivano dettagli come il medaglione “85” sul selettore, la targa dedicata (in zona portabicchieri) e tappetini Berber e da carico pensati per reggere scarponi, attrezzatura e vita “da sentiero”. Non sono vezzi: sono quelle cose che, su un mezzo come Wrangler, finiscono per fare la differenza tra “bella in concessionaria” e “comoda da tenere”.
Dotazioni: comfort e assistenza senza trasformarla in un SUV da città
Jeep ha messo insieme un allestimento che oggi il mercato si aspetta anche su un fuoristrada puro: sedili anteriori e volante riscaldati, avviamento remoto, accesso keyless, impianto audio Alpine e pacchetto luci full LED. Sul fronte ADAS compaiono i sistemi ormai “standard di categoria” come l’adaptive cruise e l’avviso di collisione con frenata automatica, oltre a dotazioni pratiche come vetri oscurati e parabrezza Gorilla Glass.
Tecnica e prezzo: la base Sport S e il tema del valore
Sotto la pelle non cambia l’impostazione: negli Stati Uniti l’edizione nasce sulla base della Wrangler Sport S con Convenience Group e mantiene il V6 3.6 Pentastar. La notizia, per molti, è il posizionamento: si parla di un incremento contenuto rispetto alla “base” comparabilmente equipaggiata e di un listino d’attacco indicato a 48.295 dollari per Wrangler e 47.815 dollari per Gladiator, con ordini già aperti. A livello di personalizzazione, Jeep propone hardtop nero o in tinta carrozzeria e – dettaglio interessante – la possibilità di scegliere gomme all-terrain senza sovrapprezzo.
La mossa di Jeep: edizioni mensili, community e concorrenza
Il senso dell’operazione è chiaro: tenere Wrangler al centro del discorso mentre il mercato off-road vive una stagione affollata e “identitaria”, dove l’accessorio giusto e l’allestimento azzeccato contano quasi quanto la scheda tecnica. In più, per Jeep è anche un messaggio di direzione: negli ultimi mesi il management ha parlato apertamente di necessità di rimettere a fuoco il tema del valore e di scelte più vicine a ciò che la community si aspetta dal marchio. Twelve 4 Twelve, con dodici edizioni in dodici mesi, è un modo diretto (e piuttosto efficace) per restare nel radar senza aspettare un restyling ogni tre anni.






















