Nuovo Pirelli P Zero: eccellenza italiana

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Pirelli ha presentato in Portogallo l’ultimo pneumatico nato della famiglia P Zero, il pneumatico su misura con performance estreme e massima affidabilità. Nel corso dell’evento abbiamo avuto la possibilità di testarlo sia in pista (a bordo di svariate supercar come Ferrai, Lamborghini e Porsche) che su strada (con Tesla, Audi, Jaguar e Bentley), nell’affascinante percorso che porta dall’Estoril a Cabo da Roca. Un mix che ci ha permesso di affermare, con decisione, che il risultato ottenuto con questo prodotto è davvero eccezionale. Detto ciò, scopriamolo nel dettaglio…

 

La caratteristica principale del nuovo P Zero sta nella capacità di garantire massima stabilità anche ad altissime velocità. Diretta derivazione della Formula Uno è l’innovativa tecnologia presente nel nuovo P Zero, la F1 Bead, che, avvalendosi di una mescola di riempimento del tallone a elevata rigidità, consente di ottenere una risposta dello sterzo più rapida e precisa evitando repentine perdite di grip laterale. Questa tecnologia permette, infatti, di migliorare la distribuzione degli stress nella zona del tallone e del fianco, riducendo, di conseguenza, il decadimento improvviso del pneumatico e aumentando, al contempo, l’integrità della copertura sotto sforzo e ad alta velocità. Il comportamento del pneumatico risulta, quindi, più lineare e prevedibile; il limite delle performance viene raggiunto in maniera graduale, lasciando all’automobilista il piacere di una guida prestazionale in tutta sicurezza.

 

P Zero è innovativo anche nella resa chilometrica, intesa non solo come durata, ma soprattutto come costanza delle performance per tutta la vita del pneumatico. Infatti, rendendo più piatto il profilo sulla fascia battistrada, grazie all’Extended Range Profile, gli ingegneri della Bicocca sono riusciti a migliorare la regolarità di usura del pneumatico, determinandone un incremento della vita utile e, in ultima istanza, un maggior risparmio per l’automobilista. L’aumento del numero di intagli sul battistrada da una parte, e l’incremento dell’ampiezza e della profondità degli incavi dall’altro hanno, invece, prodotto un’ottimizzazione del “lateral aquaplanning” e un miglioramento del 10% della capacità di espulsione dell’acqua. Tutto questo non può che tradursi in una più sicura e stabile frenata sul bagnato.

 

Il particolare disegno del battistrada è stato studiato anche per ridurre il rumore all’interno dell’abitacolo, a tutto vantaggio del confort di guida. La particolare disposizione degli intagli trasversali, molto più sfasati, spezza di fatto l’onda d’urto generata dall’aria, consentendo, quindi, una distribuzione del rumore su più frequenze, diminuendone così la portata. La combinazione di nuovi strumenti di modelling, che hanno permesso di ottimizzare il profilo dello stampo, la riduzione del peso e l’introduzione di materiali contenenti alte percentuali di silica (oltre l’80%) ha determinato, invece, una riduzione della rolling resistance anche del 15%, con un conseguente abbassamento dei consumi di carburante.

 

Da non dimenticare che il P Zero è uno ma si fa in tre: l’ultima evoluzione della P lunga racchiude, infatti, tre varianti tecnologiche con differenti applicazioni e prestazioni, ciascuna destinata a vetture diverse. Per le auto con un temperamento più sportivo presenta un disegno battistrada meno “lamellato”; più adatto alle berline, invece, il secondo disegno battistrada, con una spalla esterna molto più intagliata, disegnata per assorbire in misura maggiore l’impatto a terra. Infine il terzo disegno, che si avvicina ai “cugini” slick della F1, sviluppato per i nuovi P Zero Corsa. Dulcis in fundo, il nuovo P Zero, è proprio il caso di dirlo, è nato con la camicia: è appena stato lanciato e già si presenta sul mercato con una “dote” di 60 omologazioni.