Scandalo Dieselgate: no inciuci tra Volkswagen e Unione Europea. Risarcire gli automobilisti

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#Dieselgate, Volkswagen risarcisca i consumatori europei come già successo negli Stati Uniti, non si giochi calpestando i diritti infranti.

Nessun patto di fiducia con VW senza rispetto. Si devono compensare e risarcire i consumatori che sono stati danneggiati dal comportamento illegittimo, doloso, scorretto.

Girano anticipazioni su un ipotetico accordo tra il gruppo automobilistico tedesco e i vertici dell’UE. Parrebbe che Volkswagen “conceda” la possibilità agli automobilisti interessati dalla vicenda Dieselgate di rivolgersi a VW per un periodo di 24 mesi nel caso non fossero soddisfatti dell’intervento in officina previsto dal produttore. Per Altroconsumo questo non è sufficiente. L’organizzazione ha già dimostrato che gli interventi previsti da VW in officina non realizzano quanto promesso.

Se il Commissario europeo per la Giustizia Vera Jurova confermasse quanto riportato dalla stampa sarebbe gravissimo: a pagare ancora una volta sarebbero i consumatori, la beffa delle beffe.

Che le istituzioni a livello europeo tendano la mano al produttore auto reo confesso dello scandalo è ancora più scandaloso. I cittadini e il rispetto delle leggi siano al di sopra degli interessi di un produttore, che si chiami Volkswagen o FCA.

Intanto la class action contro Volkswagen ammessa in Italia dal Tribunale di Venezia continua a raccogliere preaderenti, a oggi 30mila. Tra qualche giorno saranno pubblicati gli annunci sui maggiori quotidiani italiani e i rispettivi siti online per la spinta alla raccolta formale delle adesioni. A livello europeo campagna #PretendiGiustizia si spande in #DemandJustice: le organizzazioni indipendenti in Belgio, Spagna, Portogallo insieme all’Italia spingono migliaia di cittadini ad aprire gli occhi e pretendere risarcimenti.

Commenta Ivo Tarantino, responsabile Relazioni esterne per Altroconsumo: “Ѐ l’Europa dei cittadini che pretende giustizia: il Tribunale di Venezia in Italia ha già riconosciuto la legittimità dell’azione risarcitoria. Le istituzioni italiane ed europee decidano se i cittadini possono continuare a sperare in esse per la tutela dei loro legittimi diritti, o se dovranno rinunciarvi”.