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Auto sempre più care: il mercato cambia strada

La ricerca ANIASA-Bain ridimensiona elettrico, sharing e monopattini: l’auto privata resta centrale e i prezzi salgono.

La nuova mobilità non sta correndo alla velocità promessa. Auto elettriche, monopattini, car sharing e acquisti online dovevano ridisegnare in pochi anni il mercato automotive, ma la realtà fotografata dalla ricerca “Il futuro sbagliato della mobilità”, realizzata da ANIASA e Bain & Company, racconta un settore molto più prudente, frammentato e ancora fortemente legato all’auto privata. La notizia è centrale per l’automotive perché mette in discussione una parte della narrazione industriale degli ultimi anni: la transizione esiste, ma non è lineare, non è uguale per tutti e soprattutto non può essere costruita ignorando redditi, abitudini d’uso e accessibilità economica.

Il dato più evidente riguarda il rapporto degli italiani con l’automobile. Nonostante la crescita di servizi alternativi e l’attenzione verso modelli di utilizzo più flessibili, oltre il 75% degli utenti continua a usare in modo ricorrente l’auto privata. Car sharing, bike sharing, monopattini e taxi restano soluzioni marginali, spesso occasionali, concentrate in alcune aree urbane e incapaci di sostituire davvero la proprietà o la disponibilità continuativa di un veicolo.

Anche il percorso d’acquisto conferma una forte resistenza alla disintermediazione. A livello globale il 62% dei clientiinizia la ricerca dell’auto online, ma circa il 90% delle vendite viene ancora finalizzato entro poche interazioni, in larga parte offline e in concessionaria. Più di tre quarti degli automobilisti dichiara di voler continuare a chiudere l’acquisto di persona. È un segnale importante per case auto e reti distributive: il digitale orienta, informa e confronta, ma il concessionario resta il punto di fiducia nel momento decisivo.

Sul fronte dell’auto elettrica, la ricerca ridimensiona le previsioni più aggressive. Secondo ANIASA e Bain, al 2030 le BEV potrebbero assestarsi intorno a una quota più naturale del 30% del mercato complessivo europeo, lontana dall’idea di una sostituzione rapida e uniforme del motore termico. La crescita resta legata a incentivi, politiche locali e campagne commerciali, più che a una domanda pienamente matura. In Italia, nel 2025 le elettriche pure valevano tra il 5% e il 7%delle immatricolazioni, con una penetrazione ancora limitata nel canale privati.

Il primo trimestre 2026 ha mostrato una fiammata, ma non necessariamente un cambio strutturale. La quota di veicoli elettrificati, considerando BEV e PHEV, è salita all’8% a livello nazionale, con il Sud arrivato al 15,4% del mercato complessivo e vicino al 20% nel canale privati. Dietro questa accelerazione, però, c’è un forte effetto promozionale: circa metà della quota sarebbe riconducibile a un solo marchio e a una campagna straordinaria su una citycar elettrica proposta a meno di 5.000 euro, grazie alla combinazione tra incentivi statali e condizioni commerciali temporanee. Al netto di questo effetto, la penetrazione torna molto più vicina ai valori storici.

Il tema industriale si intreccia con quello sociale. Dal 2013 al 2024 il prezzo medio delle auto nuove in Italia è aumentato di oltre il 50%, spinto da inflazione, crisi dei semiconduttori, maggior contenuto tecnologico e spostamento verso segmenti più alti. Nello stesso periodo il reddito familiare netto è cresciuto molto meno, circa il 29%. Il risultato è un divario crescente tra costo del prodotto e capacità di spesa delle famiglie. L’auto nuova rischia così di tornare a essere un bene per pochi, mentre una parte crescente degli automobilisti rinvia l’acquisto o si sposta sull’usato.

La questione pesa ancora di più sull’elettrico, che resta mediamente più costoso e più dipendente dalla disponibilità di infrastrutture e incentivi. La ricerca evidenzia una correlazione superiore all’80% tra PIL pro capite e diffusione delle auto elettrificate in Europa. In altre parole, l’adozione segue la ricchezza più delle intenzioni normative. Lo stesso schema si osserva in Italia tra PIL regionale e penetrazione di BEV e plug-in hybrid.

La promessa della micromobilità urbana appare altrettanto ridimensionata. Il monopattino elettrico, spinto inizialmente da bonus e incentivi, ha vissuto una fase rapida di espansione ma negli ultimi tre anni ha visto ridursi il parco circolante. Le regole più stringenti su assicurazione, targa e aree di utilizzo, insieme alla crescita degli incidenti, quasi raddoppiati tra il 2021 e il 2024, hanno cambiato il quadro. Anche molte città europee hanno ridotto o regolato più severamente le flotte in sharing.

Il car sharing, nato come alternativa all’auto privata, si trova oggi a dover ripensare il proprio modello. L’aumento dei costi operativi, tra furti, usi impropri, multe e truffe, e il mancato supporto stabile delle istituzioni locali e nazionali hanno spinto il settore verso una configurazione più vicina al rent-a-car. Più che sostituire la proprietà, il servizio sembra trovare spazio come soluzione integrativa e occasionale.

Il messaggio di fondo della ricerca è chiaro: la mobilità del futuro non può essere costruita solo su target regolatori o mode urbane. Per Italo Folonari, presidente ANIASA, il noleggio rappresenta già oggi una risposta concreta perché consente a cittadini e imprese di accedere a veicoli aggiornati senza assumersi tutti i costi e i rischi della proprietà. Gianluca Di Loreto, partner di Bain & Company, sottolinea invece la necessità di rimettere il cliente al centro, ripensando prodotti, prezzi, canali e politiche industriali a partire da come le persone si muovono davvero.

Il futuro “sbagliato” della mobilità, quindi, non è la transizione in sé. È l’idea che possa avvenire ignorando il mercato reale. Per l’automotive europeo la sfida non sarà solo elettrificare, ma rendere la mobilità sostenibile anche economicamente.

Scheda finale: i dati principali

  • Studio: “Il futuro sbagliato della mobilità”
  • Autori: ANIASA e Bain & Company
  • Uso ricorrente auto privata in Italia: oltre 75%
  • Clienti che iniziano online il percorso d’acquisto: 62%
  • Vendite ancora finalizzate soprattutto offline: circa 90%
  • Quota BEV attesa in Europa al 2030: circa 30%
  • BEV in Italia nel 2025: tra 5% e 7%
  • BEV+PHEV Italia Q1 2026: 8%
  • Sud Italia Q1 2026: 15,4% elettrificato
  • Prezzo medio auto nuove 2013-2024: oltre +50%
  • Reddito familiare netto 2013-2024: circa +29%
  • Correlazione PIL pro capite/elettrificazione: oltre 80%
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